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ACIDOSI:
Condizione patologica
dell’organismo in cui siano prodotte o introdotte in misura
superiore alla norma sostanze acide, oppure siano sottratte
sostanze alcaline, così che il
pH del sangue,
normalmente alcalino, ed i liquidi del corpo perdono
il giusto pH = 7,4) tendendo all’acidità piu' meno intensa,
ed il processo inizia sempre ed in primis nel tubo digerente
(intestino).
Quando l'acidosi intestinale diviene intensa e perdura nel
tempo, inizia la fase successiva: siccome l'organismo cerca di mantenere la
migliore osmosi cellulare e tissutale, quindi sottrae a
tessuti ed ossa i vari minerali basici (calcio, magnesio,
ecc.) che possono aiutare al mantenimento, ma cio' rende,
per es. i tessuti dei muscoli, ipotonici anche per la
mancanza di quei indispensabili minerali, magnesio, calcio
ecc., es. le ossa senza calcio = nascita dell' osteoporosi,
ecc.
Ciò altera tutti i processi metabolici delle cellule, in
quanto è necessario, per il loro corretto funzionamento, il
mantenimento di un perfetto equilibrio e rapporto tra
produzione ed escrezione di sostanze acide ed alcaline
-
equilibrio acido-base; I maggiori organi deputati a
tale compito sono il rene e il polmone.
Si parla di acidosi respiratoria quando si ha aumento di
acido carbonico nel sangue, come conseguenza di una
diminuita eliminazione di anidride carbonica attraverso i
polmoni in seguito a ridotta
ventilazione.
Si ha l’acidosi metabolica quando si verifica un aumento di
produzione di acidi da parte dell’organismo (per esempio,
nel
coma Chetoacidosico del diabete, nel
digiuno
prolungato, nella
febbre,
nell’insufficienza
renale cronica).
Chetoacidosi o chetoacidiosi è l'abbassamento del Ph
nel
sangue a seguito dell'aumento di concentrazione di acido
acetoacetico, acetone, e acido beta-idrossi-butirrico,
prodotti dalla biosintesi epatica di glucosio a partire da
acidi grassi.
Acidosi Lattica:
condizione patologica grave che conduce a
coma lattacidemico
Tratto in parte da:
http://ok.corriere.it
Il
metodo più semplice per controllare e stimare l'acidosi è
quello del controllo del
pH
urinario.
In
farmacia, potete acquistare le "cartine
di tornasole" con le strisce indicatrici, con un
range di valori tra 5,0 e 7,5, con le quali è possibile 2-3
volte al dì, per qualche giorno, autocontrollarsi, tenendo
conto che alle ore:
- 6
del mattino: l'urina ha la massima acidità, perché nella
notte c'è stata la scomposizione del carico di acido.
- 9,
2-3 ore dopo la colazione: l'urina di chi è sano è
leggermente alcalina, per via del lieve deflusso delle
sostanze alcalinizzanti della colazione.
-
12, prima del pranzo: pH leggermente acido, perché le
sostanze alcalinizzanti, incamerate come riserve, o
utilizzate, diminuiscono nel deflusso.
-
15: il pH è alcalino, perché c'è il maggior deflusso delle
sostanze basiche.
-
18, prima della cena: il pH urinario di chi è sano è
leggermente acido.
Se i
rilievi si allontanano troppo dalla curva ideale, con valori
frequentemente acidi, occorre tutelarsi con l'introduzione
nella dieta di tanta
frutta e
verdura
CRUDA.
I
cibi soprattutto alcalinizzanti CRUDI, dovrebbero costituire
il 75-80% dei nostri pasti quotidiani, particolarmente
frutta e verdure (carote, cavoli, insalata, di tutti i tipi,
pomodori, patate, peperoni, zucchine, piselli; arance, mele,
kiwi, albicocche, banane, ciliege, pompelmo, limone,
nocciole, mandorle, pesche, pere, ananas, uva, anguria,
miele con parsimonia).
Gli
acidificanti, meno del 20-25%.
L'olio extravergine d'oliva (spremuto SENZA i noccioli, e
l'olio di girasole sono neutri.
Va
da sé, che una sana
alimentazione includa sempre e per tutti i cibi
provenienti da coltivazioni agricole
biodinamiche.
vedi anche:
Acidosi nel Cancro
+
Bicarbonato di Sodio
+
Bibliografia sull'acidosi
nel Cancro
+
Bibliografia
1 +
Bibliografia 2
+
Acidosi 2 +
ACQUA del CORPO
+
Cellule
+ ALCALOSI
+
Ossido-Riduzione
+
BioElettronica
+
Correzione del pH
Va
notato che la glicolisi anaerobica mediante lo zolfo, crea
dell'acido lattico. E più sono le molecole di glucosio
utilizzate, e più acido lattico viene generato ed immesso
nel tessuto connettivo (matrix).
Questo spiega perché i tessuti di un portatore di tumore
sono più acidi del normale. A ciò si deve aggiungere che i
farmaci usati nella chemioterapia lasciano dei residui
acidi, ne risulta che questi pazienti saranno soggetti ad
una notevole acidosi metabolica di tipo iatrogeno.
Quando, per mancanza di informazioni adeguate o per
golosità, tale paziente dovesse cibarsi di alimenti che
lasciano ceneri acide, per es. pasta e pane fatti con farina
bianca, dolciumi industriali, latte vaccino e derivati,
carne rossa, ecc., il suo livello di acidosi aumenterà
ulteriormente.
Perché bisogna lottare contro l'acidosi ? Perché l'eccessiva
presenza di acidi nel tessuto connettivale lo modifica da
sol in gel.
Questo rende difficile i vari scambi fra le
cellule e l'ambiente circostante, creando i presupposto per
numerose disfunzioni e malattie.
Va notato che l'acidosi non
deriva solo dai residui acidi lasciati da alcuni alimenti,
riguarda anche direttamente i farmaci chemioterapici che, in
un ambiente gel, non solo fanno fatica a raggiungere le
cellule, ma aumentano la tossicità ambientale creando i
presupposti per un intasamento delle vie linfatiche.
Acidosi : una acidosi metabolica
e’ osservata quando la FG diviene < 25ml/min.
I bicarbonati restano lungamente nei limiti della normalita’
(salvo nel corso di certe tubulopatie).
La secrezione urinaria di ammoniaca e’ fortemente ridotta,
cosi come l’acidita’ tirabile, spiegando il difetto di
acidificazione urinaria (il pH urinario e’ un po’ diminuito)
malgrado l’acidosi metabolica.
Ma un regime
alimentare normale genera circa 1 mmol di ioni
idrogeno/kg/j.
I pazienti divengono progressivamente incapaci di secretare
certe quantita’ di acidi e l’acidosi si accentua con la
diminuzione dei bicarbonati plasmatici e una cloremia
normale, da cio’ l’aumento del “Buco anionico” (differenza
fra la natremia e la somma del cloro e dei bicarbonato)
conseguenza della ritenzione dei Solfati, Fosfati, e degli
anioni organici.
I bicarbonati diminuiscono malgrado cio’ comunque raramente
< 15 mmol/l perche’ gli acidi sono tamponati dai tamponi
intracellulari ed il tessuto osseo, avente come conseguenza
l’osteodystrofia e l’osteomalachia un aumento del
catabolismo delle proteine, conducendo ad un bilancio
azotato negativo ed a una perdita della massa muscolare.
Il regime di
restrizione protidica, riducendo l’apporto in acidi aminati,
limita la produzione acida e permette di mantenere il tasso
di bicarbonati in limiti accettabili.
Il regime di
restrizione del tasso dei bicarbonato si abbassa < 20mmlo/l
e sara’ necessario di apportare del bicarbonato di sodio, 2
a 4 g/j in modo da mantenere la concentrazione fra i 20 e 25
mmol/l.
Questo
apporto sara’ fatto con acqua basica o sotto forma di
polvere o di gel.
Il citrato di sodio puo’ essere ugualmente utilizzato, a
condizione che il malato non prenda dei chelanti del fosforo
a base di sali di alluminio, il citrato favorisce
l’assorbimento dell’alluminio.
Il
bicarbonato di sodio e’ ben tollerato, il rischio di
ritenzione e di ipertensione arteriosa e’ poco importante e
l’apporto in sale alimentare non dovra’ essere ridotto che
in leggera proporzione variabile per ogni soggetto.
Tratto da:
invivo.net
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L'eccesso di
acidi e' la causa principale e fondamentale di TUTTE le
malattie,
cosi' afferma anche il dott. Robert Young di San Diego CAL.,
USA.
La "nuova biologia" come la chiama il dott. R. Yuong,
modifica totalmente il punto di vista della
medicina ufficiale
e la falsa idea
Pasteuriana che nel
diciottesimo secolo affermo' che le malattie sono
generate dai germi,
quando invado dall'esterno il ns. corpo.
Young afferma che: quando i liquidi del corpo sono alcalini,
i "germi" non hanno nessun potere, ne' appigli e
quindi il corpo ha la proprieta' di automantenersi sano e/o
guarire dalle sue malattie.
Egli fa una semplice similitudine: immaginate una
vasca di pesci immersi in acqua, se l'acqua
e' salubre, pulita, i
pesci sopravvivono;
se l'acqua e' malsana i
pesci muoiono.
Nello stesso modo le cellule,
che vengono paragonate ai pesci della vasca che devono
vivere in
acqua, (Terreno),
pulita, anche le
cellule, se vivono in liquidi
alcalini, cioe' salubri,
esse funzionano
regolarmente, nutrendosi ed eliminando le tossine,
creando anche le sostanze necessarie ed apportando cio' che
necessita all'organismo per mantenersi sano.
Quindi la salute la si mantiene o la si recupera
SOLO se manteniamo
puliti ed alcalini i nostri liquidi, il
Terreno, la
matrice, nei quali le
cellule galleggiano e vivono in buona salute.
Pensiamo alle nostre cellule come dei pesci nella loro
vasca.
L'acqua nella quale sono immerse
ha il ruolo fondamentale di:
- portare nutrimento alle
cellule;
- eliminare le sostanze di scarto.
- permettere la vita
alle cellule (ai pesci) che lavorano
incessantemente per creare le sostanze necessarie al nostro
organismo affinche’ sia in buona salute.
Altre similitudini:
Se in una città i
rifiuti urbani non vengono smaltiti in
fretta, ma vengono accumulati nelle strade, cosa succede in
breve tempo ?...arrivano i
topi, vi sono miasmi
che i rifiuti emanano, l'aria diviene irrespirabile e i
liquami che essi producono invadono le
strade...
I topi possono
essere paragonati ai “germi” ed i rifiuti sono i rifiuti
acidi accumulati nel nostro organismo, nel terreno i
nostri liquidi: se i topi, cioe' i "germi" non trovano un
ambiente favorevole alla loro vita nel terreno, i liquidi,
semplicemente se ne vanno, così come sono arrivati, senza
produrre danno.
Eliminare la spazzatura dal “terreno” (i
rifiuti acidi del corpo dai liquidi) è fondamentale per
restare in buona salute, o guarire dalle malattie: in questo
modo germi, cioe' i topi, non trovano un ambiente
favorevole, e semplicemente "se ne vanno" cosi' come sono
venuti.
Altro esempio: Pensiamo anche ad
un’acqua stagnante, se le zanzare proliferano in esso e’
perche le condizioni di quell’acqua sono ideali per le
zanzare e quindi la colpa non e’ delle zanzare, ma delle
acque stagnanti che permettono il loro insediamento.
Eliminare l’acqua stagnate
e’ la vera soluzione per eliminare le zanzare ! non e’
cercando di uccidere le zanzare che elimineremo il problema,
ma eliminando la stagnazione dell’acqua che prepara il
terreno adatto al loro insediamento.
Siamo fatti per essere e stare
in buona salute
Il nostro corpo è fatto per essere in buona salute, snello
ed energico.
La
nostra mente è fatta per essere veloce e attenta, la nostra
pelle per essere liscia e morbida; ed allora perche si
ammaliamo, siamo stanchi, abbiamo dolori, non dormiamo bene,
abbiamo una pelle brutta e diveniamo obesi ?
Mangiando dei cibi inadatti alla nostra salute essi si
decompongono, degradano, fermentano oltre modo, putrefanno
producendo gli acidi che alterano il pH dei liquidi, il
nostro Terreno, la matrice.
Questi i principali cibi che
portano verso questo squilibrio del
pH(detti
acidificanti) ?
- proteine animali
- pane bianco raffinato
- zucchero
- latticini
- quantità eccessiva di cibo
- inquinamento
- fumo, vino, alcool
-
farmaci e
VACCINI
Quali i cibi che alcalinizzano e spostano il
pH del
terreno verso l’alcalino ?
- Verdure e
frutta
CRUDE
- cereali assunto con parsimonia, meglio germogliati, crudi
e macinati a freddo.
- semi e
frutta secca con parsimonia, variando il tipo ogni
giorno.
Lo stimolo della fame è spesso
causato da una richiesta di acqua da parte del nostro
organismo !
Quindi in realtà abbiamo solo sete
e la scambiamo per fame. Molte volte basta bere invece di
mangiare.
Una dieta ricca di latticini,
proteine animali, zuccheri, pane e povera di verdure e
frutta, causa un accumulo di acidi nel corpo.
Quando questi
rifiuti acidi sono presenti nel
Terreno le
cellule iniziano ad avere
stress ossidativo
ed a mal funzionare, oltre al fatto che questi acidi entrano
nel circolo sanguigno, per cui ci sarà un tentativo del
corpo di eliminarli attraverso polmoni con la respirazione,
reni con l'urina, pelle con la sudorazione se si suda.
Le
tossine prodotte in un corpo acido, riducono
nell'organismo l'assorbimento di
proteine,
minerali e
vitamine,
che causa un indebolimento nella produzione di
enzimi e
ormoni. Questo interferisce anche con la
ricostruzione delle cellule e altri componenti necessari
alla produzione di energia.
Ma se vi sono troppi rifiuti acidi
da eliminare, allora essi vengono depositati in diversi
organi come cuore, pancreas, fegato, colon, e altri. Questo
processo è quello
dell'invecchiamento e quindi della
malfunzione di questi
organi.
Per rallentarlo,
dobbiamo iniziare ad eliminare
questi eccessi di acidi e ad introdurre l’alimentazione
alcalina
nel nostro stile di vita, bevendo anche acqua alcalina la
quale neutralizza i rifiuti acidi e li rimuove dolcemente
dai
tessuti e quindi dagli organi del nostro corpo.
Ogni giorno il
nostro organismo cerca di bilanciare questo squilibrio del
pH, ma
quando il livello di acidi sale troppo, inevitabilmente c'è
un crollo e il nostro organismo si avvia inesorabile verso
la malattia.
Una acidosi cronica corrode i
tessuti del nostro corpo, corrode ad esempio i nostri vasi
sanguigni (ed ecco comparire il colesterolo, e di
conseguenza
ipertensione, malattie
cardiovascolari, ecc.
L'acidosi
cronica è la causa che sta alla
base di tutte le malattie, ma e soprattutto dell'invecchiamento.
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Negli ultimi anni iniziano a comparire in letteratura studi
di estremo interesse che
mostrano tutta la complessita’
di effetti che conseguono a
piccole modificazioni del
pH
(soprattutto intestinale) che
possono sembrare localmente di poco interesse.
L’acidosi che consegue ad una riduzione di
pH
extracellulare, ad esempio e’ in grado di:
- Ridurre i processi immunodifensivi attraverso l’inibizione
dell’attivita’ dei leucociti polimorfo nucleati ed in
particolare della respirazione cellulare e dell’attivita’
battericida (Lardner 2001)
- Ridurre a livello renale, la produzione di nitrossido
nelle cellule mesangiali attraverso un meccanismo che vede
associata l’inibizione dell’attivita’ enzimatica (Prabhakar
2002)
- Ridurre l’attivita’ metabolica degli epatociti, albumina e
transferrina, indotta nel fegato, ormoni ed altri mediatori
(Ulrich et al. 1999)
- Aumentarle la permeabilita’ intestinale (con conseguenti
processi di
malassorbimento e malnutrizione), aumento del danno ossidativo del citoscheletro ed una riduzione del contenuto intracellulare
di ATP e Glutatione (Unno et al. 1997)
Questo sono solo pochi esempi fra in molti presenti in
letteratura che correlano le apparentemente insignificanti
modificazioni del pH extracellulare a processi metabolici di
grande complessita’ ed importanza per le funzioni auto
regolative ed immunodifensive dell’intero organismo.
Il mantenimento di un corretto
pH della
matrice extracellulare, dipende da molti fattori, ma e’
strettamente correlato allo stile alimentare.
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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L'Acidità
anomala che produciamo nell'intestino, si propaga velocemente
nell'organismo generando le piu' importanti malattie, cancro
compreso
Ecco come avviene, i sintesi, la digestione nel corpo: Il
cibo, una volta triturato dai denti, viene mischiato in
bocca alla saliva.
Discende attraverso l'esofago verso lo stomaco superando uno
sfintere (valvola), il Cardia che ha la prerogativa di non
permettere il passaggio verso l'alto del Succo Gastrico. A
questo punto il cibo entra nello stomaco e si mescola in
quantità necessaria con il Succo Gastrico che è molto acido.
Ne risulta un composto omogeneo pronto alle reazioni
chimiche che avverranno nell'intestino, per l'assorbimento
delle sostanze vitali necessarie per la vita, ma ancora
molto acido.
Appena prima
del Pyloro (altra “valvola”, sfintere, alla fine dello
stomaco) incontra un nucleo di batteri (Elycobacter Pylori)
che producono ammoniaca, la quale serve a diminuire
l'acidità del composto. Questo composto entra nel Duodeno,
dove trova la Bile che, fra le altre funzioni, elimina
l'acidità residua ed entra nell'intestino tenue senza
acidità ed in questo luogo le sostanze una volta ben
demoleculizzate dai batteri del tenue, possono essere
assorbite con facilità senza alterazioni in tutto il lungo
percorso dell'intestino tenue. Di questa mancanza di acidità
ne gode anche l'intestino Crasso (Colon, Sigma, Retto).
Purtroppo
l'alimentazione non sempre è giusta anche perchè ogni
persona è diversa da un'altra e la necessità di alimenti è
diversa a seconda del clima, della latitudine, dell'attività
fisica, delle abitudini di vita, dai problemi della vita e
molti altri fattori.
Le
conseguenze di una acidità anomala sono molte dalle più
banali come un leggero reflusso gastrico o una persistente
leggera stitichezza o un gonfiore antipatico del ventre,
alle gravi patologie come un'alterazione del normale
equilibrio esistente nell'organismo fra basi ed acidi, fra
cui l'acidità del colon, fino al cancro.
Per esempio
l'Acidosi respiratoria che è l'aumento degli acidi, è dovuto
a difficoltà di eliminare con la respirazione quantità
adeguate di anidride carbonica, per cui un eccesso di questo
prodotto di rifiuto si accumula nel sangue: la si può
osservare nell'Asma bronchiale e nelle malattie che
comportano restringimento delle vie respiratorie.
L'Acidosi Metabolica consegue invece ad aumentata produzione
di acidi, come nel Diabete Mellito non controllato o nelle
forme gravi di denutrizione; può anche verificarsi per
difettosa eliminazione di acidi attraverso le urine, o per
eccessiva perdita di bicarbonati come nella diarrea.
Ma un'altro
fattore può essere dato dall'acidità dell'intestino tenue,
ossia proprio nella zona di assorbimento degli alimenti, con
conseguente assorbimento di acidi che vanno ad invadere
tutto il corpo.
Il segno più
evidente può essere dato dalla pelle secca ed acida, o da
alterazione nell'attività di varie parti del corpo, dagli
occhi alla bocca, dagli arti al cranio, dalla saliva ai vari
organi in generale ( fegato, milza, pancreas, polmoni, ecc.)
da dolori muscolari e/o artrosi, ecc..
Per cui
l'alimentazione
CRUDISTA è e deve essere la base della salute e, come
si può notare dalle varie statistiche, l'alimentazione
corretta porta ad una vita lunga, serena e con poche
malattie ma mai importanti.
E' possibile eliminare ogni forma di acidità anomala,
aiutandosi con una alimentazione appropriata ed alle volte,
assai raramente, con
l'assunzione di apposti sali basicizzanti.
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L’acidificazione del
sangue e il calo di pH nelle urine
Dr. Valdo Vaccaro - Tratto dal blog
http://valdovaccaro.blogspot.com
Nei giorni scorsi ho fatto circolare tra gli amici un ottimo
documento del prof Franco Libero Manco dal titolo
"L’importanza vitale dell’equilibrio acido-basico del
sangue", dove il valore ottimale
pH per il
sangue umano (essere vegetariano-fruttariano per disegno e
piano preciso del Creatore) è tra i valori 7.35 e 7.45,
mentre negli animali carnivori ed onnivori, mentre negli
animali carnivori e onnivori (a sangue decisamente acido)
tale livello scende ben sotto il valore 7 sulla scala acido
alcalina 1-14, dove l’1 rappresenta la massima acidità,il 14
la massima alcalinità, e il 7 la posizione neutra.
In tale articolo, si mette in
evidenza come l’acidosi
sia uno stato di
intossicazione per eccesso di sostanze acide
accumulate nell’organismo, come succede nei classici esempi
di malattie gravi da acidificazione (osteoporosi, diabete,
cancro) e negli stati di alimentazione deficiente di
carboidrati (e abbondante invece di grassi e proteine).
L’acidità in chimica è la
proprietà di una sostanza di mantenere in soluzione ioni di
idrogeno H+ (acca-positivi), e si misura in pH.
Il pH non è dunque altro che
l’abbreviazione di potenziale Hydrogenium, e rappresenta la
concentrazione degli ioni H+ presenti nella soluzione.
La lettrice PF di Roma mi ha scritto quanto segue: “Se
misurando il pH delle mie urine trovo che esso è da 7 a 7.5
di mattina, e poi scende a 6 durante il giorno, cosa può
significare ? E poi, cosa ne pensi dell’Alkalife ?”
La domanda di cui sopra è di
grande utilità ed intelligenza.
Mette in effetti in risalto il problema delle analisi reali
in senso dinamico, contrapposte alle analisi virtuali, fisse
e teoriche, di cui sono pieni zeppi i testi di tutte le
università e le bacheche di tutti gli ufficiali sanitari.
Se i ricercatori lavorassero
seriamente e con più metodo, alla ricerca dei valori nei
diversi momenti della giornata e nelle più svariate
circostanze della vita, ci troveremmo con parametri più
complessi e oscillanti, ma con una scienza assai più
realistica e interessante di quella virtuale, statica e
ingessata che siamo costretti a sopportare.
Ci troveremmo con
tabelle assai più vere ed autentiche di quelle, spesso
devianti e imbroglianti,
imposte al mondo dalla
FDA, tanto per fare
un esempio.
Per misurare la presenza di
leucociti nel
sangue, i
medici si accontentano in genere di dirti che l’uomo
ha normalmente 6000 unità di leucociti per mm 3 di sangue.
Ci voleva il medico russo
Kautchakoff, coi suoi memorabili esperimenti svizzeri del
1930, per dimostrare che quei numeri non dicevano granché
sulla situazione reale, e che gli sbalzi dei leucociti erano
basilari per capire la dinamica e il significato della
leucocitosi.
Per fare questo,
Kautchakoff organizzò dei gruppi di soggetti diversi (gruppo
vegano-crudista, gruppo
latte-ovo-vegetariano non crudista, gruppo onnivoro
e carnivoro) e prese ad ogni singolo soggetto un campione di
sangue prima del pasto principale e dopo il medesimo,
mettendo a confronto le due provette appartenenti a ciascun
individuo, verificando cose molto interessanti che sono
rimaste negli annali della medicina e della scienza
nutrizionale..
Scoprì che, nel vegano crudista,
i 6000 leucociti iniziali prima del pasto restavano 6000
anche dopo il pasto, mentre nel gruppo latte-ovo-veg non
crudista i 6000 raddoppiavano e diventavano 12000, e nel
gruppo onnivoro-carnovoro non crudista triplicavano a 18000,
a testimonianza che i cibi sbagliati agivano da trigger, o
da grilletti scatenanti del pericoloso fenomeno leucocitico,
allorquando i cibi prescelti sono quelli sbagliati e non
compatibili con le esigenze corporali umane, per cui vengono
riconosciuti e classificati dai nostri sensori interni
(nell’ipotalamo) come autentici nemici invasori da
contrastare e combattere mediante il sistema immunitario
come materiale estraneo e non-self.
Per venire al nostro problema
specifico riguardante l’equilibrio acido-basico, non
esistono, per quanto ne sappiamo, esperimenti e statistiche
dinamiche altrettanto sistematiche sulla acidificazione del
sangue.
Bisognerebbe prendere delle
persone e testar loro il sangue prima e dopo ogni diversa
gamma di cibi, prima e dopo ogni azione giusta o sbagliata,
prima o dopo ogni fumata di sigaretta, ogni caffè, ogni
piatto di carne consumato, e così via.
Siccome gli
esperimenti costano parecchio, ci vogliono sponsor e
finanziatori disposti a sborsare molti fondi per amore del
puro e semplice sapere, cosa che risulta essere sempre più
difficile oggigiorno, dove ogni test viene innanzitutto
finalizzato a dimostrare le cose che interessano ai
finanziatori, e non certo quelle che rischiano di diventare
armi controproducenti nelle mani della parte avversa.
Quello che sappiamo con
sicurezza è che esistono alimenti alcalinizzanti, che
mantengono il nostro pH inalterato (e sono tutti i frutti e
le verdure allo stato crudo) ed elementi acidificanti, che
tendono invece ad abbassare il pH stesso pericolosamente dai
valori normali (e sono le carni, il latte, i cereali
stracotti, i legumi, e tutti gli alimenti concentrati e
cotti in genere).
E sappiamo pure che, ad ogni mangiata sbagliata, ad ogni
proteina inopportuna contenuta nella carne e nel latte
ingeriti, ad ogni carburante difettoso e problematico che
andiamo a versare nel nostro sistema, parte un processo
acidificante che il sistema immunitario è costretto a
considerare come emergenza mortale, a stoppare
immediatamente mediante l’uso di un adeguato tampone
alcalino (soprattutto calcio organico, ma anche sodio e
magnesio organici, che sono tutti minerali alcalini).
Più grave l’acidificazione e più
calcio organico serve (e quel calcio contenuto nel cibo
ingerito, nel latte ingerito, a nulla serve, essendo stato
reso inorganico dalle lavorazioni e dalla bollitura).
L’intervento
immunitario è istantaneo ed urgente, poiché
un’acidificazione non immediatamente stoppata e corretta
significherebbe morte sicura, per blocco immediato di tutte
le operazioni e gli interscambi elettromagnetici che
avvengono in continuazione nel sistema cellulare e nel
corpo.
Ecco dunque le continue emergenze, i ripetuti prelevamenti
di osseina dalle ossa, e la conseguente osteoporosi di cui
sono classiche vittime i consumatori di latte e latticini,
come dimostrano chiaramente le precise statistiche mondiali
che vedono non a caso ai primi posti dell’osteoporosi, del
diabete e del cancro, proprio i paesi a più alto tasso di
consumo di latte e di carne.
Ancor meno si sa, con precisione
e rigore statistico, sul comportamento del pH nelle urine,
nel sudore, nel materiale biologico escretorio.
Possiamo però fare dei
ragionamenti e delle ipotesi che possono far capire, ad
esempio, quale è la logica e il meccanismo che fa abbassare
il valore delle urine da un pH 7.5 nelle prime ore della
mattina, a un pH 6 nel corso della giornata, come segnalato
dalla nostra lettrice.
Chiaro che, nel sangue, tale
abbassamento non è concesso, non succede e non può
succedere, altrimenti moriremmo all’istante fulminati da
collasso metabolico e cardiocircolatorio.
Il
sistema immunitario, ogni qualvolta il pH del sangue scende
dalla gamma dei valori previsti di 7.35-7.45, viene
allertato dai sensori dell’ipotalamo, e invia un
messaggio-missile telegrafico al midollo spinale, per il
rilascio di osseina.
Nell’urina invece, e anche negli
altri liquidi di scarto, tale meccanismo non scatta, per il
semplice motivo che si tratta di materiale liquido ormai
escreto, esternato ed esausto, già finito fuori dalla parte
nobile-operativa dell’organismo, non più appartenente alla
giurisdizione del medesimo, e quindi soggetto a normale
processo degenerativo di ossidazione e di acidificazione.
Quindi nulla di
strano, negativo e preoccupante nel fatto che esista un
fisiologico calo del pH nelle urine.
Alla seconda domanda, sull’Alka
Life, rispondiamo dicendo che ne pensiamo tutto il male
possibile, trattandosi di una delle tante soluzioni
anti-acide, ovvero di quei correttivi chimico-farmaceutici
di sintesi che pretendono di intervenire dall’esterno nei
complessi giochi bio-chimici del corpo.
In un pianeta Terra tormentato e
sconquassato dalla acidificazione dei suoi improvvidi
abitanti, che fanno quasi a gara a chi si acidifica di più,
il consumo di antiacidi procede non a chili ma a tonnellate.
Ma i farmaci non possono sostituirsi agli alcalinizzanti
naturali. Essi possono solo apportare sensazioni benefiche
limitate e di breve periodo, che lasciano inalterati al loro
posto i meccanismi produttori del fenomeno acidosi.
Non esiste dunque
alcuna alternativa al problema se non quella di correggere
radicalmente le proprie ideologie e le proprie abitudini
alimentari, le quali consistono socialmente, ai tempi
attuali, nel far transitare, nei nostri corpi
vegeto-fruttariani, prodotti animali pieni di insidie e
severamente vietati dalla scienza e dalla logica
nutrizionale, cibi cotti e devitalizzati carichi di zavorra
vuota, ossidante ed acidificante.
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Tutte le morti sono dovuto ad situazione
progressiva di acidità organica
(Dr. Cee W. Crile M.D.).
I DANNI provocati da un
eccesso di
acidita' organica (1)
In ogni organismo vivente, osmosi,
diffusione e filtrazione sono responsabile per il
trasferimento delle sostanze al fine di mantenerne
inalterato l'equilibrio dinamico vitale. I fattori che
influenzano il movimento delle sostanze attraverso la
membrana cellulare (osmosi) sono la grandezza delle
molecole, solubilità, carica elettrica, viscosità del sangue
e quantità di muco congestionato sulle pareti delle
cellule.
Se due soluzioni (sostanze nel
tratto digestivo una, sangue o sistema linfatico,
l'altra) hanno una concentrazione diversa e sono separate da
una membrana semipermeabile (come le pareti delle cellule),
passeranno l'acqua e le sostanze dissolte in essa.
Il soluto (tossine e nutrimenti) passeranno dalla soluzione
con concentrazione più alta nella soluzione con
concentrazione più bassa, mentre il solvente (l'acqua)
passera nella direzione opposta fino a che tra le due
soluzioni si sarà stabilito un equilibrio dinamico.
Dopo un pasto, i nutrimenti e le
tossine (rifiuti organici) derivanti dalla digestione,
fluiscono dal tratto intestinale nel sangue e sistema
linfatico. Attraverso l'osmosi i nutrimenti e le tossine si
apriranno anche un passaggio verso il citoplasma all'interno
delle cellule organiche.
Tutte le cellule hanno una
caratteristica comune: il citoplasma ha una reazione
alcalina
(negativa) e il nucleo ne ha una acida (positiva), ciò crea
una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed
il nucleo. Questa differenza
di potenziale elettrico determina la vitalità delle
cellule.
Se questo potenziale elettrico
si riduce sotto un certo livello la
cellule si ammala
e quando questa differenza si annulla, come accade nei casi
di severa acidosi, ne consegue la morte.
La vita è infatti possibile solo quando viene mantenuta una
differenza di polarità elettrica anche tra il cervello e le
altre parti del corpo. Quando il sangue porta con sé molte
sostanze acide, per esempio le tossine, le stesse possono
penetrare all'interno delle cellule e neutralizzare
l'alcalinità del citoplasma.
Se la concentrazione delle tossine nella circolazione del
sangue è più alta di quella nelle cellule, le tossine
continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule ed,
eventualmente, possono precipitare creando dei cristalli.
Secondo l'insegnamento di H.H.
Reckeweg, fondatore della Omotossicologia, tutti quei
processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo
malattie sono espressione della lotta dell'organismo contro
tossine per renderle innocue e poi espellerle.
Percio’ periodicamente,
durante i periodi in cui la vitalità è elevata, l'organismo
tenta di correggere questa condizione attraverso delle acute
crisi di guarigione (le cosiddette "malattie").
Se un soggetto non migliora le sue abitudini di vita, dopo
qualche anno verrà a crearsi una malattia cronica in grado
di durare negli anni. Ed alla base di tale malattia troviamo
sempre un grande accumulo di tossine.
L'organismo può vincere o perdere questa battaglia, in ogni
caso quei processi che noi chiamiamo malattie non sono altro
che utili funzioni biologiche, tendenti alla difesa contro i
veleni, finalizzate cioè alla disintossicazione naturale.
L'organismo cerca comunque e sempre di compensare i danni
che ha subito e che non è riuscito nel frattempo ad
eliminare.
L'acidosi precede e provoca le malattie (4)
È ormai riconosciuto da molte autorità, il fatto che molte
malattie si sviluppano a causa di una riduzione delle
funzioni organiche ed un abbassamento della resistenza
dell'organismo a causa di una condizione di acidosi cronica.
A questo riguardo il Dr. George W. Crile, direttore della
Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurgi del
mondo, così si esprime: "Non esiste la morte naturale. Tutti
i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una
progressiva acidificazione dell'organismo.".
L'acidosi, infatti, precede e
causa le malattie. Anche un corpo originariamente sano alla
fine soccombe sotto le malattie fisiche quando la sua stessa
produzione di acido si accumula ad un punto tale in cui non
può più opporvi resistenza e, conseguentemente, diventa
suscettibile ai germi, al freddo, alla fatica o
all'esaurimento nervoso.
Quando il livello di tossine nel
corpo raggiunge il massimo tollerabile l'organismo inizia
un'azione di pulizia che può prendere varie forme, tra cui:
diarrea, mal di testa, raffreddore, eruzioni della pelle,
ascesso, foruncoli, reumatismo, infiammazione degli occhi o
altri organi, catarro, sensazione di freddo, febbre e tutta
la complessa casistica di sintomi che viene riconosciuta con
i nomi delle varie malattie. Ma tutte queste problematiche
hanno un'origine comune: un accumulo di rifiuti acidi nel
corpo.
Ogni giorno che passa il cibo e
le bevande che utilizziamo stanno diventando sempre più
"produttrici di acido", specialmente i pasti veloci come
quelli offerti dai fast-food e gli alimenti precotti. Anche
i dolci ed i dessert formano acido così come il caffè, il
vino e la birra. Un altro elemento che crea acidità è
un'alimentazione eccessiva. Va notato che anche coloro che
seguono una dieta vegetariana possono ritrovarsi con un alto
livello di acidità se consumano troppi cereali.
Le preoccupazioni, l'ansia, la
paura e gli altri stress sono altri fattori in grado di
produrre acidità organica, e così pure le sostanze
inquinanti e le eventuali tossine presenti nell'ambiente in
cui viviamo.
Una certa acidità del corpo è
necessaria alla manutenzione della vita; se non vi fosse non
vi potrebbe neppure essere la circolazione di energia lungo
i nervi. È infatti necessaria una differenza di polarità
elettrica affinché tale flusso possa aver luogo.
Quando un'area diventa malata o
danneggiata, vi è un'accelerazione di energia nei suoi
confronti, perché il primo effetto di una malattia o di un
danneggiamento è quello di aumentare il grado di acidità
dell'area colpita. Con l'aumento di acidità cambia anche il
potenziale di quella area e questo fatto aumenta il flusso
di energia proveniente dal cervello e, con essa, aumenta
pure il flusso del sangue in arrivo.
Come si può facilmente
immaginare l'aumento dell'energia nervosa e del flusso del
sangue creano un maggior potere curativo nella zona colpita.
Comunque è bene sottolineare che una quantità maggiore o
minore del necessario sconvolge il processo di guarigione.
Un eccesso di acidità nei tessuti dell'organismo stimola
infatti un flusso di energia nervosa troppo grande e, se
questa condizione permane troppo a lungo, interferisce con
la capacità delle cellule del cervello di continuare a
fornire l'energia nervosa richiesta.
Una diminuzione di tale capacità
conduce invece ad una minor differenza di potenziale tra il
cervello e il resto del corpo. Quando questa differenza si
annulla, come accade nei casi di severa acidosi, ne consegue
la morte. La vita è infatti possibile solo quando viene
mantenuta una differenza di polarità elettrica tra il
cervello e le altre parti del corpo.
Si è scoperto che un'acidità eccessiva dipende quasi
interamente una dieta sbagliata; pertanto il rimedio giace
in un'alimentazione adeguata - vedi:
Crudismo
Nel passato si sono elaborati vari mezzi per esaminare
l'acidità e alcalinità del sangue, orina, saliva e feci.
Lo sviluppo e l'utilizzo del Neuro-Micrometro (strumento
elettronico per misurare il passaggio della corrente nei
nervi N.d.T.) creò però una sorpresa quando venne alla luce
che tali misurazioni non davano affatto l'indicazione di
quanto fosse il grado di acidità o alcalinità presenti in
realtà
Talvolta si sono riscontrati dei
casi in cui la persona aveva un livello di acidità organica
maggiore del normale pur denunciando una situazione alcalina
nei fluidi corporei che venivano misurati.
Pertanto i test "regolari" offrono spesso dei valori non
corretti e, segnalando una falsa necessità di una dieta
neutralizzatrice degli acidi, può portare ad una cura che
può solo far peggiorare il paziente.
La ragione di questi errori di misurazione vanno ricercati
nel fatto che la misura dell'acidità del sangue, saliva,
feci ed orina cambia in relazione a ciascuno pasto, e perciò
fluttua da un pasto all'altro in accordo con la capacità del
cibo ingerito di creare una situazione più o meno acida.
L'acidità dei tessuti rappresenta una media delle variazioni
tra il massimo e il minimo dei valori dell'acidità propria
del sangue.
Bibliografia:
1. Viktoras Kulvinskas, Survival into the 21th century (Sopravvivere
nel 21° secolo), pp. 218-219.
Omangod Press, Connecticut,
U.S.A., 1975. 2.
Le Formulazioni
Cosmochemia, p. 7. Pubblicazione riservata, distribuita
dalla Guna, via Palmanova, 71, 20132 Milano.
3.
Viktoras Kulvinskas, Survival in the 21th century, citato.
4. Hogle di
C. di Mary, Food that alkalinize and heal (Cibi che
alcalinizzano e guariscono), p. 8.
Healt Research,
P.O. Box 850, Pomeroy, WA 99347, U.S.A.
5. Dr. A. George Wilson, A New
Slant to Diet (Un approccio nuovo alla dieta).
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St.,
Denver, Colorado, U.S.A., 1960
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Il sangue alcalino della
creatura fruttariana chiamata uomo
L’acidificazione
è un fenomeno patologico relativo alla dieta e ai
comportamenti umani.
Parte dal fatto che l’essere umano, da bravo fruttariano, ha
un sangue che sta in modo, minimo ma netto, oltre il punto
medio o neutrale 7.00 della scala
acido-alcalina del
pH, che va dallo 0.00 di acidità totale al 14.00 di
alcalinità totale.
Una salute ideale implica dunque un sangue equilibrato
oscillante tra 7.35 e 7.55 nella scala.
Gli animali onnivori-carnivori hanno invece tutti un sangue
acido, che si attesta sotto il livello 7.
Dai valori pH del sangue dipedono le altre acidità tipiche
della saliva, dei succhi gastrici e delle urine, che stanno
su livelli moderatamente acidi.
Acidificazione uguale mucosità -
Mantenere uno stato di leggera alcalinità del sangue è una
priorità vitale per il nostro organismo. Acidificare il
sangue significa compromettere le reazioni biochimiche e la
vitalità dell’intero sistema.
L’acidificazione del sangue porta, come sintomo protettivo e
reattivo, alla formazione di muco e di catarro nelle diverse
parti del corpo, al punto che acidificazione è sinonimo di
mucosità.
Uno dei massimi teorici della dieta vegetariana-fruttariana
crudista, ovvero della dieta anti-muco, è il dr
Arnold Ehret (1866-1922).
L’acqua pura e distillata rappresenta la migliore soluzione
per l’uomo, ed è neutra al punto 7.00
Tener presente che 1 grado di acidità in meno (esempio,
passando dal livello 6 al livello 5 della scala), non è cosa
da poco, e significa che la sostanza in esame è 100 volte
più acida al livello 5 che al livello 6.
L’acqua pura e distillata, ed anche la pioggia e la neve da
nuvole non inquinate da acido solforico e acido nitrico (inquinamento
auto, emissioni industriali, emissioni centrali
termoelettriche), hanno un ph 7.00, perfettamente neutro.
Il fenomeno delle precipitazioni acide (pioggia, neve,
grandine) deriva dall’alto tasso di inquinamento,
soprattutto in zone urbane ed industriali, dove l’acqua che
cade al suolo registra livelli estremamente bassi, tipo
5.60.
Chi vuole procurarsi acqua distillata dalle precipitazioni,
lo può fare, con l’accortezza di raccogliere la pioggia non
al primo scroscio di pioggia, ma a temporale avviato.
Il pH è importante anche in
agricoltura - Il pH è importante anche per stabilire
l’habitat delle piante nei rispettivi terreni agricoli. La
pianta del mirtillo ha bisogno ad esempio di un terreno
acido, mentre la valeriana ama il terreno alcalino.
Un suolo acido viene neutralizzato trattandolo con carbonato
di calcio, o con decomposizione di concime organico, o con
dei fertilizzanti che idrolizzano e azotizzano per
ossidazione dei composti solforati.
La troppa acidità di stomaco, deriva da errori alimentari
causati dall’ingestione di cibi acidificanti come le
proteine in eccesso, soprattutto quelle di origine animale,
difficilmente disgregabili con le scarse dotazioni di acido
cloridrico dello stomaco fruttariano umano.
L’acido in partenza che diventa alcalinizzante a destino e
viceversa. Acidità significa agrezza, vitamina C, limone.
Alcalinità significa proteina vegetale (cereale) e proteina
animale (carne e latte).
I cibi alcalini in partenza (carne, latte, uova, pesce)
rilasciano nel duodeno (parte alta dell’intestino) ceneri
acide ed acidificanti, mentre i cibi acidognoli in partenza
(frutta e verdura cruda) rilasciano nel duodeno ceneri
alcaline, e sono dunque alcalinizzanti.
Una sostanza micidiale chiamata
acido urico.
Quanto all’acido urico, trattasi di sostanza tossica
particolare che si accumula nell’organismo per eccesso di
albumine provenienti dalle carni, dal pesce, dal formaggio
stagionato, dalle uova, dai legumi secchi e dai funghi, e
per eccesso di alcaloidi, gruppo di oltre 200 sostanze
organiche azotate di estrazione vegetale (atropina, chinina,
cocaina, stricnina dalla noce vomica, morfina e codeina
dall’oppio, caffeina dal caffè, theina dal the, teobromina
dal cacao, nicotina dal tabacco) e di estrazione animale (adrenalina
dal rene dei cavalli, cadaverina e ptomaina dai cadaveri
putrefatti e quindi da tutte le carni morte).
Un lanzichenecco chimico
contrastabile solo col veganismo crudista
L’acido urico è una maledizione per il corpo umano
fruttariano, che non ha dotazioni enzimatiche di uricasi,
per contrastare e demolire tali sostanze micidiali, come
invece succede per gli animali onnivori-carnivori, che il
creatore ha equipaggiato con adeguati strumenti antiurici.
Nel corpo umano, l’acido urico produce arteriosclerosi,
angina pectoris, apoplessia, malattie renali ed epatiche,
patologie alla prostata e alla vescica (infiammazioni
chiamate prostatiti ed uretriti), nonché calcoli nei vari
citati organi.
Senza scordare i mali di testa, le emicranie che nessuna
pasticca è in grado di risolvere. Senza contare il
reumatismo, l’artrite e la gotta.
Una alimentazione vegana è il migliore mezzo per contrastare
questa catastrofica condizione chiamata iperuricemia.
By Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo
(I)
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Acidosi : cosa fare ?
Le nostre abitudini
alimentari e
di vita e le condizioni ambientali fanno si che l’acidosi -
l’iperacidità tessutale - sia una delle cause più frequenti
di alterazioni metaboliche essa e' quindi matrice di varie e
molteplici malattie.
Uno dei primi obiettivi della
medicina naturale è per l’appunto il mantenimento o il
ripristino del giusto rapporto (pH = acido-base) metabolico.
Non si tratta solo di evitare la
carenza o l’eccesso di vitamine,
minerali
- oligoelementi,
e/o determinati cibi (solidi e/o liquidi) fondamentali per
la vita, oppure il sovraccarico di sostanze estranee
all’organismo.
Anche il mantenimento e la regolazione del
pH
(acido-base dei liquidi del corpo =
Terreno) del corpo umano
è una premessa fondamentale per qualsiasi cura a carattere
preventivo o terapeutico. vedi
Omeostasi
Cause dell’acidosi
Carenza di
minerali,
vitamine e di
oligoelementi
Consumo di alcolici
Fumo
Mancanza di movimento
(diminuzione dell’eliminazione degli acidi)
Stress
Apporto idrico insufficiente
Determinati
farmaci (es. i
salicilati contenuti in quelli "consigliati" per il
dolore o per l'influenza)
TUTTI i
VACCINI
Un consumo eccessivo di
carne e/o latticini ed insufficiente di verdura
Inquinamento ambientale
Alcune Possibili conseguenze
dell’Acidosi
-
Affezioni cutanee
-
Alterazioni della
flora
intestinale, reazioni immunologiche (raffreddore da
fieno, asma, allergie, ecc)
-
Candidosi
-
Cefalee, emicranie, dolori
strani alla schiena ed alle
articolazioni
-
Depressione, irritabilità,
spossatezza
-
Intossicazione
corporea
-
Maggiore sensibilità al
dolore, stanchezza muscolare
-
Malattie cardiocircolatorie
-
Malattie del tratto
digerente, per esempio bruciori di stomaco, ulcera
gastrica, calcoli biliari
-
Minor rendimento ed
attenzione
-
Osteoporosi, reumatismi
-
Stanchezza cronica
T erapia
naturale per acidosi:
Esistono in commercio delle
miscele di basi (determinati sali per regolare il
pH e/o di
capsule gastroresistenti contenenti sali basici) che, assieme
al cambiamento delle abitudini alimentari e comportamentali,
possono essere estremamente utili, sia per la prevenzione
che per il trattamento dell'Acidosi. Anche l'acqua da bere ha il suo peso, quindi
bere acque
basiche e non acide.
L'assunzione giornaliera di determinati
fermentti lattici
+ carbone vegetale
+ capsule di prodotti basici
+
alimentazione
di cibi crudi +
clisteri
plurisettimanali, per la
pulizia intestinale,
diverranno un 'obbligo.
Ricordiamo anche che la profilassi della
medicina
cellulare consiste nel riordino del
fabbisogno di
vitamine e
minerali +
flora
batterica ed
enzimi, degli organismi
viventi, attraverso degli apposti integratori di
vitamine +
minerali (in genere capsule,
oligoelementi, in genere liquidi), ed alcuni
amminoacidi, da assumere giornalmente per un periodo
di tempo minimo di 45 giorni, prima dei pasti.
Molto importante e' il riordino del
pH dei liquidi extracorporei
ed
intracellulari, il
Terreno.
Il riordino del pH lo si
ottiene esclusivamente utilizzando:
1- una alimentazione che generi reazioni basiche
nell'intestino: mangiare vegetariano facilita questo
compito.
2 - bevendo acque basiche (pH > di 8) da 5 a 8 bicchieri al
giorno.
3 - assumendo delle pastiglie gastroresistenti, che portino
bicarbonati nell'intestino, dopo tutti i pasti.
4 - assumendo pastiglie e/o capsule di
Carbone vegetale
prima e dopo i pasti
Alcuni utilizzano dei sali:
Ascorbato di
Potassio
+ ed in
certi casi anche
Cloruro di Magnesio
+
Bicarbonato di Sodio +
Correzione del pH
+
Spettrofotometria
Inoltre occorre tener presente che il giusto apporto
di
ossigeno alle
cellule e' FONDAMENTALE per il buon
funzionamento della cellula stessa, infatti l'ipossia
e' fondamentalmente la condizione in cui si trova
una cellula che non ha un adeguato apporto di
ossigeno.
Ricordarsi anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
ACQUA IONIZZATA
La cura dell'acqua ionizzata (basica od acida)
ormai e' utilizzata anche in certi ospedali nel
mondo con risultati eclatanti, sconosciuti ai
medici
allopati che non conoscono la
Medicina
Naturale.
Essa puo' essere
utilizzata a seconda dei casi, sia per via
orale, da bere, sia per l'esterno del corpo per
le malattie della pelle(anche per ferite
da trauma o da operazioni chirurgiche).
Nel sito qui
riportato si possono vedere dei video che
illustrano le varie applicazioni dell'acqua
ionizzata.
vedi:
http://glowing-health.com/alkaline-water/videos-aw.html
Vedere qualche applicazione di quest'acqua:
ACIDA e/o BASICA +
CISTE (eliminata con l'acqua basica)
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Equilibrio acido-base
- Come fa quindi il nostro corpo a compensare continuamente
le variazioni di pH del flusso sanguigno ?
Il sistema utilizzato dal nostro corpo per neutralizzare gli
idrogenioni si chiama “sistema Tampone”. Attraverso riserve
di minerali alcalini il nostro corpo neutralizza gli eccessi
di acidi o gli eccessi di alcali, che sono veramente rari
(ad esclusione della marea alcalina che si ottiene dopo un
pasto se si è in uno stato fisiologico equilibrato), per poi
stipare questi acidi in un tessuto di deposito il
mesenchima, ovvero il
tessuto connettivo che determina idratazione, scambio ed
eliminazione delle tossine in condizioni di intossicazione.
Che tipi di “sistema tampone” utilizza il nostro corpo ?
Fondamentalmente esistono 3 sistemi per contrastare le
variazioni di pH:
1) Il sistema chimico posseduto da tutti i tessuti e gli
organi corporei che neutralizza gli eccessi di acidi
attraverso la riserva alcalina corporea di sali come calcio,
magnesio, potassio.
2) Il sistema tampone-polmonare riveste una funzione
predominante per gli acidi volatili cioè gli acidi deboli
prodotti da combustioni del metabolismo come acqua o gas.
Questi acidi volatili vengono eliminati attraverso la
respirazione polmonare, molto sensibile alle variazioni di
PH e regolata tramite feedback con l’aumento della
ventilazione polmonare.
L’aumento della respirazione e dell’affanno dato
dall’attività fisica non serve solo ed esclusivamente per
rifornire gli apparati muscolari di ossigeno, ma anche per
eliminare i residui acidi dei nostri processi metabolici.
3) Il sistema tampone legato alle funzioni renali.
I reni regolano la concentrazione di ioni di idrogeno dei
tessuti extracellulari mediante escrezione di urine acide.
Attraverso una concentrazione di ioni idrogeno nel lume dei
tubuli renali e poi con un sistema di co-trasporto con
sodio, preceduto da una reazione con l’anidride carbonica
proveniente dai processi metabolici, si avrà una espulsione
dei residui acidi più resistenti e concentrati attraverso
l’urina.
Ecco giustificata l’acidità della prima urina del mattino.
Infatti durante il sonno e le ore di digiuno notturno il
nostro corpo lentamente inizia a riversare nel torrente
sanguigno e nei liquidi extracellulari gli acidi incamerati
durante il giorno.
La concentrazione di ioni idrogeno si può misurare sia
attraverso le urine, ma anche attraverso la saliva, perché
anche quest’ultima può essere un ottimo indicatore di
acidità corporea.
Ovviamente per un test di acidità, non si devono tenere in
considerazione l’urina o la saliva della prima mattina e
nemmeno quelle rilevate dopo un pasto, ma l’ideale per la
misurazione del nostro stato tissutale sono quelle
misurazioni a metà mattina e a metà pomeriggio.
Integrazione e
alimentazione - Tutto quanto detto fino ad ora ci
fa rendere conto di quanto sia importante avere il pH
ematico e fisiologico in equilibrio. Per avere il pH in
equilibrio dobbiamo avere riserve di minerali alcalini
sufficienti per essere utilizzate nel contrastare l’acidosi.
Vediamo quali minerali sono più utili in questo processo:
CALCIO: è il minerale più
presente nell’organismo, il 99% di esso è nelle ossa e nei
denti ma il restante 1% riveste funzioni indispensabili per
molte azioni del metabolismo cellulare.
E' indispensabile al sistema immunitario, alla contrazione
muscolare, alla trasmissione nervosa e a tante altre
funzioni.
Molte volte quando la riserva alcalina per contrastare
l’acidità tissutale è scarsa, viene utilizzato il calcio di
deposito nelle ossa e nei denti indebolendo l’impalcatura
del nostro organismo.
Questo smantellamento avviene con un ordine ben preciso,
partendo dalle ossa della colonna vertebrale e via via le
creste iliache e altri distretti articolari, per di più è
uno smantellamento silente e ci si accorge del danno subito
al manifestarsi del problema, ad esempio l’osteoporosi.
Attraverso l’alimentazione (o eventualmente sotto parere
medico un’integrazione) adeguata possiamo integrare il
calcio utile per le nostre ossa e al tempo stesso utile
all’equilibrio acido base.
MAGNESIO:
minerale determinante per una miriade di reazioni
metaboliche nel nostro corpo, è il minerale presente nella
maggior parte delle reazioni del ciclo dell’acido citrico
(ciclo che permette di portare alla produzione di ATP, che è
la benzina del nostro corpo).
Anche esso utile nel tamponare e ossidare gli acidi del
metabolismo aerobico e anaerobico.
POTASSIO: è il più
importante catione cellulare, regola la pressione osmotica
cellulare. Svolge un ruolo determinante nella produzione di
energia e modula il riassorbimento del bicarbonato e
l’espulsione di idrogenioni a livello renale.
SODIO: oltre ad essere
catione principale per i liquidi extracellulari e insieme al
potassio regolare la pressione osmotica cellulare, è anche
fondamentale nel mantenere in equilibrio il torrente
ematico, legandosi con l’anidride carbonica e mantenendo
l’equilibrio acido base.
FERRO-MANGANESE:
non di minore importanza rispetto agli altri, ma questi due
elementi vengono integrati bene attraverso l’alimentazione
grazie alla minor presenza corporea rispetto ai precedenti.
Tratto da: lapalestra.net
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Controllo
dell'acidità - L'acidosi è una stato pericoloso del
nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei
tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso,
aumento dei radicali liberi…
Normalmente è sottovalutata, malgrado la gravità dei
disturbi che può procurare. Il livello di acidità del nostro
organismo va perciò tenuto sotto controllo.
Il metodo migliore è il controllo dell'acidità delle urine,
che può essere effettuato facilmente da chiunque.
Occorre procurarsi in farmacia un misuratore del pH (cartina
di tornasole): sono venduti sotto forma di stiks
(striscioline) o di rotolini di carta speciale (più
economici).
L'acidità si misura in tre momenti della giornata:
• seconda urina del mattino (quella dopo colazione)
• prima di pranzo
• prima di cena.
Come ?
Basta staccare un pezzo di strisciolina dal rotolo e
bagnarne la punta mentre si orina.
La parte bagnata cambia colore: sulla scala colorata
riportata sulla confezione si può rilevare il numero
relativo e segnarlo sulla scheda che prepareremo.
La misurazione deve continuare per 10 - 15 giorni.
È essenziale per la salute del nostro organismo che il pH
delle nostre urine non scenda sotto 7 (l'ideale sarebbe
7,3).
Normalmente se l'alimentazione è equilibrata, l'acidità
rientra nella norma, ma non sempre, perché le cause
dell'acidificazione sono numerose:
a) l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti per tutti
(proteine animali, cereali, legumi, zucchero, tè, caffè,
alcol);
b) la carenza di oligoelementi e vitamine
c) le sostanze chelanti provenienti dall’inquinamento;
d) la scarsità di ossigenazione nei soggetti sedentari;
e) un’insufficienza funzionale endocrina;
f) il sovraffaticamento fisico;
g) disturbi degli organi emuntori (per es. insufficienza
renale);
h) l’uso di farmaci di tipo chimico;
i) alcuni stati psicologici (collera, preoccupazione, paura,
ecc.).
Occorre agire il più
possibile contro tutti questi fattori.
Se il pH rimane comunque basso (sotto il 7) occorre
intervenire con un deacidificante:
Per un intervento saltuario bastano il bicarbonato o il
citrato di sodio (normalmente si usa un cucchiaino raso di
bicarbonato o colmo di citrosodina una o due volte al
giorno, a metà mattino e prima di coricarsi, comunque almeno
due ore dopo i pasti o un'ora prima).
Se il problema dovesse prolungarsi occorre usare un
deacidificante con basso contenuto di sodio, come il
Basenpulver o l'Erbasit.
Ma, lo ripeto, occorre evitare di pensare che basti
correggere l'acidità con un deacidificante: l'acidità delle
urine è sintomo di uno squilibrio quasi sempre alimentare.
Bisogna quindi innanzitutto correggere l'alimentazione con
una dieta più equilibrata.
Ecco una tabella di sostanze acidificanti, neutre o
deacidificanti che vi può aiutare a correggere
l'alimentazione. Non occorre (anzi non si deve) eliminare
tutte le sostanze acidificanti della prima colonna, ma solo
equilibrarle con le altre, eliminando le più gravi (in
neretto).
(Nella pagina del sito c’è una pratica tabella con gli
alimenti acidi, quelli neutri e quelli alcalini)
Tratto da: kousmine.eu
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Fasi del pH tissutale - Nella prima parte della
giornata, cioé la mattina e il primo pomeriggio, l'organismo
è in fase catabolica e simpaticotonica, dovendo produrre
energia, e gli scarti metabolici sono sempre acidi.
Ci troviamo quindi in una fase di acidosi: il tessuto
mesenchimale in questo caso, funziona da deposito di scorie,
e il pH si abbassa.
Quando nel pomeriggio, ma soprattutto la sera, l'organismo
passa a una fase parasimpatica e anabolica, i tessuti
rilasciano i cataboliti e gli acidi accumulati, passando in
alcalosi, e il loro pH si innalza.
Fasi del pH urinario
- Anche in questo caso il pH oscilla da valori alcalini ad
altri acidi e viceversa, ma più sensibili al tipo di
alimentazione seguita:
- al mattino le urine sono acide, in quanto eliminano gli
acidi accumulati dall'organismo nella giornata precedente.
- Nel corso della mattinata il pH sale abbastanza
nettamente,
- per calare nuovamente attorno all' ora di pranzo
- e risalire ancora a metà pomeriggio, rimanendo comunque
sempre attorno a un pH neutro. Questa fase dura fino
- a tarda serata con il ritorno della fase acida, a
dimostrazione della tendenza all'eliminazione degli acidi
prodotti e immagazzinati nel corso della giornata.
Tanto più l'alimentazione sarà squilibrata, tanto più i
valori tenderanno verso 1'acidosi.
Il pH urinario risulta quindi uno degli indicatori più
affidabili per verificare la presenza o meno di un'iperacidosi
tissutale, elemento che non ha riscontro nella normale
pratica clinica medica, ma che per i naturopati riveste un
particolare valore.
Le cause dell'iperacidosi
- La causa più comune - in assenza di malattie - è
l' acidosi derivante dall' alimentazione.
Bisogna innanzitutto distinguere tra cibi acidi e
acidificanti:
molti cibi (e bevande) che risultano acide alla lettura con
il pHmetro, nell'organismo portano invece alla formazione di
sali alcalini.
Questo si verifica quando nei cibi sono presenti degli acidi
deboli, come quelli della frutta (citrico, malico,
tartarico...), che nella digestione vengono ossidati,
formando acido carbonico, un altro acido debole che si
dissocia facilmente, formando dei carbonati (per esempio
carbonato di sodio, di potassio, di calcio).
Per dare un esempio, un succo d'arancia commerciale può
avere un pH 4,5, mentre una spremuta fresca può arrivare
anche a pH 3,57.
Nonostante tali valori, sono considerati alcalinizzanti.
Chiarito questo aspetto, va però detto che alcuni soggetti
metabolizzano male questi acidi deboli, in particolar modo
al mattino e nella stagione fredda.
Per combattere l'iperacidosi si devono consumare quindi
soprattutto alimenti alcalinizzanti.
Disturbi e patologie
correlate all'iperacidosi - Premesso che stiamo parlando
di un'iperacidosi tissutale e urinaria, mai sanguigna, tale
situazione può coinvolgere più o meno direttamente
praticamente tutti gli apparati del corpo umano.
I sintomi più importanti sono elencati in tabella:
- manifestazioni gastroenteriche,
pirosi, iperacidità, dispepsia, gastrite, litiasi,
sonnolenza postprandiale
- manifestazioni cutanee
seborrea, iperidrosi, eczemi, micosi frequenti, mucose
arrossate, unghie e capelli fragili.
- manifestazioni nervose,
irritabilità, palpitazioni, ansia, cefalee e emicranie,
aggressività, risvegli notturni frequenti, ipercinesia.
- manifestazioni osteoarticolari,
artrosi, osteoporosi, mialgie, crampi.
- manifestazioni endocrine
ipertiroidismo, diabete, irregolarità mestruali, sterilità,
candidosi, ipercolesterolemia, gotta, iperuricemia.
- deficit immunitari, carie, alitosi, parodontosi, varici,
stipsi, freddolosità, facili infiammazioni oculari, genitali
e ORL.
Il quadro è quindi quanto mai ampio. Ecco perché una dieta
alcalinizzante, riportando verso la norma il pH permette di
risolvere molti problemi, apparentemente non legati tra
loro.
L'iperacidosi potrebbe ad esempio spiegare perché alcune
terapie, anche se ben condotte, non portino ai risultati
sperati, o perché molte persone, pur mangiando normalmente,
non riescano a perdere peso.
Tratto da: farmaciapicconi.it
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