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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CEM = Danni al DNA (studio della Unione Europea) 
CAMPI ELETTROMAGNETICI e PATOLOGIE DEGENERATIVE
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Conclusione di ricerca commissionata dalla Commissione UE
(ANSA) - BRUXELLES, 1 DIC - I campi elettromagnetici - come quelli dei cellulari - hanno effetti tossici sotto il profilo genetico per le cellule umane in vitro. E' la conclusione di una ricerca finanziata dall'Ue che per quattro anni ha mobilitato esperti di dodici tra istituti e universita'. Dai dati raccolti dagli scienziati, esponendo cellule umane coltivate in vitro a campi elettromagnetici, si sono registrati 'aumenti delle rotture delle catene semplici e doppie del DNA e aberrazioni cromosomiche'.

«L'elettrosmog danneggia il Dna umano»  - da Gazzetta del Mezzogiorno http://tinyurl.com/6aknr
Un maxi-studio finanziato dalla Commissione europea riapre il dibattito sugli effetti negativi dei campi elettromagnetici a bassa e bassissima frequenza sull'uomo. Al termine di una ricerca durata quattro anni gli
esperti impegnati nel progetto Reflex, hanno verificato che l'esposizione a tali campi ha effetti negativi su vari tipi di cellule umane in vitro.
Reflex è stato finanziato per due milioni di euro da Bruxelles e ha coinvolto undici tra istituti di ricerca e università di tutta Europa

BRUXELLES - Un maxi-studio finanziato dalla Commissione europea riapre il dibattito sugli effetti negativi dei campi elettromagnetici a bassa e bassissima frequenza sull’ uomo. Al termine di una ricerca durata quattro anni, gli esperti impegnati nel progetto Reflex, hanno verificato che l’ esposizione a tali campi ha effetti negativi su vari tipi di cellule umane in vitro.
Il progetto Reflex - a cui Bruxelles ha assegnato fondi per due milioni di euro - è stato effettuato nel periodo compreso tra il primo febbraio 2000 e il 31 maggio 2004 sotto il coordinamento della fondazione tedesca Verum, basata a Monaco, ed ha coinvolto altri undici tra istituti di ricerca e università di tutta Europa, tra le quali l’Università degli studi di Bologna e l’Università degli studi di Milano.
L’obiettivo dello studio era verificare i possibili effetti dell’esposizione ai campi magnetici sul processo che controlla le funzioni di cellule chiave, comprese quelle coinvolte nello sviluppo di tumori. In particolare la ricerca si è concentrata sui possibili effetti diretti e indiretti tossici sotto il profilo genetico causati dai campi
elettromagnetici.
La ricerca ha aperto un nuovo campo d’indagine destinato a rilanciare le polemiche: mentre infatti buona parte delle prove scientifiche esistenti suggerisce che l’esposizione ai campi elettromagnetici non ha effetti
genotossici diretti, non è ancora possibile escludere l’effetto genotossico indiretto attraverso alterazioni dei processi metabolici cellulari.
Secondo i ricercatori «i dati ottenuti nel corso del progetti illustrano che i campi elettromagnetici a bassa e bassissima frequenza hanno effetti genotossici su culture di fibroblasti umani (ndr: cellule in grado di elaborare le sostanze necessarie alla formazione del tessuto) e su altre linee cellulari».
I risultati ottenuti nel corso delle indagini scientifiche sono stati confermati in due ulteriori laboratori esterni al progetto.
«C’è inoltre una forte correlazione - osserva la ricerca - tra l’intensità e la durata dell’esposizione e l’aumento delle rotture delle catene semplici e doppie del Dna». L’esposizione di fibroblasti umani a campi elettromagnetici a bassa e bassissima frequenza ha fatto anche registrare «aberrazioni cromosomiche». Gli stessi campi inoltre «possono attivare vari gruppi di geni che hanno un ruolo nella divisione, nella proliferazione e nella differenziazione delle cellule».
Gli esperti che hanno condotto la ricerca restano cauti nel trarre conclusioni: «i dati non precludono e non confermano un rischio per la salute umana dovuto all’esposizione ai campi elettromagnetici», spiegano, sottolineando che «non si può concludere, sulla loro base, che ci sia un legame di causa e effetto tra l’esposizione e le conseguenze negative per la salute».
Tuttavia, affermano gli autori dello studio, «il progetto Reflex ha dati risultati nuovi, e gli effetti tossici e negativi che sono stati identificati «richiedono ulteriori studi» che devono includere la ripetizione su scala più ampia e esterna delle indagini condotte. Inoltre, viste le nuove prove emerse, è necessario «estendere le indagini Reflex a studi su modelli animali appropriati e su volontari umani».

Intermittent extremely low frequency electromagnetic fields cause DNA damage in a dose-dependent way - Publication:  International Archives of Occupational and Environmental Health - Authors:  Sabine Ivancsits, Elisabeth Diem, Oswald Jahn, et al. 
Publisher:  Springer-Verlag Heidelberg  - Recency:  Volume 76, Number 6  - Pages:  431 - 436 

 

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