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“Ogni Organismo, risponde in
maniera differenziata, agendo secondo precise leggi
biologiche e biochimiche adeguandosi ogni
istante, alle
varie esigenze di stimolazione esterna
dell'atmosfera nella quale vive; infatti
tutte le variazioni iono atmosferiche, anche
minime, modificano ad ogni istante le
cariche
bioelettroniche
dei liquidi (il
Terreno
o
Matrice) dei corpo dei vari organismi viventi” |
FILOSOFIA 1 - INTRODUZIONE, Info sui significati
dell'esistenza
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La filosofia (dal
greco φιλοσοφία, composto di φιλείν
(filèin),
amare e σοφία (sofìa), sapienza, cioè
amore per la sapienza) è la disciplina che si
occupa di studiare e definire i limiti e le
possibilità della conoscenza, e, in generale, il
tentativo di interpretare e capire il mondo e
l'esistenza umana. Il bisogno di filosofare,
secondo
Aristotele, nascerebbe dalla "meraviglia",
ovvero dal senso di stupore e di inquietudine
sperimentata dall'uomo quando, soddisfatte le
immediate necessità materiali, comincia ad
interrogarsi sulla sua esistenza e sul suo
rapporto con il mondo. |
FILOSOFIA 2 - INDICE, SOMMARIO - Articoli e Studi e ricerche sul significato della Vita Prima
di introdurvi nell'argomento
"Filosofia", sarebbe utile che leggeste
queste pagine, per comprendere successivamente e
bene cio' che esponiamo in questi argomenti molto
importanti !
INFORMATORE
SANITARIO
Come
Nasce la Malattia
?
+
Dove
e perché Nasce la Malattia ?
CONFLITTI
SPIRITUALI IRRISOLTI
+
Piu' Caos = Meno Salute
Infiammazione
(conCausa di tutte le malattie)
La
Bugia Pasteuriana
(di Pasteur)
+
Terrorismo
Mediatico
Falsita'
della medicina ufficiale
+
Pericolo
Farmaci
L'intestino non serve solo a digerire i cibi, esso
e' anche un secondo CERVELLO
Il
PENSIERO CREA
VUOI
VIVERE per SEMPRE ?
+
BioINFORMATICA
+
BioFISICA
MEDICA
SemeioticaBioFisica
Progetto per
Realizzare un VILLAGGIO della SALUTE
(Ricercha
dell'Autosufficiente)
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SPIRITO e SALUTE = Mente sana in
Corpo
Sano
PERDONARE
e NON TENERE RANCORE, FA BENE alla
SALUTE
Un
gruppo di ricercatori hanno sperimentato con
successo la terapia del “perdono” di
genitori di vittime di omicidi in Irlanda
del Nord; i risultati della sperimentazione
su 259 persone, sono stati presentati al
meeting dell’American Psycological
Association a San Francisco (USA) dallo psicologo Carl Thorensen della
Stanford University
in California, che ha tenuto a sottolineare
che il perdono deve essere inteso come
rinuncia al diritto di provare,
esasperazione, rancore, irritazione o
desiderio di vendetta; un carattere
clemente, facilita anche l’amore ed i
rapporti intimi !!
Video straordinari, Zeitgeist
Temi trattati, problema monetario,
problema sociale, problema energia, problema
religioni:
qui i links con i sottotitoli in italiano:
Zeitgeist 2:
http://video.google.com/videoplay?docid=-922737582620416065
Zeitgeist 1:
http://video.google.it/videosearch?q=Zeitgeist&hl=it&emb=0#
Zeitgeist 1:
http://video.google.it/videoplay?docid=8843401698699797775&ei=uC_BSLeULI-c2wLFhOy4CQ&q=zeitgeist+sottotitoli
In
Italia viene impedito il
suicidio assistito
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FILOSOFIA 2 - INDICE,
SOMMARIO - Articoli e Studi e ricerche sul
significato della Vita
Esperimenti di coscienza artificiale
Brighton 1991, Conferenza internazionale sulle reti
neurali: il professor Igor Aleksander, dell’Imperial
College di Londra, uno dei pionieri nello studio delle
reti neurali, sta illustrando ad una platea incuriosita
degli strani esperimenti. Ad un certo punto una
giornalista, desiderosa di sintetizzare in una parola
quello che sta ascoltando, si alza e chiede in modo un
po’ impertinente: “Professore, sta forse parlando di
coscienza artificiale ?”.
“Non lo dica - risponde Aleksander - altrimenti mi
tagliano i finanziamenti !”. Nasce così, quasi per caso,
il termine “artificial consciousness” e nonostante i
timori iniziali di Aleksander, che lo fa subito suo,
comincia a diffondersi nella comunità scientifica,
sollecitando continui dibattiti tra filosofi,
neurobiologi, studiosi di bioingegneria e intelligenza
artificiale.
Alcune questioni si pongono immediatamente.
Qual è la natura della coscienza ? Il problema della
coscienza può avere una soluzione scientifica ? Può
essere studiato come un fenomeno reale nel mondo reale ?
Quali sono i modelli della coscienza ?
E ancora: la coscienza “funziona” nel produrre un
determinato comportamento ? Gioca un ruolo attivo nel
pianificare e controllare le azioni di un agente
artificiale o si tratta di un epifenomeno legato al
processo, che non influenza il processo stesso ?
Ne parliamo con Antonio Chella, professore ordinario di
robotica all’Università di Palermo, promotore di una
rete europea di eccellenza per lo studio della coscienza
artificiale, nonché editor, insieme a Riccardo Manzotti
della Università IULM di Milano, del libro “Artificial
consciousness” (Exeter, Imprint Academic).
Professore, perché la coscienza artificiale interessa la
robotica ?
«Pensiamo che la coscienza artificiale debba essere “embodied”,
cioè abbia bisogno di una “fisicità” - non
necessariamente di tipo umanoide - per realizzarsi
compiutamente. Inoltre, per un robot autonomo, dotato di
sensori ed attuatori, che interagisce in tempo reale con
gli esseri umani in ambienti complessi e non strutturati
a priori, possedere una forma di coscienza è importante,
mentre ad esempio, un software che gioca a scacchi può
farne tranquillamente a meno».
Che rapporti intercorrono tra coscienza artificiale e
intelligenza artificiale ?
«E’ un problema molto dibattuto all’interno della
comunità scientifica internazionale. L’intelligenza
artificiale “forte” si prefiggeva la realizzazione di
una mente artificiale privilegiando gli aspetti
simbolici, legati al ragionamento logico e matematico.
In breve, di “formalizzare” il linguaggio, la coscienza,
il pensiero stesso. Ora è difficile pensare che tutto
ciò che importa per la coscienza artificiale sia avere
un certo tipo di programma per computer, o un insieme di
programmi».
Che livello di coscienza volete implementare nei robot ?
«E’ bene chiarire alcuni concetti. La coscienza di cui
parlano scienziati e filosofi della mente è la coscienza
fenomenica, quella che gli anglosassoni chiamano
“consciousness” per distinguerla da “conscience”, la
coscienza etico-morale. A noi interessa una “phenomenal
consciousness”, la sede, per così dire, dove i
numerosissimi ed eterogenei frammenti di analisi dei
dati sensoriali convergono in una visione unificata e
che corrisponde alla capacità di un soggetto di fare
esperienza di se stesso e del mondo».
Come si realizza una coscienza artificiale ?
«La coscienza artificiale non sarebbe creata dagli
scienziati ma si limiterebbe a porre in atto una
possibilità del sistema, in un processo attraverso cui i
segnali si confrontano e si collegano durante complesse
operazioni percettive e cognitive, ovvero nel rapporto
tra la rappresentazione interna causata da imput
sensoriali esterni e rappresentazioni interne
autogenerate ».
Non tutti gli stati coscienti sono intenzionali…
«La maggior parte degli stati coscienti sono
intenzionali e sono quelli che ci interessano di più
perché mediano le relazioni con il resto del mondo nella
percezione, nell’azione, nella memoria, nella previsione
e nella pianificazione».
Questi robot sanno di esistere ?
«La coscienza fenomenica non implica necessariamente
l’autocoscienza. D’altronde, se guardiamo al mondo degli
animali, troviamo forme di vita autonome perfettamente
adattate al loro ambiente naturale. Non sappiamo se
abbiano degli stati coscienti. Tuttavia alcuni
ricercatori nel campo della coscienza artificiale, tra
cui Owen Holland, dell’University of Essex, stanno
portando avanti degli studi sull’autocoscienza».
I robot dotati di una forma di coscienza saranno
“qualitativamente” diversi dagli altri robot. Quali
scopi si prefiggono i vostri studi?
«Da ingegneri quali in realtà siamo, vogliamo avere una
generazione di robot migliori. Alcuni sistemi robotici
già esistenti mostrano impressionanti abilità meccaniche
e di controllo dei movimenti, ma sono incapaci di
performance percettive e cognitive altrettanto
notevoli».
Quali esperimenti state conducendo attualmente ?
«Al Dipartimento di Ingegneria Informatica
dell’Università di Palermo stiamo cercando di coniugare
il “modello dell’adattamento” elaborato dal professore
Manzotti (una entità cosciente in grado di apprendere
dall’ambiente e di trovare autonomamente i propri scopi)
con il “modello di predizione” messo a punto dal gruppo
di ricerca di Palermo. Si tratta di un robot mobile,
dotato di telecamere, che acquisisce informazioni
dall’ambiente durante il suo funzionamento e in un
brevissimo intervallo di tempo, corrispondente più o
meno alla memoria di lavoro di un essere umano,
confronta (in gergo fa “match”) le informazioni, nel
nostro caso, le immagini elaborate dal sistema di
visione artificiale, con quello che si aspetta di vedere
ovvero con le anticipazioni che ha elaborato in base
alla sua ipotesi sullo stato dell’ambiente, e in
relazione a ciò è in grado di progettare percorsi o
modificare i propri scopi.
Naturalmente ha un minimo di conoscenza iniziale sulla
quale può costruire una mappa. Il robot, nato come
accompagnatore museale, verrà posto all’interno di un
ambiente complesso come il Museo archeologico di
Agrigento».
By Rosalba Miceli
Il sito professore Antonio Chella + Il
sito professore Riccardo Manzotti
Tratto da. Eukra.it
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