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Nel
1997 un autore francese di origine siciliana,
Alexandre Del Valle, pubblicò un libro eccellente
(L'Islamisme et les Etats Unis [1]), nel
quale egli espone l'alleanza, in funzione
antieuropea, degli Stati Uniti (che in realtà
includono l'Inghilterra e, in generale, tutto il
mondo anglofono) con il mondo Islamico.
Il Del Valle ha tenuto delle conferenze anche in
Italia, a Milano e a Torino, e adesso sta cercando
di trovare un editore per che ci sia un'edizione
italiana del suo libro. A tutti quanti, fra di
voi, che siano in grado di leggere il francese,
non posso se non raccomandare in massimo grado
questo libro, che non solo espone certi sinistri
legami fra America e Islam, ma che è anche una
miniera di informazioni sull'Islam in generale
(dal punto di vista storico, sociale, psicologico,
geopolitico, ecc.) - non c'è aspetto del fenomeno
“Islam” che sia sfuggito all'autore.
Le tesi dell'autore sono, più o meno, le
seguenti:
(a) L'America strumentalizza l'Islam contro
l'Europa;
(b) L'America appoggia la religione Islamica, per
mantenere le popolazioni che a essa aderiscono in
una situazione di abiezione e di arretratezza, che
le rende e le renderà sempre tecnologicamente ed
economicamente dipendenti;
(c) La scelta dell'Islam come alleato, da parte
dell'America, non è accidentale. L'America è
stata definita il luogo del protestantesimo
fondamentalista, e fra protestantesimo e Islam ci
sono delle straordinarie affinità strutturali -
di base - per cui essi sono, per così dire, degli
alleati naturali.
Tutti questi punti abbisognano di approfondimento
- e io non mi troverò sempre in accordo completo
con il Del Valle. Incomincerò dal punto (b), che
può essere liquidato con relativa facilità.
Quanto afferma il Del Valle potrà anche essere
vero per quel che riguarda l'Islam europeo
(Bosnia, Turchia europea, ecc. - forse addirittura
l'Albania) - e, al limite, almeno in parte, per
l'Iran e il Turchestan - ma non certo per la
maggior parte dell'ecumene Islamico. Quelle
popolazioni sono così scadenti che non c'era
proprio bisogno dell'Islam per portarle e per
mantenerle al livello in cui sono - in altre
parole, non è che sia l'Islam a fare di loro quel
che sono, ma hanno scelto l'Islam perché non
valgono niente.
Su di questo si ritornerà più avanti, ma vale la
pena di fare una parentesi per puntualizzare il
fatto di quella cosiddetta civiltà “araba”,
della quale si fa un gran parlare e che non è mai
esistita. Si può forse parlare di una 'civiltà
musulmana', durante il Medioevo, che usava l'arabo
come lingua portante, e che si sviluppò in
parallelo con la civiltà 'cristiana' - cioé
europea - in quei medesimi tempi. Alla civiltà
'musulmana' - chiamiamola così - gli Arabi furono
estranei. Colonne portanti di quella civiltà
furono l'Andalucìa e il mondo indo-iraniano, zone
a cui toccò la disgrazia dell'Islamizzazione ma
che continuarono ad attingere a fonti culturali
pre-Islamiche che l'Islam non riuscì a soffocare
del tutto. A titolo di curiosità, nell'Andalucìa
musulmana ci fu un'importante presenza persiana,
almeno a livello di gente colta.
Passando
al punto (a), bisogna vedere chiaro che cosa sia
veramente l'America.
L'America non è un paese nel senso normale della
parola - come non lo fu più l'Inghilterra dopo la
svolta fra il Seicento e il Settecento: ma,
l'abbiamo già detto, ormai l'Inghilterra fa parte
degli Stati Uniti, di cui è la propaggine davanti
alle coste dell'Europa.
Gli Stati Uniti sono una facciata, con l'aspetto e
la struttura di un paese, dietro la quale
manovrano interessi di tipo plutocratico e
finanziario.
Il 'paese' America fa da braccio armato a
quegli affaristi, finanzieri e usurai, senza avere
una politica nazionale propria: gli interessi
'americani' sono gli interessi di quella classe
usurocratica, della quale gli Stati Uniti 'paese'
sono lo sciacallo.
Questo, il Del Valle non sembra vederlo - o al
meno non lo rende del tutto esplicito -, come non
sembra vederlo un altro acuto studioso delle
interferenze americane in Europa, il
Bugnon-Mordant, autore di un pregevole libro
sull''America totalitaria' (2).
Più in profondità ha visto lo storico italiano
che scrive con lo pseudonimo di John Kleeves (3),
che denuncia senza mezzi termini gli Stati Uniti
come gigantesca azienda commerciale privata
potentemente armata e che non risponde delle
proprie azioni ad alcun tribunale: gli Stati Uniti
sarebbero una dittatura dell'imprenditoria.
Ma anche il Kleeves vede negli imprenditori che
dirigono l'Impresa America degli 'Americani'.
Quando si voglia invece andare più in fondo
sull'argomento della strumentalizzazione
dell'Islam da parte dell''America', bisogna fare
un passo più avanti. Quella classe finanziaria e
imprenditoriale della quale gli Stati Uniti sono
lo sciacallo è tanto poco 'americana' come di
qualsiasi altra nazionalità o appartenenza - essa
è l'usurocrazia finanziaria apolide
internazionale; che si serve del mondo
anglofono come strumento ormai da circa tre secoli
e continuerà a farlo ancora per qualche tempo.
Ma allora si pone il quesito del perché il mondo
anglofono - sia stato per così tanto tempo e si
sia dimostrato tanto appropriato a fare da
sciacallo all'oligarchia finanziocratica
internazionale. Non è accidentale che proprio
l'America sia stato il luogo appropriato per
eccellenza per espletare quei tali servizi,
mentre, viceversa, solo una società/un 'paese'
all'americana sarà mai veramente appropriato per
fare da braccio armato politico e militare alle
attività dell'usurocrazia internazionale. Questa
sua qualità il mondo anglofono la deve al fatto
di essere in mondo protestante per eccellenza (4),
con due conseguenze: (a) feticismo del denaro che,
per dirla con Kleeves, fa da schermo fra la gente
e la realtà; (b) carenza totale di cultura: di
fatti, il livello culturale del mondo anglofono è
praticamente nullo, al di sotto di quello di
diversi paesi terzomondiali. Queste sono le due
caratteristiche necessarie perchè un 'paese'
possa e voglia essere sciacallo perfetto degli
usurocrati, e l'America le ha tutte e due.
Nel contempo, il fatto di essersi fatti
inserviente degli usurocrati non può non
innescare nella società che abbia fatto quella
scelta dei processi teratologici di dissoluzione
sociale che la portano al disfacimento implosivo a
più o meno lungo termine. Questo, sta succedendo
a ritmo accelerato negli Stati Uniti (5), ed è
mia tesi - documentata in dettaglio in altra sede
(6) - che il disfacimento implosivo
dell'America è prossimo, proprio come
conseguenza del fatto di essersi fatta strumento
degli usurocrati internazionali. I quali avranno
bisogno di un altro punto d'appoggio; e la nuova 'America',
da loro scelta, saranno gli “Stati Uniti
d'Europa” - un'Europa denaturata,
putrefatta, americanizzata.
Lo strumento-principe per denaturare l'Europa
potrebbe essere l'Islam. Già adesso ci sono 5
milioni di musulmani nei Balcani e dai 12 ai 15
milioni di immigrati terzomondiali di religione
musulmana. Se la Turchia dovesse diventare membro
della comunità economica europea, è già stato
previsto negli ambienti geopolitici turchi che
entro circa dieci anni la metà dell'Europa sarà
musulmana (immigrazione dalla Turchia e dall'Asia
centrale musulmana, differenziale di natalità,
matrimoni misti, conversioni più o meno 'volontarie')
(7).
Alla lunga, gli 'Stati Uniti d'Europa' subirebbero
gli stessi fenomeni di putrefazione culturale e
sociale che stanno portando alla dissoluzione di
quelli d'America; ma questo , sicuramente, non
preoccupa i finanziocrati. Intanto, avranno
guadagnato qualche decennio, poi si vedrà.
Al
limite, e sapendo di che tipo di gente si tratta,
forse si sentiranno paghi di avere commesso il
crimine più grande di tutta la storia: quello di
avere causato lo scioglimento della civiltà
europea.
Riguardo ai punti (a) e (b) cui sopra (feticismo
del denaro, mancanza di cultura), l'Islam copre
ambedue i requisiti. Il Del Valle osserva
acutamente come anche il 'dio' dell'Islam - in
perfetta sintonia con ebraismo e puritanesimo -
promette ai suoi cosiddetti 'eletti' il godimento
della ricchezza a questo mondo, come anticipo alla
beatitudine eterna in quell'altro (sulle analogie
fra Islam e protestantesimo si riverrà in
dettaglio più avanti). E l'Islam vale ancora di
più come agente di imbarbarimento. Questa è una
caratteristica che l'Islam condivide con tutti i
monoteismi, ma è quello che, in sede storica,
l'ha esplicitata in grado massimo.
Le spaventose distruzioni di beni artistici e
culturali portate a termine dal cristianesimo nel
momento del suo trionfo (8) furono niente in
confronto a quanto fecero i musulmani.
Tutti conoscono quanto successe ad Alessandria
d'Egitto, quando tutto il contenuto della sua
biblioteca fu usato come combustibile per i bagni
pubblici; ma meno sono quelli che sanno che lo
stesso successe in Mesopotamia e in Iran, con
quelle che erano state le biblioteche dell'impero
persiano (9). Anche il Turchestan, che un tempo fu
sede di una fiorente civiltà (10) - di tipo
iraniano nella sua parte occidentale, di tipo
tibetano in quella orientale - dopo l'Islamizzazione
divenne (e rimane) parte del Terzo Mondo.
Non a caso l'estetologo Richard Eichler (11)
indicava che l'ebraismo, l'Islam e il calvinismo
sono le tre ideologie ('religioni') nemiche del
bello e dell'arte, riconducendo poi questo fatto a
certe caratteristiche psico-fisiologiche della
razza desertica - o beduina - un tipo umano
particolarmente problematico e involuto (12).
Anche se un'Islamizzazione totale dell'Europa ha
da considerarsi improbabile, agli usurocrati
sarebbe sufficiente un'Europa dove gli Europei,
ridotti a minoranza nella loro stessa terra e
terrorizzati in continuazione - con minaccia di
aggressione, stupro, ecc. - da masse Islamiche
dappertutto presenti, sarebbero ridotti a
manodopera intelligente per i padroni del denaro;
i quali, in cambio, magari offrirebbero loro della
'protezione'.
La sponsorizzazione degli usurocrati
internazionali avviene, da parte degli Stati Uniti
- e, nelle loro intenzioni, da parte dei
futuri 'Stati Uniti d'Europa' - in due direzioni
diverse: (a) facendo loro da braccio armato.
Adesso è la NATO che fa da 'goon' (13) agli
usurocrati, aggredendo militarmente tutti
quelli Stati che non si pieghino alle esigenze
delle multinazionali e di organismi tipo il Fondo
monetario internazionale, e comunque terrorizzando
chiunque non si voglia lasciar derubare dai
medesimi; (b) garantendo lo Stato d'Israele.
I finanziocrati sono certamente i più beceri
materialisti che esistano e sono totalmente
areligiosi (almeno se alla religione si vuole dare
un significato superiore). Ma sono superstiziosi;
e nello Stato d'Israele essi vedono la 'garanzia
magica' del loro potere: solo finché quello Stato
sussisterà essi manterranno e accresceranno il
loro dominio (14).
Per il momento, la sopravvivenza dello Stato
d'Israele è garantita dall'America. La presenza
di quello Stato non manca di suscitare
risentimenti fra le popolazioni arabofone e, in
generale, nell'ecumene Islamico; ma, intanto, quel
risentimento viene scaricato sull'Europa.
L'America - lo constata il Del Valle - non ha un
passato coloniale (almeno nel Medio Oriente),
mentre le masse Islamiche vedono nello Stato
d'Israele una ripetizione degli Stati crociati
della Palestina nei secoli XII e XIII, che erano
promanazioni europee e con i quali l'Israele ha
certamente delle affinità di tipo strutturale.
Il giorno che la tutela di quello Stato dovesse
toccare all''Europa' - un'Europa nella quale la
popolazione europea sarebbe ridotta a subire il
terrore Islamico - sarebbe facile per gli
usurocrati mettere a tacere le proteste di una
parte dei musulmani (quelli direttamente colpiti).
Effettivamente, l'Islam non è qualcosa di
monolitico - contrariamente a quanto sembra
pensare il Del Valle - e la Turchia già adesso,
con la benedizione degli Stati Uniti, ha un
trattato di alleanza con l'Israele ai danni della
Siria di altri paesi arabi limitrofi. In cambio,
l'America dà mano libera alla Turchia nei Balcani,
nel Caucaso, in Asia centrale, ai danni delle
genti slave e dell'Iran (15).
A questo punto bisogna pur osservare che
l'attrazione fra anglosassoni e musulmani è
troppo viscerale per essere soltanto un calcolo
geopolitico. Ci sono delle affinità obiettive di
fondo fra protestantesimo e Islam che fanno di
queste due 'religioni' degli alleati per così
dire naturali (già quasi duecento anni fa il
pensatore cattolico Joseph De Maistre [16]
definiva il protestantesimo come "l'Islam
d'Europa" - il Del Valle, che pure conosce
bene e cita spesso De Maistre, non fa cenno di
questa sua osservazione). Di questo fatto si darà
adesso un esposto dettagliato.
Si può incominciare indicando certi conturbanti
parallelismi fra la biografia e la personalità di
Lutero e di Maometto (17). A tutti e due morì
quasi tutta la numerosa prole in tenera età; e,
in punto di morte, tutti e due si presentarono
alla folla (Maometto alla Mecca, Lutero a Eisleben
in Turingia) e domandarono se il loro operato
riscuoteva la sua approvazione (manco a dirlo, in
ambedue i casi ci furono apoteosici applausi). Ma
esatto è il parallelismo fra la concezione di
'dio' in questi due personaggi: il despota
semitico, crudele, lubrico e arbitrario,
completamente 'libero' - fino all'arbitrarietà,
quindi anche di contraddirsi, cosa che egli fa
spesso nel corano - e che ha creato l'uomo per
avere uno schiavo da terrorizzare e davanti al
quale pavoneggiare la sua scellerata potenza (18).
È il 'dio' di Abramo, quello veterotestamentario,
nella sua forma più genuina. Dopo Lutero, ci
sarebbe voluto Calvino per mettere a nudo un altro
aspetto di questo 'dio', non più
veterotestamentario, ma talmudico: egli è anche
il 'dio'-usuraio, il perfetto partner commerciale
(come lo chiamarono, senz'ombra di ironia, i
puritani inglesi del Seicento), che elargisce ai
suoi 'eletti' ricompense in denaro. Il 'dio' dei
musulmani ha in sé le caratteristiche di quelli
di Lutero e di Calvino, che a loro volta si
rifanno a una teologia di tipo veterotestamentario
e poi talmudico puro.
Sia l'Islam che il protestantesimo sono,
teologicamente, molto più vicini all'ebraismo che
al cattolicesimo, quale esso poteva essere fino a
una quarantina di anni fa. Questo è constatato e
asserito dal Del Valle; ma già a fine Cinquecento
il teologo cattolico spagnolo Sebastiàn Castellòn
(19) aveva notato la virtuale identità fra
giudaismo e calvinismo, e lo stesso è stato poi
documentato in dettaglio da sociologi ed
economisti come Max Weber e Werner Sombart. Max
Weber - citato dal Del Valle - segnalò inoltre
l'analogia fra la dittatura di Calvino a Ginevra e
quella di Maometto a Medina.
Un altro campo - del quale poco si parla - nel
quale Islam e protestantesimo si incontrano è
quello delle mutilazioni sessuali. La pratica
ebraico-Islamica (ma anche bantù e papuasica)
della circoncisione è generalizzata presso i
protestanti: oltre il 90% degli Americani sono
circoncisi (20). Ma ancora più interessante è
quanto riguarda la pratica dell'infibulazione,
detta anche cliteridectomia.
In riguardo, sia i portavoce dell'Islamismo
cosiddetto ufficiale e perbenista che tanti
Islamofili nostrani - non esclusi Franco Cardini e
Maurizio Blondet, dai quali ci si sarebbe potuto
aspettare di meglio - ci assicurano che l'infibulazione
non sarebbe una pratica Islamica ma pre-Islamica
che, in certe regioni dell'Africa, sarebbe
continuata dopo l'Islamizzazione. Effettivamente, si
tratta di una pratica che non è di tutti i
musulmani, ma solo di una parte di loro
(peraltro molto numerosa). E quelli, fra i
musulmani, che la praticano, la considerano una
pratica Islamica per eccellenza (21). Quindi, con
buona pace di perbenisti e di Islamofili, l'infibulazione
è una pratica Islamica - anche se, sia pure
concesso, non di tutti i musulmani.
Ma sarebbe anche una pratica protestante -
anche se non di tutti i protestanti. Questa
informazione è desunta da un testo di
un'autrice femminista americana (22), del
quale c'è anche una traduzione in italiano. - La
pratica, sembra, incominciò in Inghilterra
verso la metà dell'Ottocento ma trovò il massimo
di applicazione negli Stati Uniti dove, a
voler credere a quell'autrice, viene
massicciamente praticata anche adesso. Partendo
dal presupposto che mai una donna per bene deve
godere del proprio corpo - e che l'orgasmo
femminile, secondo certi medici, è una malattia -
migliaia e migliaia di donne sono state e sono
sottoposte, negli Stati Uniti, a
quell'operazione, che spesso veniva fatta per
cauterizzazione. Particolarmente prese di mira
erano quelle infelici che si dovevano guadagnare
il pane come operatrici di macchine da cucire a
pedale; e rispettabilissime autorità mediche
raccomandavano l'infibulazione sistematica delle
ragazzine.
Una volta constatate queste straordinarie analogie
di tipo teologico e mutilazionistico fra
protestanti e musulmani, non sorprende che fra
di loro ci siano delle strettissime collaborazioni
di tipo operativo.
Si citeranno tre esempi: i primi due si
riferiscono a realtà locali limitate, ma sono
comunque molto illustrativi; il terzo si riferisce
a un processo gravido di possibili conseguenze
geopolitiche sul piano internazionale.
(a) Afganistan. Nel nord-est dell'Afganistan, c'è
una piccola zona montuosa, il cosiddetto
Kafiristan, dove un'orgogliosa popolazione di
origine indoeuropea ha resistito per oltre mille
anni ai tentativi di Islamizzazione portati avanti
dal governo afgano e proseguiti dai
fondamentalisti telebani. Essa aderisce ancora a
un sano paganesimo indoeuropeo e i loro altari
sono generalmente ornati da immagini equine.
Questi loro altari vengono segnalati ai
telebani dai missionari protestanti basati nel
vicino Pakistan - e dotati di elicotteri e di
moderne tecnologie di telecomicazioni -; ed i
telebani procedono a distruggerli.
(b) Nuova Guinea. Nel cosiddetto Irian occidntale
- quella parte della Nuova Guinea che sottostà
all'Indonesia musulmana - esiste un importante
movimento indipendentista locale che si riconosce
come pagano - quindi antimusulmano (e
anticristiano). Le missioni protestanti annidate
nella zona, che possiedono piste d'atterraggio
proprie e ogni sorta di agevolamenti del governo
americano, fanno da punti d'appoggio e di
informazione per le truppe musulmane indonesiane
che conducono la repressione contro gli
indipendentisti.
(c) Iberoamerica. L'Iberoamerica (che varrebbe da
'serbatoio della cattolicità' a livello mondiale)
sta incominciando, lentamente ma irreversibilmente,
a Islamizzarsi (23); e a fare da portiere
all'Islam in quelle terre è il protestantesimo.
L'attività missionaria americana ha fatto sì che
la popolazione di colore si stia massicciamente
protestantizzando (cattolici, almeno nominalmente,
rimangono i bianchi). Secondo dati pubblicati
dalla stampa cattolica tradizionalista (24), forse
fino alla terza parte dell'Iberoamerica è adesso
protestante, e la proporzione cresce
continuamente. Dietro ai protestanti, vengono i
musulmani: anche in Iberoamerica Geova fa da
battistrada ad Allah. - A titolo di curiosità,
quando, nel 1616, i musulmani furono espulsi dalla
Spagna, ci fu chi propose di spedirli in America.
Questo non fu fatto perché si rischiava la
formazione di uno Stato Islamico in America che,
in combutta con i Turchi, chi sa quali problemi
avrebbe suscitato. Questa prospettiva adesso si
ripropone, con quattrocento anni di ritardo.
C'è un ultimo aspetto del fenomeno 'Islam' che
secondo me è molto importante - il Del Valle, al
solito, lo ha visto, ma non sembra dargli
l'importanza che merita. Si tratta del fatto che
negli ultimi 20 - 25 anni l'Islam è diventato il
cavallo di battaglia del risentimento del Terzo
Mondo verso la razza bianca. - I gruppi “rap”,
negli Stati Uniti e in Francia, già inneggiano al
futuro sterminio dei bianchi (25), senza che
alcuno abbia alcunché da ridire. Questo, in
fondo, non dovrebbe sorprendere: esso rientra
nella logica dei monoteismi (26), secondo la
quale agli abbietti, agli inetti, a coloro che non
valgono niente si lancia un salvagente con il
quale riscattare la propria 'dignità': basta che
si collochino nel camp[o dei 'giusti' - degli 'eletti',
per nascita o per conversione.
L'Islam, una forma particolarmente estrema e
semplicistica di monoteismo, è la religione fatta
su misura per i risentiti e gli abbietti del Terzo
Mondo, incapaci e carenti di volontà per fare
alcunché per migliorare la propria sorte e che in
compenso hanno sviluppato un odio senza limiti per
chi è irraggiungibilmente migliore di loro.
(L'Iberoamerica, popolata in massima parte da
genti di colore, s'è visto come si stia
Islamizzando nel modo più naturale.) A ciò aiuta
molto la qualità di missionarismo aggressivo
propria dell'Islam: il vero Islam (questo lo nota
il Del Valle) - cioé quello più conforme agli
insegnamenti originali di Maometto - è
fanaticamente aggressivo. Una sfaccettatura di
questa aggressività (prima di passare a misure più
radicali) è l'impegno con cui i musulmani
innalzano moschee dappertutto dove essi si vengano
a trovare e siano in numero sufficiente per far
sentire la loro voce. Adesso, la costruzione di
moschee è finanziata di massima dall'Arabia
Saudita, pupilla dell'occhio destro dell'America,
e a queste iniziative fanno da lenoni i 'governi' europei,
anch'essi al servizio della finanza
internazionale. Fra poco, a quanto si dice,
una moschea sorgerà anche a Venezia.
Questo aspetto dell'Islamismo non manca di avere
riflessi anche in America. Le masse bantù degli
Stati Uniti - una volta protestanti, per
l'esattezza battiste - si stanno Islamizzando a
ritmo galoppante e hanno trovato come dirigente un
elemento parecchio furbo, Louis Farrakhan. Questo,
dovrebbe preoccupare le autorità 'americane', ma
non sembra che lo faccia più di tanto. Qui si ha
probabilmente da ravvisare un altro indizio del
fatto che l'America, in fondo, è già stata
'scaricata' - per uno sconosciuto ma non
lontanissimo futuro - dagli usurocrati, che già
puntano sull'Europa - un'Europa denaturata,
americanizzata, sottoposta al terrore Islamico,
che servirà loro da strumento di potere fino a
quando terrà (27). Dopo, Geova - o, magari, Allah
- provvederà.
Sono consapevole che le tesi proposte sono
provocatorie - ma sono basate su della
documentazione ineccepibile. L'intenzione,
comunque, era che queste tesi fossero
provocatorie, perché attraverso la
provocazione si riesce spesso a scuotere la gente
e - in certo e qual modo - a costringerla a
pensare con la propria testa.
La mia speranza è che questo esposto sia servito
a che qualcuno si ricordi di avere una testa sulle
spalle; perché chi pensa è il più grande
nemico dell'imperante sistema.
Bibliografia:
(1) Alexandre Del Valle, L'Islamisme et les Etats
Unis, L'age d'homme, Lausanne, 1997.
(2) MIchel Bugnon-Mordant, L'Amérique totalitaire,
Favre, Lausanne, 1997.
(3) John Kleeves,
Un paese pericoloso, Barbarossa, Milano, 1999;
Vecchi trucchi, Il Cerchio, Rimini, 1991;
Sacrifici umani, Il Cerchio, Rimini, 1993.
(4) L'Inghilterra è al 60% 'anglicana'. Ma la
storia di quell'isola dimostra che gli anglicani,
pure maggioranza, furono sempre un elemento
singolarmente passivo nel determinare il destino
del loro paese, che fu invece conteso fra
cattolici e calvinisti.
(5) Cfr. per es. John Kleeves, Un paese
pericoloso, cit.
(6) Cfr. Silvio Waldner, USA, Iberoamerica, Sud
Africa, tre messe a punto, di prossima
pubblicazione.
(7) Conferenza del dott. Dragos Kalajic,
presidente dell'Istituto di geopolitica di
Belgrado, ad Altavilla (Vicenza) il 13.11.99.
(8) Si consulti, per es., Carlo Pascal, Dei e
diavoli, I Dioscuri, Genova, 1988.
(9) Cfr. per es., Herman Varahmian, "La donna
sole", rivista "Federico Maria
Ricci" di Milano, n.116, giugno 1996.
(10) Cfr. per es. l'introduzione di Giuseppe Tucci
al Libro tibetano dei morti, UTET, Torino, 1972.
(11)
Richard Eichler, Der Widerkehr des Schönen,
Grabert, Tübingen, 1984.
(12) Cfr. L. F. Clauss, Rasse und Seele, Lehmann,
München, 1941. Una
traduzione italiana sarà prossimamente pubblicata
dalle Edizioni di Ar (Padova).
(13) I 'goons' erano dei picchiatori a pagamento
che, in America ai tempi della rivoluzione
industriale, venivano utilizzati dagli
imprenditori per sfasciare le manifestazioni,
sindacali o di altro tipo, degli operai, a cui
venivano pagati salari da fame.
(14) Di utile consulta il libro di Maurizio
Blondet, I fanatici dell'apocalisse, Il Cerchio,
Rimini, 1995.
(15) Già alla fine della prima guerra mondiale la
Turchia era stata trattata con guanti di seta.
Costantinopoli, promessa alla Grecia nel momento
della sua entrata in guerra nel 1916, rimase
turca.
(16)
Nelle sue Soirées de Saint Pétersbourg.
(17) Cfr. Mircea Eliade, Histoire des croyances et
des idées réligieuses, Payot, Paris, 1984.
(18) Una
descrizione calzantissima di questo 'dio' è stata
fatta dal Conte di Lautréamont nei suoi Chants de
Maldoror.
(19) Citato da Georges Batault, Aspetti della
questione giudaica, Ar, Padova, 1983.
(20) Cfr. John Kleeves, Un paese pericoloso, cit.
(21) A titolo informativo, in Italia ci sono quasi
40.000 donne di colore e di religione musulmana
che sono infibulate.
(22)
Marilyn French, The war against women, Summit,
Nuova York, 1992; traduzione italiana edita da
Rizzoli, Milano, 1993.
Un
buon riassunto di questo libro è stato dato da
Paolo Poggi nel numero di ottobre 1999 della
rivista "Orion" di Milano.
(23) Dei dati interessanti sono esposti, per
esempio, da Luiza Toscane nel suo L'Islam, un
autre nationalisme ?, L'Harmattan, Paris, 1995. Ma
qualche interessante articolo incomincia ad
apparire sulla stampa quotidiana.
(24) Cfr. la rivista "Civitas
Christiana" di Verona.
(25)
Cfr. Guillaume Faye, L'archéofuturisme, L'Aencre,
Paris, 1999.
(26) Lo sviluppo
e la struttura del fenomeno monoteista non sarà
qui affrontato, perché porterebbe troppo lontano.
È intenzione del relatore quella di farlo in un
suo futuro esposto.
(27) Forse il pubblico sarà a conoscenza che,
oltre alla Turchia, anche la Tunisia e l'Israele
sono candidati per entrare in 'Europa'. In
riguardo a quest'ultima candidatura, valgono due
osservazioni: (a) una volta in 'Europa', l'Israele
la utilizzerà per disfarsi dei Palestinesi,
trasferendoli, appunto, in Europa; (b) erano
decenni che si diceva che l'Israele avrebbe dovuto
divenire l'ennesimo Stato dell'Unione americana,
dopo di che sarebbe stato in una 'botte di ferro'.
Invece non se ne fece niente, e adesso l'Israele
vuole entrare in 'Europa', la quale, ovviamente,
è considerata un posto più sicuro. Qui ha da
ravvisarsi un altro indicatore del fatto che 'chi
di dovere' ha già 'scaricato' l'America.
WP
Tratto
da:
http://www.stormfront.org/forum/showthread.php?t=20191
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