MALATTIE del PASSATO
Le malattie dei secoli scorsi
nelle varie nazioni impestavano i soggetti
soprattutto per l'igiene personale,
casalinga e degli agglomerati
urbani, INESISTENTE; le acque da bere erano
prelevate da acque di superficie, mentre nella
campagna venivano prelevate da sorgenti e/o
pozzi; gli scarichi delle fogne erano quasi
sempre alla luce del sole, malsane, malcostruite ed
in balia della colonizzazione di topi ed animali
delle fogne.
L'alimentazione durante quei secoli bui, era
povera di sostanze biovitali per il fatto che la
povertà
e lo sfruttamento dei signorotti
/pre-Potenti, che controllavano quelle
popolazioni nelle citta’ e grossi villaggi,
imponevano tasse pesanti che impedivano ai loro
“schiavi /sudditi” di avere il denaro per
acquistare dai contadini vicini, i vari prodotti
(cibi) che questi ultimi avevano nei loro orti,
per cui per risparmiare utilizzavano molto i
mono piatti con una alimentazione NON variata,
quindi NON salubre.
L'ultimo focolaio di peste (che scomparve SENZA campagne
di vaccinazione) fu a Marsiglia nel 1727,
altre malattie però opprimevano oltre alla
peste, la popolazione soprattutto povera: il
tifo, la malaria, lo scorbuto, tubercolosi,
malattie come sempre causate dalla
contaminazione dell'acqua potabile delle città,
dai cibi non adatti ad una vita sana
(alimentazione NON varia), e per la mancanza di
vitamine e minerali che generano sempre immunodepressione.
Ed in seguito iniziarono le stragi di
vaiolo, dopo
i primi esperimenti di vaccinazione…..
Quindi riassumendo, la virulenza del vaiolo si
manifestava soprattutto nei grandi agglomerati
urbani (citta’ e grossi villaggi) e colpiva
prevalentemente i giovani delle famiglie che
vivevano in poverta’, quindi in condizioni di
igiene inesistenti, con alimentazione NON
salubre, con carenza di minerali e vitamine e
quindi con un sistema immunitario molto debole.
La malattia colpiva soprattutto i bambini, ma
procurava l’immunità ai sopravvissuti, essa si
sviluppò con particolare virulenza nel 1336.
Fra il 1360 e il 1363, l'epidemia del vaiolo si diffuse
nuovamente in varie zone. Nei primi episodi di
vaiolo prevalse la mortalità infantile e nella
seconda quell’adulta.
Il vaiolo “sembra” giunse in Europa con le invasioni degli
Arabi, perche’ nelle guerre che seguivano, la
popolazione, le citta’ i villaggi soffrivano
degli assedi e quindi di peggioramento della
gia’ poco salubre alimentazione, acque malsane,
ecc., ecc. e quindi di maggior immunodepressione.
Esso fu la malattia più diffusa in Italia, contagiosa e
perennemente epidemica, pronta ad accendersi in
fiammate epidemiche specialmente nei mesi
estivi.
Tutti quelli che si ammalavano e guarivano, rimanevano
deturpati da profonde cicatrici sul viso.
Il vaiolo umano era molto piu’ invasivo del vaiolo vaccino
(quello dei bovini), il cosiddetto vaiolo
vaccino.
Il Vaiolo è una malattia che presenta al suo
inizio, forti stati febbrili, con indebolimento
generale e la comparsa di pustole sulla pelle
del corpo, (come nella varicella, vaiolo
benigno, anche nella varicella NON ci si deve
grattare altrimenti rimangono le cicatrici; la
parola varicella proviene, come la parola
vaiolo, dal latino variolum=chiazzato) che prima
compaiono con macchie rosse che divengono
vescichette piene di liquido (molto simile alla
varicella, che infatti e’ una sua espressione
leggera, anche se i virus presenti nel terreno
del malato a seconda dei varti stadi sono
diversi perche’ si mutano a seconda
dell’avanzare della malattia per le continue
alterazioni
bioelettroniche (rH,
pH, ro’ dei
liquidi del corpo (il
Terreno), sottoposti ad alterazione termica)
e che seccandosi formano piccole cicatrici
chiamate butteri o variolo; questa malattia
faceva strage nella popolazione, mal alimentata,
malnutrita a livello cellulare e quindi molto
debole immunitariamente.
Poteva portare anche alla morte, (si dice che vi
fosse una mortalita’ del 20%).
vedi:
Storia dei Vaccini
Nel 1762, Edward Jenner (1749-1823)
a 13 anni diventò apprendista presso Daniel
Ludlow, farmacista di Chipping Soutbury,
cittadina commerciale di 800 anime nel nord est
di Bristol. Era il mercato del latte più grande
di tutta l'Inghilterra ad eccezione di
Atherstone.
Le mungitrici del Gloucestershire erano state inviate dalle
nobildonne di corte sotto Re Carlo II per la
loro sana corporatura; queste
quando si ammalavano di vaiolo guarivano sempre.
Nel 1778 Jenner udì una mungitrice dire che non avrebbe preso
il vaiolo perché si era ammalata di vaiolo della
vacca (vaccino) infatti
si era notato che i mungitori raramente si
ammalavano di vaiolo.
Una sera del maggio 1776 tornò a casa stanco e preoccupato;
si parlo’ di questo fatto con la sua vicina, una
fattoressa proprietaria di vacche, che gli
disse: "Il vaiolo ? Io non rischio di
prenderlo...". "Perché ne siete così sicura ?" -
"Perché ho avuto il vaiolo bovino in forma
naturale."
In effetti, costatò che nei dintorni i fattori che avevano
contratto il vaiolo bovino o vaccino in forma
naturale, malattia delle vacche simile al
vaiolo, non erano colpiti facilmente dal vaiolo
umano; essi avevano contratto una malattia
simile, all’apparenza visiva, attraverso la
mungitura del latte delle loro vacche.
Non penso’ minimamente (da apprendista
farmacista che era) che una vaccinazione
(processo INNATURALE, che inietta direttamente
nel sangue vari tipi di virus, batteri, spore,
ecc.) salta le barriere NATURALI di DIFESA
IMMUNITARIA…., con le conseguenze di
deprimere definitivamente immunitariamente,
invece che di tentare di rafforzare l’immunita’
del soggetto !
La malattia veniva contratta dai soggetti con
difese immunitarie deboli dovute alla cattiva
alimentazione di quei tempi ed alla scarsissima
igiene corporale e nelle citta'; infatti si
ammalavano molto di piu’ coloro che abitavano
nelle citta' che quelli che vivevano in
campagna, proprio per il fatto che i cittadini
non avevano una sana alimentazione come al
contrario i campagnoli.
Infatti anche l’OMS nella
sua prima dichiarazione di scomparsa del
vaiolo,
parla delle mutate condizioni igienico
alimentari....successivamente l'OMS
ha omesso
tale dichiarazione......
A quel punto
Edward Jenner
inizio' a fare propaganda per il vaccino che
mise a punto. L’organizzazione
della tecnica sistematica della vaccinazione per
il Vaiolo fu il risultato dell’invenzione di
questo “pedicure e barbiere, apprendista
farmacista”…..James
Phipps,
il ragazzino di otto
anni inizialmente vaccinato da Jenner nel 1796,
fu rivaccinato 20 volte e
morì a vent'anni.
Lo stesso figlio di Jenner, vaccinato anche lui
più di una volta,
morì a sua volta a
ventuno anni !!!
Entrambi morirono di tubercolosi, condizione
che diversi ricercatori associano al vaccino del
vaiolo.
Infatti una relazione pubblicata nel 1980
dalla rivista Mutation Research
dimostrò che i
bambini sottoposti a richiamo
della vaccinazione del
vaiolo, "presentavano
mutazioni cromosomiche nei leucociti".
Gli autori
di questa ricerca conclusero che la vaccinazione
del vaiolo
ha un "effetto
mutagenico" sui cromosomi umani.
vedi anche gli
Studi del dott. M. Montinari i quali
confermano che non si tratta solo del
vaccino del vaiolo,
bensi' di tutti i
vaccini !
vedi anche
Storia dei Vaccini
La Spagnola
fu quindi l'effetto delle
campagne di
vaccinazione fatte negli anni precedenti
!
Testimonianze di persone anziane che ci hanno
descritto negli anni scorsi quel brutto periodo
storico (1918) in Europa, ci hanno raccontato
che si ammalavano di Spagnola coloro che erano
stati vaccinati qualche anno prima ! persino i
medici e gli infermieri degli ospedali che erano
stati vaccinati si ammalarono di Spagnola e
molti di essi morirono; mediamente moriva il 30%
dei malati !
I soldati vaccinati si ammalavano TUTTI quanti e
molti di questi rimanevano anche paralizzati
(poliomielite) !!
Quelli che si erano rifiutati di vaccinarsi, non
si ammalarono di nessuna malattia !
Fra i civili dopo le campagne di vaccinazioni
del 1919, ne rimasero paralizzati molti !! e
cosi...nacque la Poliomielite.....per la
quale si dovette, dopo 40 anni, inventare un
nuovo vaccino, il quale produsse un enorme
aumento di epatite, per la quale si
invento un nuovo vaccino che produsse la
meningite, per la quale si invento' un nuovo
vaccino che produsse......e cosi' si puo'
continuare all'infinito.....
Bibliografia:
Max: Henri Beguin (Svizzera), pediatra: “La
vaccinazione del vaiolo rappresenta un rischio
duemila volte più grande della malattia contro
la quale si pensa di proteggersi”.
Duperrat, medico dell'ospedale Saint Louis
(USA): “La vaccinazione del vaiolo provoca
tra l'altro una esplosione della leucemia”.
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La
Spagnola del 1918-1919, la “strana malattia”
Cosi’ era chiamata dalla popolazione che non
credeva alle storie dei medici che parlavano di
influenza… alcuni si ammalavano in
autunno-inverno nei due anni (nel cambio di
stagione = influenza della ionizzazione
dell’atmosfera che varia proprio in quel
momento) nei quali essa si presento’.
Per lo piu’ essa “colpiva” i giovani adulti,
piu’ maschi che femmine, fra i 15 ed i 40 anni (NdR
che erano stati vaccinati qualche anno
prima).
I giornali di allora, seguendo i giudizi di
ricercatori italiani e stranieri ed aggirando la
censura imposta dalle autorita’ mediche che
asserivano che la influenza essere proveniente
dall’Haemophilus influentiae, riferivano varie
cause molto diverse: infezioni da cadaveri sui
campi di battaglia (era in atto una guerra
mondiale, la prima), altri parlavano di “febbre
da pappataci”, di dengue, altri di malnutrizione
derivante da alimentazione non salubre, infatti
vi era in atto una guerra che aveva depauperato
le migliori forze delle famiglie italiane ed
estere, le quali a casa soffrivano facilmente la
fame per la mancanza dei mariti e figli grandi
che non lavoravano piu’ ma erano al fronte in
battaglia.
Le fonti dell’epoca riferivano che NON servivano
le “prevenzioni” utilizzate dalle autorita’
mediche:
Chiusura delle scuole, teatri ecc., perche’
morivano anche i medici che curavano i malati…la
realta’ era che neppure la cosiddetta scienza
medica ci capiva qualcosa….ma la “causa” era
sempre, secondo loro: l’Haemophilus influentiae…..
L’ipotesi della malnutrizione cellulare
derivante da alimentazione NON salubre e dai
vaccini propinati alla popolazione ignara, non
venivano neppure presa in considerazione, ed
intanto tutti i malati trattati dai medici
morivano ! quelli non trattati si salvavano…!
Malgrado la “prevenzione” imposta dalle
autorita’ mediche: chiusura delle scuole,
teatri, luoghi pubblici, proibizione delle
visite agli ammalati, in case ed ospedali, la
quotidiana disinfezione delle strade, chiese,
pubblici edifici, tanto che l’odore dell’acido
fenico si sentiva ovunque… ed i divieti
militarizzavano e condizionavano la vita di
tutti, la strana malattia scemo’ da sola, senza
nessun trattamento sanitario e scomparve cosi’
come era venuta, una volta eliminati i piu’
deboli, con oltre 10 morti ogni mille abitanti,
queste furono le stime delle autorita’
ufficiali.
Che la Spagnola
fosse la conseguenza della vaccinazione per il
vaiolo che ormai stava dilagando in tutta
Europa con il
progressivo indebolimento dei sistemi immunitari
di milioni di persone, e’ un fatto noto ma
tenuto nascosto dalle autorita’ mediche di
allora e di oggi
!
Infatti una relazione pubblicata nel 1980 dalla
rivista Mutation Research dimostrò che
i bambini sottoposti a richiamo della vaccinazione del
vaiolo, “presentavano
mutazioni cromosomiche nei leucociti”.
Gli
autori di questa ricerca conclusero che la
vaccinazione del vaiolo ha un "effetto
mutagenico" sui cromosomi umani.
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Cos’è una pandemia
Per pandemia si intende la diffusione di una
patologia in più aree geografiche del mondo, con
un alto numero di casi gravi e una mortalità
elevata. Oltre alla spagnola, nel Novecento si
ricordano altre tre gravi pandemie influenzali:
la “asiatica” (H2N2) del 1957-60 (un milione di
morti), la “Hong Kong” (H3N2) del 1968 (900mila
morti) e la “russa” (più lieve) del 1977. Ma la
spagnola fa davvero storia a sé.
Perché “spagnola”
L’influenza venne chiamata spagnola perché si
diffuse inizialmente nella penisola iberica, ma
in realtà viene portata nel Vecchio Continente
dalle truppe statunitensi che a partire
dall’aprile 1917 confluiscono in Francia a
seguito dell’entrata nel conflitto degli Usa. È
proprio dalle biopsie di alcuni militari
americani deceduti per l’influenza che i
ricercatori hanno potuto ricavare dei frammenti
del virus e studiarlo alla luce delle attuali
conoscenze.
La diffusione del virus
Torniamo al 1918. Il conflitto dura ormai da
quattro anni. È una guerra di posizione:
milioni di militari vivono ammassati sui vari
fronti, in trincee anguste con condizioni
igieniche terribili. Proprio questa promiscuità
favorisce la diffusione del virus. In sei mesi,
tra la fine dell’ottobre 1918 e l’aprile 1919 la
“spagnola” colpisce un miliardo di persone
uccidendone almeno 50 milioni: circa 375.000 (ma
alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia.
La Prima Guerra Mondiale aveva appena ucciso
dieci milioni di persone, quasi esclusivamente
militari.
La “spagnola” mette ko un’Europa già in
ginocchio.

Il tasso di mortalità è spaventoso:
in alcune
comunità raggiunge il 70 per cento.
I sintomi erano tosse, dolori lombari, febbre.
Poi i polmoni cominciavano a riempirsi di sangue
e la morte poteva arrivare in pochissimi giorni.
Va tenuto presente che non esistevano gli
antibiotici (la penicillina verrà scoperta da
Alexander Fleming soltanto nel 1928) e che
inizialmente non viene compreso di che malattia
si tratti.
La “spagnola” sul fronte italiano
In Italia il primo allarme viene lanciato a
Sossano (Vicenza) nel settembre del 1918, quando
il capitano medico dirigente del Servizio
sanitario del secondo gruppo reparti d’assalto
invita il sindaco a chiudere le scuole per una
“sospetta epidemia di tifo”. Di lì a poco scatta
l’emergenza. Ma la “spagnola”, pur uccidendo
moltissimi soldati italiani, colpisce
maggiormente l’Austria-Ungheria che conterà
circa due milioni di morti.
Tra i soldati austriaci, in particolare,
l’incidenza della mortalità è quasi tripla
rispetto ai soldati italiani.
Questo perché i soldati dell’Impero
austro-ungarico erano impegnati su più fronti (a
Sud con l’Italia, a Ovest con la Francia) e
quindi esposti a più fonti di contagio. E anche
perché la dieta alimentare dell'esercito
austriaco era a base di carne, più energetica ma
meno immunitaria di quella dell’esercito
italiano, più povera ma più vitaminica, basata
su verdure e frutta. È interessante notare come
la storiografia tedesca attribuisca a questa
diversa incidenza della “spagnola” la causa
della sconfitta finale. In Italia, al contrario,
questo aspetto non è mai stato molto
approfondito.
La strage di civili
Terminata la guerra la “spagnola” si diffonde su
tutto il territorio nazionale. I reduci tornano
a casa, trasmettendo il virus nelle case. Non è
mai stato possibile quantificare con esattezza
né il numero delle vittime né quello dei
contagiati. I morti – come abbiamo visto -
furono almeno 375.000. La popolazione di alcuni
paesi fu praticamente sterminata.
Un esempio: a Vallecorsa (Frosinone), i mesi
della “spagnola” sono ancora oggi ricordati come
“l’epoca dei funerali”. I morti erano così tanti
che le funzioni venivano celebrate anche di
notte ed era un continuo via vai tra il paese e
il cimitero.
Tratto da:
http://www.ilcassetto.it/notizia.php?tid=304
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vaccini, leucemia e linfomi +
1.000
studi sui Danni dei Vaccini
+ Storia
dei vaccini
1. Bichel, "Linfoadenite post-vaccinale che
progredisce in un caso di Hodgkin", Acta Med
Scand, 1976, Vol 199, p. 523-525
2. Stewart AM, "Eziologia della leucemia
infantile", The Lancet, 16 ott. 1965,
2:789-790
3. Glathe H, "Evidenza di attività
cancerogena del substrato vaccinale",
Development Biol Std, 1977, 34:145-148
4. Bolognesi DP, "Potenziale virus della
leucemia da vaccini", Canad. Research, feb.
1976, 36(2): 655-656
5. Colon VF, "Necrosi vaccinale quale chiave
di linfoma linfatico", Geriatrics, dic.
1968, 23:81-82
6. Park-Dincsoy H, "Scomparsa dei linfociti
in un caso di cancrena vaccinale", Laval Med,
gen. 1968, 39:24-26
7. Hugoson G, "Comparsa di leucosi bovina a
seguito di vaccinazione Babesiosis", Bibl
Haemat, 1968, 30:157 161
8. Hartstock, "Linfoadenite post-vaccinale:
iperplasia del tessuto linfoide che simula i
linfomi maligni", Cancer, aprile 1968,
21(4):632-649
9. Allerberger F, "Un'epidemia di
linfoadenite suppurativa connessa con
vaccinazioni BCG in Austria, 1990/1991",
Am Rev Respir Disorder, agosto 1991, 144(2) 469
10. "Tumori maligni come complicazione
ritardata di vaccinazioni", Arch Derm, Vol
98, 1968
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
VACCINAZIONI = EPIDEMIE (Aids,
Ebola, ecc.)
L’Apocalisse sta per scatenare la morte su
coloro che non sono in armonia con le Leggi
della Natura.
Lunedi 11 Maggio 1987 “Il TIMES”, articolo in
prima pagina su:
Il Vaccino
per il
vaiolo avrebbe provocato l'indebolimento
immunitario delle popolazioni del
centro Africa e le successive
vaccinazioni in quei luoghi, hanno fatto
"scoppiare" l' epidemia di
Aids...
L'Aids
e' stato propagato con il VACCINO per la Polio
in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf
dal testo si evince che, dai rapporti segreti ma
ben documentati della Commissione Globale per la
certificazione dello eradicamento del Vaiolo,
(documenti
OMS non divulgati) si ha la conferma del
sospetto comune a molti autorevoli scienziati
nel mondo secondo cui, ove negli anni 1970-80
sono state praticate le vaccinazioni contro il
Vaiolo e cioè in 7 stati del centro Africa:
Zaire (popolazione di 37 milioni di persone),
Zambia (20 milioni), Tanzania (15 milioni),
Uganda (11 milioni),
Malawi (8 milioni), Ruanda (3,5 milioni),
Burundi (3,3 milioni), in quelle nazioni e non
nelle altre ove non si sono vaccinate le
popolazioni, è comparso solo 4 o 5 anni
più tardi l’Aids in modo epidemico tanto da aver
assunto carattere endemico solo in quegli stessi
stati.
Non solo, ma in condizioni termiche particolari,
cioè nei paesi caldi, le mutazioni virali e
batteriche si attivano molto più facilmente che
nei paesi a temperatura più bassa, oltre al
fatto che l’igiene, per la mancanza di acqua e
di strutture adatte che la distribuiscono in
quei paesi, è notoriamente scarsa se non
addirittura inesistente.
Queste le principali motivazioni per cui il
terreno (i liquidi dei corpi degli esseri
viventi) si modifica divenendo la culla ideale
per virus e batteri che innescheranno processi
di distruzione dell’ospitante.
Persino fra i militari USA che hanno partecipato
alla guerra del Golfo si è scatenata un’epidemia
mortale (4.500 morti) procurata dai vaccini
inoculati (4 vaccinazioni) prima di partire;
altri 15.000 soldati sono rimasti handicappati
più o meno gravemente e circa altri 20.000
accusano malattie le più varie.
Fra i militari Italiani e Francesi, che non
hanno seguito quelle “pratiche sanitarie”, la “Sindrome
del Golfo” NON è comparsa.
Per depistare l’origine vaccinale, i medici
militari hanno chiamato in causa ipotetiche armi
chimiche di Saddam, che come è noto non ha mai
potuto usare perché distrutte fin dai primi
giorni di guerra.
31 Gennaio 1999 da Il Manifesto
-
"
Uno strano vaccino prima di partire, ora ci
ammaliamo noi e le nostre famiglie".
Militari Usa reduci dal
Golfo
denunciano il
Pentagono, che risponde: "Malattie inventate,
sono psicopatici".
Il manifesto, dopo
l'intervista del 24 dicembre 1998 al regista
Alberto D'Onofrio autore del documentario "La
sindrome del Golfo" girato nelle caserme
Usa, continua la sua campagna contro
l'oscuramento del video da parte della Rai che
lo ha prodotto.
Herberth Smith (veterano
del Golfo):
"Hanno detto ai miei dottori civili che io
ero un pazzo e che fingevo di essere malato, che
mi tagliavo ogni notte per provocarmi l'anemia e
che mi alzavo la temperatura corporea in modo da
provocarmi una febbre alta".
Dott. Esa: "I pazienti
affetti da tale forma di disfunzione del sistema
immunitario hanno danni agli organi interni
causati dai propri globuli bianchi. Abbiamo
scoperto che con cure molto aggressive come la
chemioterapia si può ridurre l'attività di quei
globuli bianchi. Nel suo caso la causa sembra
essere quasi sicuramente una reazione ad un
vaccino".
Dott. Pam Esa: "C'erano
molti veterani che erano pronti a partire per il
Golfo ma poi non furono mai mandati in guerra.
Questi
soldati ricevettero comunque il vaccino
intramuscolare ma non lasciarono mai il Paese e
molti di loro si sono ammalati o hanno avuto
figli con le tipiche deformazioni come la Golden
Hart Syndrome.
Ai veterani non è stato
mai detto quali tipi di vaccini venivano loro
somministrati ed ho saputo che da una base
militare sono
sparite 10.000 pagine di
documentazione relative a tali
vaccini".
Anche in Italia si
pone un problema simile:
vedi
Uranio impoverito ? NO sono i VACCINI
Vi sono centinaia di giovani militari italiani
che ogni anno si ammalano di strane malattie
(meningiti, leucemie, cancri, ecc.), e le
autorità militari sanitarie cercano di scaricare
la colpa sul fatto che alcuni di loro (solo ¼
dei malati) sono stati inviati in zone dette a
rischio come il Kossovo e Bosnia ove per causa
della guerra le zone interessate sono piene di
proiettili all’uranio impoverito.
Questi militari è noto
non hanno mai maneggiato personalmente quel tipo
di materiali, che sono sparsi sul terreno e
che se fossero così pericolosi, potremmo trovare
le stesse malattie sulla popolazione civile ivi
residente, ma ciò non è avvenuto né avviene,
evidentemente questi materiali non sono cosi
pericolosi come si vuol far intendere, per poter
depistare l’attenzione dai reali pericoli delle
pluri vaccinazioni (35 vaccini) che quei poveri
militari hanno dovuto subire sulla loro pelle da
quando sono nati.
Una
circolare del Ministero della Difesa Italiano
consegnata alla commissione di indagine
costituita dal governo in carica, contiene delle
disposizioni che fanno riflettere:……si proibisce
agli investigatori di effettuare indagini sulla
popolazione autoctona, ma e solo sui militari
italiani ! Siccome è noto che
l’uranio impoverito NON produce danni simili ed
a breve scadenza come invece avviene, si
cercherà di indurre l’attenzione su altre piste,
(non quella vaccinale che ne è la causa) oppure
non avendole si invocherà la “ragion di stato” e
si bloccherà ogni ricerca della verità.
vedi:
Interrogazione Parlamentare 1 +
Interrogazione Parlamentare 2
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ancora un poco di cronistoria sui vaccini:
Nel Rinascimento una tecnica sanitaria allora in
uso e che si chiamava “Isopatia” cercava di
curare ogni malattia utilizzando i suoi stessi
prodotti come: pus, essudato ecc. ed al tempo
delle epidemie di vaiolo le tecniche di auto
inoculazione erano praticate in tutti i paesi
(ecco perché il vaiolo fece milioni di morti);
hanno seguito le indicazioni dei medici.
L’organizzazione della tecnica sistematica della
vaccinazione per il Vaiolo fu il risultato
dell’opera di un pedicure e barbiere apprendista
farmacista, di nome E. Jenner.
Egli ricevette dallo stato Inglese una grossa
somma in denaro (30.000 sterline di allora) per
iniziare le vaccinazioni, ma pochi anni dopo le
devastanti epidemie di vaiolo misero fuori legge
le tecniche da lui sostenute.
Le autorità smisero di praticare la vaccinazione
e continuarono sempre più ad isolare gli
infettati; pensando che isolandoli avrebbero
evitato l’aumento dei casi; (naturalmente
l’aumento vi fu comunque, in quanto il problema
non stava nella trasmissione della patologia da
malato a malato, ma solo nell’autoproduzione nei
corpi delle persone che avevano quel tipo di
terreno adatto alla manifestazione di quella
malattia, gli altri non si ammalavano anche se
erano a contatto con coloro che erano malati.
Il declino del vaiolo sia nelle nazioni ove si
era praticata la vaccinazione, come in quelle
ove la vaccinazione non era avvenuta indusse un
certo ripensamento nelle autorità delle nazioni
stesse. Infatti esse si resero conto che il
mutare delle condizioni igienico alimentari
delle popolazioni era la causa della diminuita
virulenza delle epidemie.
Altro personaggio noto per le vaccinazioni fu
Louis Pasteur che
non era medico ma un chimico; poiché
sulla sua correttezza professionale si sono
avanzati grossi dubbi, persino da parte dei
suoi assistenti (plagiò
delle ricerche di altri), è evidente che
il suo posto nella storia deve essere ripensato
e rivisto.
Cosi' si legge nel volume, di recente
pubblicazione "The private science of Louis
Pasteur": (storico della scienza americano,
il prof. Gerald Geison della Princeton
University): egli si è preso la briga di andare
a spulciare i 102 blocchi di appunti scientifici
privati di Louis Pasteur; e cosa ha scoperto ?
ha scoperto che il "grande" della chimica era un
bugiardo spesso e volentieri e rubacchiava
scoperte altrui; il vaccino per il carbonchio,
per esempio, che lui usò su delle pecore in una
dimostrazione pubblica, era frutto degli studi
di un suo concorrente, Jean Joseph Joussaint.
Quanto al vaccino della rabbia, ad una madre che
gli aveva portato il figlio morsicato da un cane
(che doveva per forza essere "rabbioso", secondo
la convinzione diffusa) spiegò che aveva
sperimentato già su 50 cani una sua infallibile
cura. Falso: dagli appunti, Geison scopre che
non aveva mai fatto esperimenti del genere.
Il dott. Charies W. Dulles, medico di Philadelfia e libero
docente dell'Università della Pensylvania, ha
dichiarato: “Posso dire che in trenta anni di
pratica le cui esperienze nel trattamento di
persone che sono state morse da cani ritenuti
rabbiosi non mi hanno fornito un solo caso in
cui la persona abbia contratto l'infezione, e io
probabilmente ho visto piu' casi di cosiddetta
idrofobia di qualsiasi altro medico”.
Infatti i medici che per la prima volta si trovano di fronte
a un presunto caso di rabbia, si lagnano di non
avere precedenti su cui basarsi.
Pasteur era arrivato alla conclusione nelle sue
“ricerche”, che per ogni malattia vi dovesse
essere il capro espiatorio “l’agente patogeno”,
(analogicamente al pensiero religioso cristiano
che è molto simile).
I ricercatori come Koch e
Pasteur hanno avuto a che fare con
situazioni sperimentali artefatte piuttosto che
con eventi naturali e questi non si possono
assolutamente riprodurre in laboratorio in modo
naturale; questo discorso vale anche per i
moderni ricercatori di vaccini, tutte le loro
tecniche sono innaturali e non assomigliano per
nulla a come si comporta la Natura per creare le
condizioni patologiche; infatti è insita in ogni
esperimento una qualche manipolazione, ma sopra
tutto sono le limitazioni delle condizioni
reali.
Sono stati per esempio i primi lavori di Pasteur
su latte, birra, vino, ecc., a condizionare il
suo pensiero; egli sapeva che un particolare
germe inacidiva il latte od un germe fermentando
mutava il succo d’uva in vino e poi in aceto;
pensava che come un barile di birra il corpo
umano fosse alla mercé di microrganismi estranei
che potevano causare le malattie come la
fermentazione del vino, latte o birra; questo
senza sapere che l’organismo umano ha insito in
lui le difese del Sistema Immunitario (che il
barile di birra di Pasteur non aveva) ed un
programma mentale fisiologico per evitarle,
sistema messo a punto da madre natura in milioni
di anni di conoscenza ed esperienza; infatti
quando un batterio viene somministrato ad un
animale od ad un uomo accade spesso che esso
provochi un malattia che clinicamente non
assomiglia a quella originaria e naturale;
infatti le reazioni dell’organismo ed i suoi
sintomi sono diversi.
"Non tutti gli scienziati hanno però distorto i
fatti, come il propugnatore del vaccino del
Vaiolo,
E. Jenner", dice il prof. Greenwood sul “The
Lancet” (2 febbr. 1923)
tanto che da 150 anni
la vaccinazione è ancora un problema molto
discusso, (eccetto che in Italia ed in
Francia).
Il dott. Carl Simonton scrive nel “Dimensions
of Healing Symposium” (UCLA 1972) sulle
difficoltà incontrate dal medico che è soggetto
alle pressioni con cui i colleghi vogliono
indurlo alle pratiche correnti ed a non
discostarsene anche se la sua coscienza
lo spinge a farlo: “Addentrandomi
nella medicina, scoprii che era molto difficile
aiutare la gente nel modo in cui avrei voluto
essere capace di fare... Sono certo che molti
miei colleghi hanno conosciuto la mia
stessa esperienza quando hanno scoperto che
il massimo che potevano fare era assai meno di
quanto avrebbero sperato. Ma il medico è
soggetto alle pressioni delle idee correnti ed a
limitazioni tradizionali che gli vengono da lui
stesso e dalle persone da cui impara..... gli
hanno insegnato che il medico deve avere sempre
ragione dato che un suo errore può mettere in
pericolo la salute del paziente... la paura che
questo possa accadere lo rende ossequiente agli
insegnamenti medici “ufficiali”
che gli sono stati impartiti.
Esita a pensare con la sua testa... Il pensiero
di noi medici è dominato da questo fatto e nel
corso di questi ultimi anni vi è sempre più la
prassi di continuare con i paraocchi sotto la
tremenda oppressione della paura”.
Ecco le confessioni di un vero medico;
evidentemente anche il dottore è un uomo
dominato dai sentimenti come qualunque essere
mortale, egli dunque NON è INFALLIBILE
come vuol far credere, sì perché egli crede e
vuol far credere di avere sempre ragione, per
potere avere il carisma (controllo psicologico)
sulle persone.
Tratto dagli studi sull’aids del dott. F. Franchi di trieste
(Italy):
“Bene, tenendo presenti questi aspetti teorici non
marginali, è interessante ricordare di cosa sono
stati accusati nel 1991, Robert Gallo del
National Cancer Institute di Bethesda (USA) e
Daniel Zagury, dell'università parigina
Pierre-et-Marie Curie.
Avevano sperimentato su bambini dello Zaire un vaccino
ottenuto per esperimenti sulle scimmie, "nel
massimo segreto".
Zagury si difese dalle accuse della comunità
scientifica occidentale affermando che aveva
ottenuto "il pieno supporto del comitato etico
zairese" !
Si può rimanere esterrefatti da simili affermazioni, ma
Zagury si dimostrò presto ancora più disinvolto,
sempre con la collaborazione di Gallo: almeno
due pazienti con Aids da loro trattati con un
vaccino sperimentale morirono per complicazioni
legate al trattamento sperimentale.
Queste gravissime accuse sono sostenute dalle prove raccolte
da un dermatologo francese, Jean Claude
Guillaume, il quale aveva visitato un paziente
che presentava delle lesioni necrotiche inusuali
alla pelle; Guillaume non era stato in grado di
effettuare una diagnosi, ma aveva fatto
fotografie e preso dei campioni, che erano stati
conservati. Il paziente era morto.
Il mistero si era approfondito quando, alcuni
mesi dopo, Guillaume aveva saputo da un collega
che questo ultimo aveva visto un caso identico,
anche quello fatale. Tutto gli si chiarì quando
trovò una copia della rivista medica "The
Lancet" in cui si parlava dell'esperimento di
Zagury (e di ben altri 13 luminari, Gallo
compreso), che consisteva nell'utilizzare, come
vettore delle proteine dell'Hiv, un altro virus,
processato geneticamente e inattivato.
Immediatamente capì che quelle lesioni erano da 'vaccinia
gangrenosa' (provocata – in immunodepressi – da
virus del vaiolo vivo). Zagury, che
allarmato telefonò a Guillaume, assicurò che i
virus utilizzati in quegli esperimenti erano
stati inattivati e l'ipotesi del dermatologo era
assolutamente impossibile.
Ma i risultati dello studio istologico dei tessuti
dimostrarono la presenza di virus vaccinico
nelle cellule epiteliali del paziente
confermando quanto sospettato.
Bene, nel rapporto preliminare (pubblicato nel luglio 1990 su
"The Lancet", appunto, si era precisato che una
morte e 6 infezioni opportunistiche erano
avvenute nel gruppo di controllo mentre nessuna
complicazione e tantomeno decessi venivano
menzionati nel gruppo dei vaccinati.
Oltre all'inganno della relazione fraudolenta, bisogna
osservare che i due incidenti (da mancata
inattivazione del virus) sono troppo strani per
essere considerati dei semplici incidenti, primo
perché sono avvenuti in laboratori altamente
specializzati e con personale esperto, secondo
perché sono avvenuti a mesi di distanza l'uno
dall'altro. Questi elementi assommati alla
mancanza di scrupoli etici degli autori,
inducono inquietanti interrogativi e gettano
ombre sinistre sul mondo e sul modo della
ricerca medica. Infatti, se in quei laboratori
al massimo livello non sono stati capaci di
inattivare il virus vaccinico in più di
una occasione, dimostrando una incompetenza e
una leggerezza incredibili, di chi possiamo
fidarci?
Non dimentichiamo che ancora qualche anno dopo, Gallo aveva
sostenuto a una conferenza sul tema che "l'unico
modo di capire se un vaccino funziona è provarlo
sul campo" (ovvero sperimentarlo su popolazioni
del terzo mondo, impossibilitate a dare un
valido consenso informato, anche se le premesse
teoriche e sperimentali sugli animali sono
pessime).
Che non ci fosse nessun convincente appiglio teorico, come
dicevamo, per poter sostenere le diverse
sperimentazioni sugli umani, lo confermava a
chiare lettere Dani Bolognesi, un collega e
amico di Gallo, alla medesima conferenza tenuta
nel 1994. Secondo l'esperto, il vaccino era "in
un pantano"sia dal punto di vista della ricerca
che dei risultati! Per inciso, ora siamo alla
fine del 1999 e il vaccino non c'è ancora,
nonostante i ricorrenti ottimistici annunci.
Tornando a Gallo e Zagury, che conseguenze hanno
avuto per la loro condotta ? Hanno continuato a
essere ospitati sulle principali riviste
scientifiche, a proporre i loro esperimenti e a
pontificare come niente fosse accaduto”.
Quindi come vediamo siccome le vaccinazioni sono
il risultato non di ricerca scientifica, ma di
empirismo e sfruttamento industriale
farmacologico, quindi di potere, che siano RESE
almeno FACOLTATIVE anche in Italia e Francia ed
in tutti gli altri paesi del Mondo ove sono
state rese obbligatorie, così ognuno potrà
giustamente scegliere come prevenire e curarsi
(con la scelta del tipo di prevenzione e di
terapie atossiche) in caso di malattia, secondo
il detto: “La Salute
è mia e la gestisco IO”
Una ricerca pubblicata sul “New England
Journal of Medicine” (GEN. 1984) ha
evidenziato una variazione del rapporto fra i
linfociti T (helper suppressor)
fra il terzo e
l’undicesimo giorno dalla vaccinazione,
nel 50% dei soggetti indagati.
Sebbene queste variazioni fossero momentanee,
una importante modifica del Sistema Nervoso ed
Immunitario è stata osservata, dando
la possibilità di poter intravedere i meccanismi
nella patogenesi dell’aumento delle risposte
chiamate “allergiche”.
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ALTRE CONSIDERAZIONI sui DANNI dei VACCINI
Nel “Japan Journal of Medical School of
Biology” il dott. Yasuyuki fa capire che la
virulenza del vaccino della polio Sabin viene
incentivata dalla alta temperatura febbrile
corporea nei vaccinati; “è sopra tutto
nell’intestino egli dice, che si formano le alte
temperature adatte alla mutazione dei virus
vaccinali e dei contaminanti in essi contenuti,
che magari rimangono latenti per lunghi periodi
nel corpo umano e poi esplodono all’improvviso
generando disastri”.
Dall’esame di feci in soggetti vaccinati in
Giappone, si è scoperto che i ceppi analizzati
in provetta mostravano un grande
accrescimento alla neuro virulenza.
“Medicine et Hygiène” 1977, i dott.
Kemple, Burks e colleghi, hanno trovato nel
liquido cefalo rachidiano di pazienti affetti da
SEP un numero di anticorpi al virus vaccinale
più elevato che fra soggetti non malati di SEP.
Gli studi epidemiologici mettono in causa anche
il vaccino per il morbillo e quello per il
vaiolo, come possibili agenti della SEP; anche i
sieri di origine equina sono indicati come
veicoli che favoriscono la SEP “World
Neurology” n. 2 1961.
Malgrado che tutte queste notizie provengano da
fonti anche scientifiche, da trent’anni si
continua a vaccinare ed anzi si vogliono
introdurre altre vaccinazioni; è evidente, si
tiene conto più dell’interesse economico dei
produttori di vaccini che della salute delle
popolazioni del mondo.
Un recentissimo esempio: nelle nazioni del
Centro Sud America, l’OMS ha varato ed
effettuato campagne di vaccinazioni in massa,
ebbene dopo circa 4 anni in queste stesse
nazioni è scoppiata un’epidemia di colera che va
espandendosi. Questi gravi fatti epidemici,
avverranno in ogni nazione ove si diffonderanno
le campagne di vaccinazione di massa.
Pochi sanno per esempio che il “vaccino della
polio Sabin” è stato preparato e fabbricato su
colture chiamate “HeLa”; sapete come sono
state “fabbricate” queste colture “HELA”
? da cellule prelevate nel 1951 da una donna
nera sottoposta a biopsia in quanto
dichiaratamente affetta da un CANCRO maligno,
male del quale è morta qualche mese dopo il
prelievo.
La donna nera si chiamava HEnriett LAcks,
nome dal quale per contrazione si trae “HeLa”!
queste colture sono state sottoposte a
moltiplicazione cellulare e per 2O anni sono
state fornite dalla solita multinazionale
americana a tutti i laboratori di ricerca
farmacologica del mondo !
Su queste HeLa sono stati “testati” all’insaputa
di tutti i “tecnici” che credevano di avere
colture per esempio di “rene di macaco” o di
altri tipi di colture animali, per il controllo
e la produzione di farmaci e vaccini; molti dei
“contaminanti” contenuti in tutti vaccini o
sieri che causano gravi controindicazioni
vaccinali, provengono da questa coltura, gli
altri dalle altre colture dalle quali si
producono e si testano gli stessi.
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Ritorniamo al problema delle statistiche
vaccinali:
Controllate sempre le affermazioni di questi
scienziati ricercatori che non conoscono o non
controllano nemmeno le statistiche preparate dai
loro colleghi; verificate con i vostri occhi,
controllando i grafici forniti dai vari
Ministeri della Sanità dei vari stati che
avevano reso obbligatorie le vaccinazioni per
vaiolo, difterite, poliomielite, epatite B,
tetano, Tbc, ecc., con quelli degli altri stati
nei quali le vaccinazioni NON erano
obbligatorie e scoprirete come quelle malattie
sono scomparse o ridotte al minimo lo stesso,
SENZA le vaccinazioni; in certi paesi l’inizio
delle vaccinazioni di massa coincide addirittura
con una nuova e più forte recrudescenza della
malattia (i cosiddetti picchi) che poi ritorna
ai suoi valori di caduta naturale; per ultimo
mettete a confronto quei grafici prodotti dagli
stati che avevano reso obbligatorie le
vaccinazioni e scoprirete che in alcuni casi
essi li hanno addirittura falsificati per far
quadrare i tempi della scomparsa della malattia
con l’introduzione del vaccino !
Lo abbiamo scoperto mettendoli a confronto con
quelli ricontrollati dai nostri tecnici con un
computer utilizzando gli stessi dati. Vedi
Dati ISTAT sui Vaccini
Per falsificare i risultati e le letture dei
grafici, basta per esempio prendere solamente 1
o 2 anni prima dell’introduzione delle
vaccinazioni di massa e si potrà senza
falsificare i dati, dare un’interpretazione
diversa al grafico, facendo vedere che la
vaccinazione ha debellato la malattia, ma se si
prendono in considerazioni almeno 10 anni prima,
ci si accorge allora che la malattia stava già
decrescendo naturalmente e velocemente, andando
verso il suo finire naturale e che le
vaccinazioni sono
state ininfluenti sull’andamento della sua
scomparsa, anzi in alcuni casi hanno rallentato
il suo declino naturale.
In Italia (unico stato al mondo - anno 1991) è
stato introdotta per legge, la vaccinazione
dell’Epatite B per i piccoli nel primo anno di
età e nel dodicesimo, (questo perché dicono che
la vaccinazione “copre” tutta la vita invece già
sappiamo che non è vero) con la scusa che
muoiono 9.000 persone di cirrosi epatica
all’anno, (distruzione del fegato) ma quello che
non si dice è che i certificati da noi
controllati ci hanno chiarito che quei
morti sono stati alcolisti ed il loro fegato non
era stato distrutto dall’epatite ma dall’alcol,
comunque le statistiche del Ministero della
Sanità ci dicono che nel 1989 solo 8514 persone
hanno contratto l’epatite B e sono state
ricoverate mentre solo 4 anni prima vi erano
stati 20104 casi, dal 1989 al 1991 sono
diminuiti della metà (4160) ed all’introduzione
della vaccinazione obbligatoria dell’ Epatite i
casi erano ancora diminuiti; ma tutte queste
bugie servono per far pressione sugli ignoranti
(cittadini e politici) per poterli schiavizzare
bene, spremendo allo stato miliardi di lire (le
nostre tasse sperperate) per queste campagne
vaccinali.
Ai lettori facciamo una profezia: in Italia fra
qualche anno vi saranno sicuramente delle nuove
epidemie gravi su tutti coloro che sono stati
vaccinati anche di Epatite B.
La malattia (Epatite) normalmente può non dare
sintomi (febbre, nausea, colorazione della pelle
di giallo, anni fa si chiamava anche itterizia,
ecc.) e perciò può passare completamente
inosservata ed in genere nella stragrande
maggioranza dei casi (98%) guarisce da sola,
lasciando nel corpo i cosiddetti anticorpi alla
tossina virale naturale, che garantirà una
protezione per tutta la vita, la stessa cosa
avviene anche per tutte le altre malattie, polio
compresa quando vengono vissute naturalmente.
Ovviamente se il cittadino conoscesse le
tecniche della Medicina Naturale non avrebbe in
ogni caso nessun problema, perché saprebbe
ai primi sintomi agire di conseguenza.
Possiamo star certi che tutte quelle nazioni
entro una generazione, vedranno aumentare le
malattie virali e quelle degenerative, infatti
già nelle popolazioni del Centro Africa ove
negli anni 1970/80 si è provveduto a vaccinare
intere popolazioni con il “vaccinia” (vaiolo),
solo 10 anni dopo nelle stesse popolazioni vi è
stata la più grande epidemia di AIDS, mentre
nelle popolazioni vicine che non si sono fatte
vaccinare, queste epidemie non esistono (vedi
Times del 12/6/87 o documenti interni e non
divulgati dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità, OMS) ed oggi solo in quegli stati, vi
sono epidemie di colera, tifo, ebola, ecc.
Lo stesso discorso vale per la Nigeria, da
quando sono iniziate le vaccinazioni di massa,
l’Aids ha iniziato a diventare un problema
gravissimo; idem per la Bolivia ed il Perù 7
anni or sono, sono iniziate le campagne di
vaccinazione su vasti strati di popolazione
organizzate, patrocinate e finanziate dall’OMS,
ebbene dopo pochi anni sono comparse epidemie di
colera, tifo ecc., che durano fino ad oggi.
Dall’articolo di “Times” (del 12/6/87)
“L’epidemia di aids potrebbe essere stata
provocata dalla campagna di vaccinazioni di
massa per eradicare il vaiolo”.
L’organizzazione mondiale della sanità, (OMS è
sempre stata al servizio delle potenti case
multinazionali della chimica e della
farmacopea), che eseguiva la 13a campagna
annuale, sta esaminando nuove prove scientifiche
che fanno pensare che l’immunizzazione con il
vaccino contro il vaiolo “vaccinia” sveglierebbe
l’insospettabile inattiva difesa immunitaria
dell’uomo contro la infezione da tossine virali
(HIV), sempre che quest’ultimo sia veramente la
causa e non le cadute globali del Sistema
Immunitario come noi sosteniamo, per via della
vaccinazione stessa.
Alcuni esperti dell’OMS ritengono che per
distruggere una malattia, un’altra sia stata
trasformata da una malattia endemica secondaria
del terzo mondo nella presente pandemica,
l’Aids; mentre molti dottori adesso accettano
che il “vaccinia” possa creare l’aids, essi sono
discordi sul fatto che sia stato il principale
catalizzatore dell’epidemia.
Ma un consulente dell’WHO (OMS) che ha aperto il
problema, ha detto al Times: ...pensavo
che fosse solo una coincidenza fino a
quando abbiamo esaminato le ultime scoperte
circa le reazioni che possono essere causate dal
“vaccinia”; adesso credo che la teoria del
vaccino contro il vaiolo sia la spiegazione
dell’esplosione dell’aids; ...infatti
è per delle ragioni che ancora sfuggono
ai“ricercatori” questi retrovirus (HIV e STLV)
possono essere riattivati e scatenare delle
manifestazioni patologiche, ma dopo periodi che
possono essere di molti anni o decine d’anni.
La stessa OMS ha affermato che nei paesi
tropicali vaccinati le epidemie di polio hanno
raggiunto valori vicino al 300 % in più rispetto
a prima delle campagne vaccinali. (vedi Medicine
et Hygiene 3/69).
Nel 1967 fino al 1980 l’OMS ha patrocinato le
vaccinazioni di massa su circa 100 milioni di
persone (Zaire, Zambia, Tanzania, Uganda, Malawi, Ruanda,
Burundi), oggi in quei paesi vi è la più alta
concentrazione di aids del mondo (vedi Pearce
Wright, responsabile scientifico del Times, 11/5/87).
In Italia il vaccino
Salk
venne introdotto a scopo sperimentale e
facoltativo nel 1956 ed i casi di Polio salirono
dai 2.723 del 1955 ai 3.485 ed aumentarono fino
a 8337 nel 1958 mentre il numero dei morti si
quintuplicarono fra il 1955 ed il 1958; la cosa
è estremamente grave per il fatto che fino al
1955 nelle statistiche apparivano anche casi di
paralisi temporanea pari al 90 % mentre nel 1955
e 56 solo quelli di paralisi permanente (vedi
Istat 1958).
Ma il fatto è ancor più criminale è l’aver
continuato le vaccinazioni facoltative fino al
1964 sul 5% della popolazione.
Fortunatamente la fase crescente della malattia
si è andata esaurendo malgrado la vaccinazione
Salk e quando è stato reso obbligatorio il Sabin nel
1966, i casi erano circa 2500 all’anno.
Da quella data i casi di epatite sono aumentati
da 3500 casi all’anno a 50.000 !!!! a
dimostrazione ulteriore che le vaccinazioni
producono epidemie/endemie.
Dal 2005 in Italia si e' sostituito il vaccino
Sabin con il Salk !
Vaccino della febbre gialla: eventi avversi
In Germania Occidentale sono morte 150 persone e
sono stati resi handicappati (encefaliti) 1500
bambini con la vaccinazione del vaiolo
negli anni 1969; sempre in Germania Occ. (ove
non vi è obbligo vaccinale dal 1974) sono state
presentate alle autorità Sanitarie e fino al
1986, n. 8.238 domande di risarcimento per danni
da vaccino; alla fine del 2000 sono diventate
circa 50.000.
In Francia l’Istituto Pasteur (produttore di
vaccini) nel 1981 (anno della scoperta del virus
dell’aids) aveva diffuso due vaccini
dell’epatite A e B preparati con sangue umano di
cui molti lotti sono stati più tardi risultati
essere infettati dal virus dall’aids (vedi
Corr. della Sera 11/10/92).
In Francia e Gran Bretagna si riferiscono gravi
aberrazioni cromosomiche in bambini che hanno
ripetuto più volte il vaccino del vaiolo (Mutation
Research 80 - USA).
In Gran Bretagna i medici A. Bradford e J.
Knowelden della London School dichiararono che
l’epidemia di polio del 1949, fu causata dalla
campagna vaccinatoria del mese precedente.
Fra il 1955 ed il 1980 sempre in Gran Bretagna
300 bambini sono stati dichiarati ciechi o
comunque con gravi anomalie cerebrali dopo
la vaccinazione (della difterite, tetano,
pertosse).
Nel 1977/79 il vaccino della rabbia ha causato
la morte per encefaliti del 50% dei vaccinati
nelle isole Celebes e Reunion.
Nel 1905 il tasso di mortalità dovuta al vaiolo
era, nelle Filippine, del 10%; dopo una
vaccinazione di massa, scoppiò un'epidemia che
colpì il 25% della popolazione, debitamente
vaccinata; ciò nonostante, le autorità
intensificarono le vaccinazioni.
Nel 1918 una gravissima epidemia uccise il 54%
degli abitanti, pur essendo vaccinati al 95%.
Manila, la capitale, dove tutti erano stati
vaccinati e rivaccinati, fu la più colpita: il
65,3%.
L'isola di Mindanao, i cui abitanti avevano
rifiutato il vaccino, fu invece la meno
toccata: l'11,4%.
Malgrado questi dati evidenti, la vaccinazione
del vaiolo continuò e, nel 1966, l'O.M.S. lanciò
una campagna mondiale che durò dieci anni e fu
abbandonata per la sua inefficacia.
In Nuova Zelanda 2.000.000 di persone sono state
vaccinate con il vaccino della polio Sabin; nel
1983 vi è stato un’enorme aumento di sclerosi a
placche, polinevriti, tumori al cervello; i
dottori M. Kushi e A. Jack hanno rilevato che il
35% dei bambini morti sotto i15 anni era per
tumore al cervello.
Australia: le vaccinazioni fatte sugli aborigeni
nel 1970/71 avevano portato la mortalità da
vaccinazione al 30/50% a seconda delle
zone, dott. Kolokerinos.
Il dott. R. Simpson dell’Università di Rutgers
afferma che “le vaccinazioni possono inquinare
l’uomo con RNA estraneo per formare dei provirus
latenti nelle proprie cellule; questo fenomeno
potrebbe provocare: artriti reumatoidi,
epilessie, sclerosi multiple, lupus erimatosi,
morbo di parkinson e forse il cancro”.
Germania, Marbourg 31 persone si ammalano e 7
muoiono; dalle autorità sanitarie che
minimizzano tutto e che tentano di non far
correre la notizia, viene accertato trattasi del
virus ebola arrivato con un carico di scimmie
dall’Uganda; i reni di scimmia verde africana
sono utilizzati per produrre i vaccini della
Polio Sabin.
1976 Sudan meridionale, dopo un anno dalle
vaccinazioni di massa, un’epidemia “sconosciuta”
uccide più di 150 persone; 1976 Zaire 300
morti (si accerta che il virus è identico a
quello trovato nella ditta produttrice di
vaccini di Marbourg in Germania).
1989 USA, in un’azienda (di vivisezione) di
Reston in Virginia, nel loro stabulario muoiono
tutte le scimmie con lo stesso virus (mentre in
libertà non muoiono), chissà perché ?
1990 alla Biocine produttrice di vaccini a Siena
in Italia devono uccidere tutte le scimmie
provenienti dalle Filippine perché stanno
morendo per il virus ebola, che però per le
scimmie in libertà è innocuo, perché ?
Ora nel 1995, in questi giorni assistiamo alla
recrudescenza di gravi epidemie (tifo,
gastroenteriti, febbre gialla, malaria,
dissenteria emorragica, shighellosi, peste
bubbonica, meningite, colera, ecc.), negli
stessi stati Africani pluri vaccinati, mentre
esse non esistono negli stati vicini che non
hanno avuto le vaccinazioni di massa,
determinate come ha confermato l’OMS
dal micidiale virus “Ebola”, perché questo ?
molto semplice: i vaccinati sono molto più
deboli degli altri ed hanno sempre latenti (per
i virus introdotti con le vaccinazioni)
problemi gastrointestinali, di conseguenza essi
sono immuno depressi.
Fra i colpiti ed i morti NON vi è stato nessun
bambino, ma solo adulti, perché ?
La risposta è che solo coloro che sono stati
vaccinati negli anni precedenti 1970-75 sono
rimasti colpiti perché più deboli, gli altri ne
sono per ora esenti.
Nel 1971 si venne a conoscenza di esperimenti
che dimostrarono la facilità di scambio di
materiale genetico fra batteri di specie
diverse, uomini, animali e piante.
L’ipotesi conseguente è che sia facile una
mutazione genetica di tessuti umani che poi
vengono riconosciuti come estranei ed attaccati
dal Sistema immunitario.
Nelle capre è presente anche il virus CAEV
(Caprine Artritis Encephalites), i tessuti di
quegli animali sono stati usati per produrre il
vaccino del vaiolo.
Nei cavalli è presente anche il virus EUAV
Equine Infection Anemy, i cui tessuti sono stati
utilizzati per produrre il vaccino del tetano.
I dottori J. Hoffman e H. Buttram
dell’Università cattolica di Washington hanno
scoperto che dopo la somministrazione del
vaccino del tetano negli adulti, vi è una
temporanea caduta di linfociti T (aiuto
soppressori) che raggiunge il minimo fra il
terzo ed il 14 esimo giorno dalla vaccinazione,
situazione caratteristica dell’aids, vedi
Mothering inverno 1985.
Su The Lancet 9/11/91 è apparso uno studio su 2
persone che hanno manifestato la sclerosi a
placche dopo 6 settimane dal vaccino dell’epatite
B (identica a quella utilizzata in Italia),
senza che vi fosse evidenziabile una qualsiasi
predisposizione dei soggetti.
Secondo l’OMS, già nel 1966 le epidemie di polio
nei paesi tropicali ha raggiunto valori
gravissimi fino al 300% dei valori precedenti
alla vaccinazione di massa effettuata qualche
anno prima.
In Europa nella CEE le Uniche nazioni con
l’obbligo delle vaccinazioni sono: Francia,
Italia (infatti sono anche le nazioni con più
malati di aids); il Belgio (per la sola
vaccinazione della polio); la Grecia nella quale
si sta tentando di rendere obbligatoria ogni
tipo di vaccinazione; ma l’unica nazione al
mondo che ha l’obbligo della vaccinazione
dell’epatite B è l’Italia, come potete osservare
siamo la nazione del mondo più progredita in
materia di sanità...
Vi chiederete perché? Perché in Italia ed in
Francia vi sono le industrie più grosse che
producono i vaccini e ne detengono i brevetti e
queste “condizionano” i ministeri della
In-sanità.
Altro primato della Francia e dell’Italia è
quello di avere in assoluto (nella UE) il più
alto numero di malati di
aids, questo
perché quegli ammalati sono sempre tutti quanti
stati vaccinati ed
il loro
sistema immunitario è più
debole di quelli
NON
vaccinati.
Nessuna indagine epidemiologica è effettuata su
coloro che hanno usato vaccini e sieri.
Nessuna ricerca è MAI stata effettuata, nei vari
stati del mondo, sulle gravissime conseguenze
delle vaccinazioni ! Si sta iniziando solo
adesso negli Stati Uniti ed in Italia da parte
di alcuni medici ricercatori - vedi: i lavori
del dott.
M. Montinari.
Recentemente alcuni autorevoli personaggi dell’OMS
hanno affermato che recenti ricerche su
statistiche preparate da medici delle forze
armate che “devono mantenere” le vaccinazioni
anche del vaiolo sulle matricole di leva, hanno
confermato che molti soggetti si ammalano
gravemente poco dopo le vaccinazioni, quasi
sempre di epilessie e meningite, alcune volte
questi muoiono, altri rimangono lesi per tutta
la vita, altri ancora si ammalano e muoiono
infine di aids e di leucemia, distrofia,
sclerosi, ecc..
Autorevoli giornali medicali ne hanno parlato,
ma la stessa OMS ha smentito tutto e
messo a tacere le
persone che avevano fatto trapelare
quelle gravi notizie.
Troppi interessi economici sono in gioco:
le Fondazioni dei grandi finanzieri
coproprietari con i grandi Banchieri
Internazionali delle molte multinazionali
della Chimica, gli industriali Farmaceutici,
la “Lobby” degli Ordini dei medici, le varie
associazioni degli ammalati che sono
sempre sottoposte al potere medico, gli stessi
Ministeri della “Sanità”, gli Istituti Superiori
di Sanità, le varie Commissioni Sanità o dei
farmaci, che non vogliono far conoscere al
cittadino che tutto quello che hanno fatto è
terribilmente sbagliato.
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