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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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CATTOLICESIMO e la sua INCOERENZA
 

Cattolicesimo + SBATEZZATEVI + CRISTIANI  e CATTOLICI 

Terrorismo, chiesa cattolica e codice penale
!
Articolo 402 Codice Penale:  
"Vilipendio alla religione dello stato; Chiunque pubblicamente vilipende la religione dello Stato è punito con la reclusione fino ad un anno."

Commento NdR: La Corte Costituzionale, con la sentenza N. 508 del 20 novembre 2000, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo articolo.

Pensate quanto odio il Codice Penale ha introdotto nella società civile.
La Costituzione, in vigore fin dal 1948 ha potuto rimuovere questa aberrazione dell'articolo 402 soltanto nel novembre del 2000.
L'articolo  402 del codice Penale ha terrorizzato le persone costruendo conflittualità sociale per 52 anni !
Non averlo rimosso prima, come avrebbe dovuto fare il Parlamento della Repubblica ha costituito un atto di terrorismo nei confronti delle Libertà fondamentali affermate dalla Costituzione Italiana.

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CHIESA PADRONA - UN FALSO GIURIDICO dai PATTI LATERANENSI a OGGI
Axteismo consiglia la lettura dell’ottimo saggio “Chiesa padrona - Un falso giuridico dai Patti Lateranensi a oggi” del costituzionalista Michele Ainis.
"Il Vaticano, nei confronti della Repubblica italiana, non sta certo con le mani in mano. Le usa entrambe: una per chiedere quattrini, l’altra per suonar ceffoni in faccia alla politica. Questo doppio registro si consuma all’ombra del diritto, anzi: l’alibi perfetto è la legge più alta, quella scolpita sulle tavole della Costituzione. Conviene allora dirlo con chiarezza: tutta questa ricostruzione è un falso giuridico... Non è vero che le ingerenze vaticane siano protette dalla libertà di parola o dalla libertà di religione; non è vero che il Concordato sia protetto dalla Costituzione."

La Chiesa cattolica attinge abbondantemente alle risorse pubbliche dello Stato italiano: ogni anno milioni di euro vengono dirottati dal governo centrale e dagli enti locali, che si sono fatti di recente ancor più solerti. Questo tuttavia non impedisce al Vaticano pesanti incursioni nella vita pubblica del nostro paese: è pressoché impossibile che un provvedimento legislativo venga approvato senza il suo benestare; e quando accade, le resistenze della Chiesa cercano di impedirne l’applicazione.
È una situazione abnorme, che trova il suo fondamento nel Concordato siglato l’11 febbraio 1929 da Pio IX con Benito Mussolini, che lo stesso pontefice aveva definito «l’uomo della Provvidenza». Quel patto venne accolto dalla Costituzione repubblicana attraverso l’articolo 7. Infine nel 1984 il Concordato fu rinnovato dall’accordo tra Craxi e Giovanni Paolo II.
Oggi il trattamento privilegiato di cui gode il Vaticano non ha più alcun fondamento giuridico, argomenta Michele Ainis: l’articolo 7 era una norma provvisoria, e oggi è un farmaco scaduto. Oltretutto quelle dei vertici della Chiesa si configurano come vere e proprie ingerenze di uno stato straniero nei nostri affari interni. Infine, in una società sempre più complessa, i privilegi concordatari creano inevitabilmente una disparità di trattamento rispetto a cittadini italiani che seguono altre fedi (e soprattutto a quelli che non si sentono affiliati ad alcuna chiesa).
Attento alla logica giuridica e alla storia, Chiesa padrona propone un nuovo fondamento al patto tra lo Stato italiano e il Vaticano. Un rapporto più limpido e corretto tutelerà in maniera più efficace la libertà e la dignità dei cittadini italiani; e aiuterà chi vuole davvero occuparsi della cura delle anime a farlo senza impastoiarsi nelle polemiche politiche.

By Michele Ainis insegna Istituzioni di diritto pubblico all’università di Roma Tre. Collabora alle principali riviste giuridiche italiane ed è editorialista della «Stampa». Fra i suoi libri, La legge oscura (Laterza, 1997); Se 50.000 leggi vi sembran poche (con i disegni di Vincino, Mondadori, 1999); Le libertà negate (Rizzoli, 2004); Vita e morte di una Costituzione (Laterza, 2006). Con Garzanti ha pubblicato anche Stato matto (2007).

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IL PRIMO ANNIVERSARIO del PONTIFICATO di RATZINGER
I cinquecento anni della basilica di S. Pietro
Ma È PROPRIO SECONDO le SCRITTURE dei VANGELI ? VEDIAMO

Pochi giorni fa si è celebrato il primo anniversario di papa Ratzinger con la solita invasione di folla e con la solita pompa: Ratzinger aveva gli stessi vistosissimi e preziosi paramenti di quando fu detto per lui l'"Habemus Papawm" e il corteggio dei cardinali, dei vescovi e dei preti era egualmente chiassoso di allora, così come era chiassoso lo scampanio.
Un mondanissimo e scandaloso "gloria in excelsis" celebrato non per la nascita di Gesu’, ma per l'elevazione al "soglio pontificio" di uno dei sedicenti vicari.
Poiché, come solito, qualcuno si sentirà offeso e violato nei propri sentimenti "religiosi" (molto spesso sinceri, perché inculcati precocemente nella sua mente) cerchiamo di vedere se tutto cio' è
fondato o no sulle Scritture, che la massa dei fedeli si contenta di sentirsele raccontare dai preti, o, se magari a volte tenta di leggerla, non puo' farlo che per trovare conferme di quanto gli hanno
inculcato.
Di lui disse bene il profeta: quando dichiara siffatti fedeli ciechi e sordi, pur avendo occhi ed orecchi.
Spero che dopo questa premessa che avrà disturbato non pochi, qualcuno, almeno "quel resto" di cui parla la Scrittura, colga l'occasione per togliersi i ceppi dell'indottrinamento interessato
e precoce e per usare quel bene che ci rende simili a Dio, e cioè l'intelligenza e la volontà di bene.
E allora, come altre volte, taglio e incollo dalla Bibbia di Gerusalemme, che reca l'imprimatur della chiesa cattolica: puo' darsi che qualcuno si accorgerà che qualcosa non torna.
Ecco: Matteo, Cap. 23.
Allora gesu' si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: "Sulla cattedra di Mose' si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono,  fatelo e osservatelo,  ma non fate secondo le  loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li mettono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte  le loro opere le fanno per farsi vedere dagli uomini: allargano i loro astucci della legge e allungano le frange dei loro mantelli; amano posti d'onore nei banchetti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze,  come anche sentirsi chiamare  'rabbi'  dalla gente". "Ma  voi  non  fatevi  chiamare  'Rabbi',  perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno 'padre' sulla terra perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E  non  fatevi chiamare 'maestri' perché uno solo è il vostro maestro. Il più grande tra voi sia vostri servo; chi invece si innalzerà, sarà abbassato;  e chi  si  abbasserà,  sarà innalzato".

E veniamo allora al cap. 4 del Vangelo di Giovanni, eccolo: "Arrivo'  intanto una donna di Samaria a prendere acqua.  Le disse gesu': "Dammi da bere". I suoi discepoli infatti erano andati in città  a  fare  provvista  di cibi. Ma  la Samaritana gli disse: "Come mai tu,  che sei giudeo,  chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana ?". I Giudei infatti non hanno buoni rapporti con i Samaritani. gesu' le rispose: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è  quello che ti  dice: 'Dammi da bere,  tu stessa saresti stata a chiedergliene ed egli ti avrebbe dato acqua viva". Gli disse la donna: "Signore,  tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva ? Sei  tu forse più grande del nostro padre Giacobbe che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge ?".
Rispose gesu': "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli daro',  non avrà mai più sete; anzi, l'acqua  che  io  gli  daro'  diventerà  in  lui  sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna". "Signore, gli disse la donna,  dammi di quest'acqua,  perché non abbia più sete e non continui a venire qui a prendere acqua". Le disse: "Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui". Rispose  la  donna:  "Non ho marito".
Le disse gesu': "Hai detto bene: 'Non ho marito, infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero".
Gli replico' la donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio su questo monte  e  voi  dite  che  è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare".
gesu' le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi  adorate quello  che  non  conoscete,  noi  adoriamo  quello  che conosciamo,
perché la salvezza comincia dai Giudei. Ma è giunto  il  momento,  ed è  questo,  in  cui  i  veri  adoratori adoreranno  il  Padre  in spirito e verità perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito,  e quelli che lo adorano devono adorarlo in  spirito  e verità". Gli  rispose la donna: "So che deve venire il Messia, quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa". Le disse gesu': "Sono io, che ti parlo".
In quel momento giunsero i suoi  discepoli  e  si  meravigliarono  che stesse  a  discorrere  con  una  donna"
.

Come si vede qui non si dice di adorare Dio, nei templi, come vogliono i preti, specie cattolici, che vi spadroneggiano: Essi hanno fatto dei templi le loro piazzeforti, o se vi piace meglio, lo loro trappole per acchiappare chi in loro crede e non in Dio.
Dio infatti va adorato "in spirito e verità" e non importa il luogo ma l'interiorità della coscienza e del cuore. Possibile che questo sia stato scritto inutilmente e che i pontefici romani possano annullarne il valore per loro tornaconto senza che Dio poi ne chieda loro conto ?

Ma ancora un'altra breve citazione, fatta con il taglia incolla dal Vangelo di Matteo. È breve ma significativa, sintesi delle sintesi del come i vangeli aboliscano tutti i luoghi di culto per pregare.
Eccola: "Quando  pregate,  non  siate  simili  agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze,  per essere visti dalla gente.  In verità vi dico: hanno già così ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece,  quando preghi,  entra nella tua camera e,  chiusa la porta prega il Padre tuo nel segreto;  e il Padre tuo,  che vede nel segreto ti ricompenserà
".

Dunque non in chiesa per fari vedere dei preti, che hanno il compito di poliziotti e di indottrinatori, mi sembra evidente.
Mi attenderei che chi non è d'accordo, che ama l'assetto cattolico, obiettasse qualcosa, servendosi,  ovviamente delle Scritture. Ma questa è forse un'illusione, almeno in un grande numero di casi.

Non insisto oltre, anche se potrei citare mille altri passi. Ma tanto - l'ho già ripetuto, il profeta diceva: hanno gli occhi ma non vedono; hanno le orecchie ma non odono."
Concludendo dunque sono certo di poter afferrare, che non esistono altri Padri, specie santi, all'infuori del Padre Celeste.
Il resto è menzogna, semente di satana, e che ne raccoglie e se ne ciba perché ha creduto senza accertarsi attingere alla fonti vive e per tutti disponibili.
Certo anche la Bibbia è stata violata dalla cupidigia degli uomini: ma per quanto essi abbiano potuto intorbidare le acque non hanno potuto sporcare quelle limpide e vive di cui parla il Vangelo di Giovanni più sopra citato.
Villa Rosa. domenica 23 aprile 2006
By Luigi Melilli - “tratturo” -  luigi_melilli@libero.it - Newsgroups: it.cultura.religioni

Commento NdR: E' di tutta evidenza la totale incoerenza fra cio' che dovrebbe essere il comportamento dei cristiani, secondo i loro scritti i vangeli, e gli attuali comportamenti delle piu' alte autorita' del cattolicesimo, "pretenziosi depositari" della verita' ed autonominatisi "rappresentanti di cristo in terra = vicarius filii dei".....
Preti ammalati d'Aids, suore molestate da preti e indotte ad abortire dagli stessi, preti gay in totale crisi esistenziale, ecclesiastici coinvolti in sordide vicende di pedofilia.
Situazioni umane di sofferenza che pochi conoscono, ma che sono il risultato della contraddittoria morale sessuale cattolica e dell'ipocrisia di facciata (definita "prudenza") della Santa Sede, che non nega i fatti perché non puo', ma ripete la prassi del "sedare", del "sopire". Sono avvolti nel mistero, nessuno ne parla, nessuno ne scrive.....
vedi:
  SBATEZZATEVI

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Preti Sposati ? Sì, grazie ! - Sono oltre centomila i preti sposati nel mondo.
Quel che è proibito a Roma è possibile ad Atene.
Una questione che sta facendo soffrire inutilmente moltissime persone.  Il timore è che l´esempio dei preti sposati di rito orientale contagi anche la Chiesa latina. Il caso ucraino. Le parole in libertà del neocardinale O´Brien

ROMA - Tra i nuovi cardinali che il 21 ottobre ricevono la berretta color porpora ce n´è uno pericolosamente loquace.

È lo scozzese Keith Michael Patrick O´Brien, arcivescovo di Saint Andrews ed Edinburgo.
Il giorno dopo che il papa aveva annunciato la sua nomina, ha parlato a favore del clero sposato, del clero omosessuale e della pillola contraccettiva. Creando in Vaticano una comprensibile irritazione.
Il 7 ottobre s´è rimesso in riga. Ha colto occasione dall´insediamento di un nuovo canonico nella sua cattedrale per recitare una solenne professione di fede, con la mano sopra la Bibbia. Al termine della quale ha recitato testualmente: "Io attesto che accetto e intendo difendere la legge del celibato ecclesiastico così come proposta dal magistero della Chiesa cattolica; io accetto e prometto di difendere l´insegnamento ecclesiastico sull´immoralità dell´atto omosessuale; io accetto e prometto di predicare sempre e dovunque cio' che il magistero della Chiesa insegna riguardo alla contraccezione".
Ma una settimana dopo s´è rimangiata la prima di queste tre promesse tornando a caldeggiare l´idea di un clero sposato. L´ha fatto in un´intervista al "Daily Telegraph". Nella quale ha detto che ai vertici della Chiesa è ora se ne discuta.
E a suo sostegno ha portato due fatti. Il primo è che "in molte delle Chiese orientali in unione con Roma c´è già un clero sposato". Il secondo è che "vi sono preti sposati anche in varie diocesi cattoliche dell´Inghilterra e del Galles".
Verissimo. Il secondo caso è quello dei preti con moglie e figli convertiti dall´anglicanesimo al cattolicesimo. Sono alcune decine in Gran Bretagna e in Nordamerica e il Vaticano bada che non abbiano incarichi di rilievo e se ne stiano nell´ombra.

Ma il primo caso è molto più cospicuo. I preti sposati di rito orientale sono alcune migliaia e il Vaticano teme - non da oggi - che essi trasmettano il contagio alla Chiesa d´occidente: se loro sono legittimamente sposati, perché non lo potranno essere anche i preti di rito latino?
Una prova delle contromisure che il Vaticano ha preso per fermare il contagio è in un passo compiuto la scorsa estate dalla conferenza episcopale italiana.
La Cei ha chiesto ai vescovi cattolici dell´Ucraina (nella foto, il papa a Leopoli) di non mandare più in Italia sacerdoti sposati, a prendersi cura delle migliaia di loro connazionali immigrati. E perché? Perché "creerebbero confusione tra i nostri fedeli".

La confusione deriverebbe proprio dal fatto che hanno moglie e figli. Mentre infatti i preti cattolici di rito latino sono obbligati a essere celibi, quelli d´oriente, pur cattolici anch´essi, sono per la gran parte sposati per tradizione antichissima. E finché gli uni e gli altri se ne stanno nei rispettivi paesi d´origine, al Vaticano sta bene. Ma appena i preti orientali sposati emigrano e si mescolano ai celibi, Roma entra in allarme. Il Vaticano ha chiesto agli episcopati d´occidente di alzare uno sbarramento e la Cei l´ha subito fatto, al pari di altri episcopati europei.

La Chiesa ucraina non l´ha presa bene. La quasi totalità dei suoi preti sono sposati, e quindi non più accettati in Italia. Ma c´è dell´altro. Accusano la Cei di usare due pesi e due misure, perché anche in Italia esiste da secoli un clero cattolico sposato, italiano, con tutti i crismi della legittimità. È quello delle diocesi di rito greco albanese, in Calabria, Basilicata e Sicilia. Di preti sposati queste diocesi ne hanno oggi una dozzina e se li tengono stretti. Sono parroci in paesetti di montagna, più un altro, Sergio Maio, che vive a Milano e dice messa in rito greco ogni domenica nella centralissima chiesa dei santi Maurizio e Sigismondo, in corso Magenta.

A metà del secolo scorso il Vaticano era riuscito a estirpare questa prerogativa delle diocesi greco albanesi in Italia. Finché nel 1970 il vescovo di Lungro degli Albanesi s´impunto' e riprese a ordinare preti sposati, com´era suo diritto. In sua difesa, in curia, intervenne il cardinale Johannes Willebrands. Ma non gliela perdonarono. Passi per i preti sposati di qualche sperduto paesino, ma a Roma, nel centro della cattolicità d´occidente, mai. Un diacono cinquantenne di Lungro, colpevole d´abitare a Roma con la famiglia, aspetta invano da vent´anni d´essere ordinato prete.

Pero' almeno i preti sposati italiani di rito greco sono tollerati. E allora perché non anche gli ucraini, o i romeni, o i polacchi ? In Polonia orientale c´è una vasta regione, la Galizia, col proprio rito e col clero sposato, con uno statuto d´intesa con Roma vecchio di quattro secoli. E cinque anni fa il cardinale Angelo Sodano intimo' a questi preti sposati di "far ritorno in patria", cioè in Ucraina, senza badare che essi erano sempre vissuti lì e semmai a spostarsi erano stati i confini, in seguito alla seconda guerra mondiale. In Vaticano si attivarono in loro difesa i cardinali Achille Silvestrini ed Edward Cassidy, e Sodano annullo' l´ordine. Ma la linea dominante in curia resta quella del "cuius regio eius et religio": niente mescolanze tra preti celibi e sposati nello stesso territorio.

Anche a costo di pagare prezzi salati, come è capitato in America. Nel 1912 Roma vieto' ai vescovi ucraini degli Stati Uniti e del Canada, là emigrati assieme a un milione e mezzo di loro connazionali, di ordinare preti sposati. L´imposizione provoco' un´autentica ribellione, che finì con un abbandono in massa della Chiesa cattolica e col passaggio alla Chiesa ortodossa. Quelli rimasti fedeli al papa si adattarono ad aggirare l´ostacolo con l´astuzia. Da allora gli aspiranti sacerdoti fanno ritorno in Ucraina, si sposano, diventano preti, e a cose fatte rientrano in America, col pieno consenso dei loro vescovi.

Anzi, da qualche tempo i vescovi ucraini e di rito melkita residenti in America non obbediscono nemmeno più al divieto del 1912, formalmente ancora in vigore. A osservare un analogo comando dei tempi di Pio XII sono rimasti, negli Stati Uniti, solo i ruteni. La questione è all´ordine delgiorno della congregazione vaticana per la Chiese orientali. Ma regnante Giovanni Paolo II, tenace difensore della regola celibataria, è difficile che Roma ceda.

Il loquace neocardinale O´Brien, evidentemente, già pensa al dopo.

Commento NdR: Ricordiamo che proprio nel vangelo nella 1° Lettera a Timoteo cap. 3: vers. 1-5 si afferma come cosa CERTA che il vescovo DEVE essere sposato ed avere dei figli !

Due associazioni svizzere riuniscono donne che amano preti cattolici e preti cattolici che amano delle donne:
Si chiama “Verein der vom Zölibat betroffenen Frauen in der Schweiz” (Associazione delle donne vittime del celibato in Svizzera, www.kath.ch/zoefra/), abbreviato ZöFra, ed esiste dal 2000. È un gruppo di donne, presieduto da Gabriella Loser Friedli (Università di Friburgo: www.unifr.ch/sr/de/mitarbeiter/FriedliG_de.htm) unite dal fatto di amare o di avere amato un prete cattolico.
vedi:
  SBATEZZATEVI

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PRETI SPOSATI
SAN PAOLO (Brasile, 2008) - Sono sempre di più i sacerdoti cattolici che chiedono una revisione della legge canonica che li obbliga al celibato, con un occhio a quanto avviene in diverse confessioni protestanti dove i pastori possono mettere su famiglia. Il dibattito è aperto da tempo e la stessa Chiesa sembra avere assunto in materia posizioni un po' meno rigide, anche se non ancora possibiliste.
L'ultimo appello arrivato a papa Benedetto XVI è dei preti brasiliani che hanno inserito la loro richiesta nel documento finale della loro convention nazionale, terminata martedì a Indaiatuba, nello Stato di San Paolo).

Il cardinale Claudio Hummes (Ansa)
Il DOGMA che NON C'E' - La sollecitazione sarà inviata alla Sacra Congregazione per il Clero, presieduta dal brasiliano Claudio Hummes, ex arcivescovo di San Paolo e che era stato uno dei papabili nel conclave in cui fu eletto il cardinale tedesco Joseph Ratzinger. E proprio il porporato brasiliano, grande amico del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, aveva detto subito dopo il nuovo incarico, che il celibato dei sacerdoti «non è un dogma» e che il calo delle vocazioni potrebbe indurre la Chiesa e «riflettere su tale questione».

OBIETTIVO FAMIGLIA - Nel documento inviato a Roma si chiedono due tipi di sacerdozio: il celibatario, che potrebbe essere obbligatorio per i religiosi che facciano voto di castità nei rispettivi ordini e congregazioni religiose; e il sacerdozio senza l'obbligo del celibato.
E si chiede anche che i vescovi possano ordinare i coniugati ritenuti degni del sacerdozio, e possano essere reintegrati nell'esercizio del sacerdozio quelli che lo abbiano abbandonato per formare una famiglia.

SACRAMENTI ai DIVORZIATI - Secondo quanto riferito al quotidiano spagnolo El Pais da un vescovo che non ha voluto rivelare il suo nome, in Brasile già da tempo laici sposati vengono ordinati sacerdoti: «Roma lo sa, ma chiede non sia reso pubblico». I sacerdoti brasiliani chiedono anche che si cambi la nomina dei vescovi per renderla più democratica; e che si consenta ai divorziati che si siano rifatti una nuova famiglia di accedere ai sacramenti.

Commento NdR: ....questi "cristiani" che non seguono neppure le indicazioni dei loro vangeli.....
Nella Bibbia - Nuovo Testamento - nella Prima Epistola di Paolo a Timoteo al cap. 3 verso 1 si afferma: "Questa e' una parola certa, se qualcuno aspira all'incarico di vescovo, egli desidera una cosa eccellente. Bisogna dunque che sia irreprensibile,, marito di UNA SOLA donna, sobrio, moderato, regolare nella sua condotta, ospitale, appropriato all'insegnamento. Occorre che non sia dedito al vino, ne' violento, ma indulgente, pacifico e disinteressato.
Occorrer che conduca bene la sua casa (famiglia) e che tenga i suoi figli in soggezione ed in perfetta onesta', perche' se uno non e' capace di amministrate bene la sua casa, come potra' avere cura della chiesa di Dio
"?

Come potete osservare la chiesa cattolica e' MOLTO ma MOLTO distante dai dettami dei primi cristiani....!
vedi:
  SBATEZZATEVI

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Un po’ di chiarezza sulle Crociate - Che cosa sono state le crociate ?
Per capire bene il significato delle crociate non è facile, perche' sono passati molti secoli, è cambiata anche la mentalità e non dobbiamo cadere nell'errore di giudicare i fatti storici adoperando esclusivamente i criteri di giudizio che la moda culturale religiosa e non, oggi ci impone.
Cominciamo con il dire che le crociate sono state molto di più di semplici spedizioni militari, oltre ad essere guerre di religione, sono state anche dei pellegrinaggi, dei pellegrinaggi armati, sia per difendersi dagli eventuali aggressori che per riconquistare con le armi, le terre della Palestina perdute a favore dei musulmani.
Non si può negare che le spedizioni armate fosse necessaria per riprendere il controllo ed il possesso dei cosiddetti Luoghi Santi dalla occupazione dei musulmani Turchi che in varie riprese ne ebbero il controllo.
L’occupazione da parte dei mussulmani Turchi aveva reso impossibile e difficile lo svolgersi di un fatto che per tutto il Medioevo cristiano costituiva una esperienza normale, faticosa ma abituale: il pellegrinaggio in Terra Santa, per visitare i luoghi dove Gesù, secondo la cristianita’, era vissuto.
Ma è altrettanto vero che la crociata era di più di una spedizione militare, infatti vi partecipavano oltre agli uomini armati, uomini, donne, giovani, perfino bambini, uomini di potere e semplici contadini, che lasciavano tutto e partivano per “liberare”, cosi’ gli inculcavano gli organizzatori delle crociate (Papi e Re), la Terra Santa con la scusa che era una motivazione di carattere religioso. Le crociate sono state un grande movimento di carattere missionario (fare proselitismo) la cui motivazione fondamentalmente era la fede, fiducia, in cio’ che gli insegnavano le autorita’ cio’ i pre-Potenti del tempo, Papi e Ee europei.
Dunque “fede e missionarietà” erano alla base dello spirito della Crociata, motivazioni che venivano "sfruttate" per raggiungere gli scopi “nascosti” dei pre-Potenti di allora (Papi e Re), cioe' la conquista dei territori della Palestina e quella degli importanti commerci che vi si svolgevano, oltre al fare proselitismo armato....
Persino il caso di Francesco di Assisi ne è la prova più convincente sul come veniva sfruttata la buona fede delle persone che arrivavano a dare la propria vita per quei pre-Potenti. Infatti, Francesco di Assisi fu un difensore di una Crociata; in effetti, egli accompagnò la V crociata, iniziando in prima persona la missione francescana presso i musulmani. Non risponde a verità la convinzione che san Francesco accompagnò i Crociati senza condividere la necessità di armarsi e di combattere per liberare i Luoghi Santi. C'è un episodio di Francesco alla Crociata molto significativo che ci viene abitualmente taciuto: dopo essere scampato per miracolo alla morte e avere subito dai musulmani percosse sanguinose, Francesco riesce a raggiungere il sultano Malil-Al-Kamil. Con lui c'era un altro frate, di nome Illuminato, che ci riporta il dialogo intercorso tra il poverello di Assisi e il Sultano. Sentiamo la testimonianza del frate Francesco d'Assisi:
"II Sultano sottopose a Francesco un'altra questione: "II vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vuoi togliervi la tonaca" Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre !".
Rispose Francesco: "Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: "Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da tè. E, con questo, Gesù ha voluto insegnarci che, se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell'occhio, dovremmo essere disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tentasse di allontanarci dalla fede e dall'amore del nostro Dio. Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo “giustizia” quando invadono le vostre terre e vi combattono, perche' voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi !".
Ecco la "spinta missionaria" del fanatismo per il proselitismo, che arrivava, come i fondamentalisti musulmani di oggi, a voler imporre con la forza il proprio credo religioso agli altri !
Come vedete, qui ci troviamo di fronte ad un san Francesco sconosciuto anche da molti cattolici.
Egli fu' un fondamentalista cristiano guerrafondaio, cioe’ Crociato, sostenitore della necessità di combattere con le armi ed in luoghi non propri per  lui, che non era un uomo d'armi, per il buon esito della crociata di conquista religioso politico-commerciale.
Si deve ricordare, infatti, che l'occupazione di Gerusalemme da parte dei Turchi aveva messo in pericolo la memoria storica dei luoghi che avevano visto Gesù vivo; così ragionavano i cristiani del medioevo che avevano perso il messaggio del loro Gesu' il Nazareno.

Le nazioni di oggi dichiarano guerra e fanno la guerra, come i crociati, ma per ragioni che escludono la religione, almeno sono meno ipocriti, fanno guerra per  il petrolio, l'aiuto ai profughi, ragioni economiche, etc. Nel medioevo cristiano sopra ogni ragione c'era una motivazione religiosa: la fede ed il fare proselitismo a tutti i costi !
Per quanto possa sembrare scandaloso, le cose stanno proprio così, il fondamentalismo cristiano veniva utilizzato dai pre-Potenti per ottenere il propri scopi.

Ma torniamo alle Crociate.
C'era un'altra ragione che motivava la Crociata: non solo il pericolo di perdere la memoria storica del loro Gesù Cristo, ma anche il pericolo concreto che correvano le comunità cristiane che vivevano in Terra Santa (Palestina) e lungo i confini orientali dell'Europa, minacciati dall'avanzata dei Turchi musulmani.
Nel tempo delle Crociate, tutta l'Europa religiosa avvertiva che i cristiani, che vivevano nell' Oriente correvano il serio pericolo di essere definitivamente soppressi, di venir cancellati dall'Islam che avanzava e li circondava da tutte le parti. Con le crociate dei secoli XI-XIII,  bisognava anche difendere gli interessi dei cristiani minacciati in quei luoghi. Era necessario mostrarsi concretamente solidali con loro.
La scusa era la difesa della Chiesa cristiana questo era un elemento fondamentale dello spirito crociato. Questo volevano i crociati alla fin fine: liberare i luoghi santi, recuperare la libertà di accesso ai luoghi santi e difendere i propri fratelli cristiani nella fede, a discapito dell’Islam.
La Crociata era dunque "spacciata per una missione di aiuto", una missione quindi armata, ed allora le cose non potevano andare diversamente, i prePotenti di allora spingevano tutti i loro fedeli sudditi, ad uscire dall'Europa per andare a “liberare i territori sacri” ed ovviamente proteggere gli interessi economici esistenti…

L'idea che la Crociata fosse solo una operazione militare destinata non solo a liberare i luoghi santi ma anche ad occupare Gerusalemme ed annetterla all'Occidente cristiano. Sul piano della teoria giuridica accettata in Occidente, la Città Santa apparteneva di diritto all'Imperatore di Oriente, all'Imperatore di Costantinopoli.
Ma l’imperatore aveva questo intento e si rendeva disponibile, con il supporto dei suoi armati, ai religiosi (Papi) che contraccambiavano con altri favori i suoi servizi.
Una prova che la conquista di Gerusalemme non era stata programmata ne' dal Papa ne' dai principi cristiani che avevano partecipato alla prima Crociata (10951099) l'unica Crociata che giunse a buon fine, risiede nel fatto che nessuno sapeva bene come organizzare le nuove conquiste. Molti cavalieri e pellegrini, sciolto il loro voto, rientravano in Europa, tornavano a casa.
Nasceva lì il problema di difendere le conquiste fatte, obiettivo che nessuno si era posto e nessuno aveva preparato. Segno che lo spirito della Crociata era principalmente quello di liberare la Terra Santa, non solo di occuparla militarmente… se non affidandola alle armate dei Re temporali che vi avevano inviato i loro armati.
E soltanto la prima delle 7/8 crociate riuscì nel suo intento di liberare Gerusalemme. Tutte le altre fallirono.
Fallì la seconda crociata, durata due anni (1144-1146), provocata da una richiesta di aiuto da parte del regno di Gerusalemme all'Europa. Fallì la terza crociata, durata sei anni (1187-1193), che vide il capo dei musulmani, il famoso Saladino, riconquistare Gerusalemme. E qui dobbiamo soffermarci per osservare un episodio rivelatore dello spirito crociato.
La terza crociata era comandata da Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra, e da Filippo II Augusto, re di Francia. Occorre ricordare che a questa crociata partecipa anche l'imperatore Federico Barbarossa, tuttavia non come comandante supremo, perchè è scomunicato dal Papa. Dunque, un imperatore, l'uomo più potente di tutta l'Europa, colui che sfidava il papato e che era stato scomunicato per questo dal Pontefice, aveva come unico motivo di onore partecipare alla Crociata come un soldato semplice. E morirà in crociata, annegando in un fiume.
Vi partecipo' per ottenere l'indulgenza plenaria dai propri peccati, un imperatore era disposto perfino a lottare come soldato; pensate quale grado di psicodipendenza erano riusciti ad inculcare i Papi religiosi di allora, nei loro “sudditi” i cosiddetti fedeli…
Fallì anche la quarta crociata, durata due anni (1202-1204), certamente la più incresciosa.
Qui le motivazioni di carattere politico ebbero maggiormente il sopravvento sulle ragioni dei religiosi. Partiti per Gerusalemme, a causa dei ricatti di Venezia, i crociati si ritrovarono a conquistare Costantinopoli, dando vita ad un effimero impero latino, che duro' pochi decenni.
Le altre crociate fallirono tutte, non raggiunsero mai Gerusalemme.
Dunque, per avere un quadro generale, anche se generico, le crociate furono 7/8, sparse in due secoli di storia e videro i cristiani combattere soltanto per pochi anni.
Nel 1300, papa Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo e spostò l'indulgenza plenaria dalla crociata al pellegrinaggio a Roma, rinunciando ad ogni tentativo di liberare Gerusalemme. Era la fine delle crociate in Terra Santa.

Veniamo ad un argomento inerente: quando si parla di crociate, viene subito in mente l'inusitata violenza a cui si abbandonarono i crociati, massacrando popolazioni, trucidando ebrei e arabi.
I fatti sono noti e purtroppo tragici. Quando, nella prima crociata, nell'agosto del 1099 Gerusalemme venne liberata, i crociati si abbandonarono ad un terribile massacro. Ma, mentre non dobbiamo nascondere questo aspetto crudele, tragico e tremendo, che ha caratterizzato le spedizioni crociate, dobbiamo ricordare che non fu il Papa, non fu la Chiesa ad ordinare i massacri e le violenze. Questi furono compiuti da soldati che agirono al di fuori e contro le intenzioni della Crociata... cosi ci riferiscono oggi le autorita’ ecclesiastiche cattoliche,che non si sono mai dissociate da quei crimini orribili, che avvenivano in ogni crociata.

Così si narra nella Chanson de la Croisade Albigeoise: « Corsero nella città (le armate dei Cattolici), agitando spade affilate, e fu allora che cominciarono il massacro e lo spaventoso macello.
Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce vennero tutti spogliati e depredati e passati a fil di spada. Il terreno era coperto di sangue, cervella, frammenti di carne, tronchi senza arti, braccia e gambe mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue scorreva dappertutto per le strade, nei campi, sulla riva del fiume. »

….o quelli fatti contro gli ultimi popoli pagani nell'Europa settentrionale, che furono sistematicamente  massacrati e schiavizzati ?
vedi:  http://apologetica.altervista.org:80/crociate.htm
Dobbiamo ricordare che alla crociata partecipavano cavalieri armati e laici anche disarmati. Queste turbe di pellegrini, senza aspettare i principi cristiani che dovevano capitanare la spedizione, guidati e sospinti da monaci e da predicatori, capaci però di infiammare e di trascinare le folle, queste turbe di pellegrini si abbandonarono, per esempio gia' nel corso della prima crociata, a violenze inaudite mentre attraversavano l'Europa per giungere in Terra Santa.
Nella primavera del 1096, sulle città del Reno e del Danubio compiono razzie e massacri di cui furono vittime soprattutto le comunità ebraiche.
Ma i crociati furono attaccati e decimati a loro volta, prima dalle milizie dei signori cattolici e poi da quelle del Re di Ungheria e dai bizantini, che si opponevano a quei massacri e razzie, per essere infine a loro volta massacrati dai Turchi, appena i superstiti oltrepassarono lo Stretto dei Dardanelli.

Lo storico Franco Cardini ci riferisce che le crociate non furono mai semplicemente una guerra, e tanto meno una "guerra santa", ma una guerra per prendere possesso dei luoghi cosiddetti “santi”.
Fu vissuta come "pellegrinaggio armato", per cui chi vi partecipava aveva diritto a determinate "indulgenze", il perdono dei propri peccati….che si comperava con il pellegrinaggio in Terra santa....

Il periodo delle crociate, quello fra XI e XIII secolo, fu anche quello del massimo avvicinamento fra Cristianità e Islam. Pensate che proprio in questa epoca giungono in Occidente, dal mondo arabo, la scienza e la filosofia classiche che vi erano state dimenticate.
Questa e’ l’unica positivita’ delle crociate, perche’ permisero ad una cultura molto meno fondamentalista e molto piu' acculturata, l’Islam di allora, che nulla ha a che vedere con l’islam fondamentalista di oggi..di entrare in contatto con la cristianita' di allora e riversarvi in essa, saggezza, sapienza e conoscenza: matematica, fisica, biologia, medicina, ecc.

Se si guarda al fenomeno delle crociate e alle motivazioni che spinsero migliaia e migliaia di uomini, donne e perfino bambini a mettersi in marcia per conquistare la Terra Santa, ci riferisce il Negri: "Questa gente se ne è andata in giro per il mondo perchè credeva che Gesù Cristo fosse il significato ultimo della vita, ciò per cui valeva la pena di vivere e di morire.
Questo era il risultato delle "promesse illusorie" che i capi religiosi (i Papi) avevano inventato per mantenere ben sottomessi i loro fedeli, con il ricatto del "perdono"...dei propri peccati.
Le "religioni sono l'Oppio dei Popoli"...disse qualcuno....

Bibliografia
Franco Cardini, Le Crociate tra il mito e la storia, Istituto di Cultura Nova Civitas, Roma 1971.
Franco Cardini, Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, Piemme Casale Mon.to (AL) 1994.
Luigi Negri, Controstoria. Una rilettura di mille anni di vita della Chiesa, San Paolo, Cinisello B.mo (MI) 2000.
Luigi Negri, False accuse alla Chiesa, Piemme, Casale Mon.to (AL) 1997.

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SINDONE" di Torino - Italy
La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone, è un lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino, sul quale è visibile l'immagine di un uomo che porta segni di torture, maltrattamenti e di crocefissione.
La tradizione cattolica identifica l'uomo con Gesù e il lenzuolo con quello usato per avvolgerne il corpo, nel sepolcro. La sua autenticità è oggetto di fortissime controversie.
Il termine "sindone" deriva dal greco σινδών (sindon), che indica un tessuto di lino di buona qualità. Il termine è ormai diventato a furia di ripeterlo in continuazione, anche se la cosa non e' vera, sinonimo del lenzuolo funebre di Gesù.
Le esposizioni pubbliche della Sindone sono chiamate ostensioni (dal latino ostendere, "mostrare"). Le ultime sono state nel 1978, nel 1998 e nel 2000; la prossima è prevista per il 2010.

Ecco, la DIMOSTRAZIONE delle falsita' dei cattolici sul lenzuolo della Sindone: "Jesus-era" burial shroud found
The shroud was found near the Old City of Jerusalem
A team of archaeologists and scientists says they have for the first time found pieces of a burial shroud from the time of Jesus in a tomb in Jerusalem.
The researchers, from Hebrew University and institutions in Canada and the US, said the shroud was very different from the controversial Turin Shroud. Some people believe the Turin Shroud to have been Christ's burial cloth, but others believe it is a fake.
The newly found cloth has a simpler weave than Turin's, the scientists say.
The body of a man wrapped in fragments of the shroud was found in a tomb dating from the time of Jesus near the Old City of Jerusalem.
The tomb is part of a cemetery called the Field of Blood, where Judas Iscariot is said to have committed suicide.
The researchers believe the man was a Jewish high priest or member of the aristocracy who died of leprosy, the earliest proven case.
They say he was wrapped in a cloth made of a simple two-way weave, very different to the complex weave of the Turin Shroud.
The researchers believe that the fragments are typical of the burial cloths used at the time of Jesus.
As a result, they conclude that the Turin Shroud did not originate from 1st-Century Jerusalem.
The Turin Shroud has been the subject of much controversy.
Tests 20 years ago dated the fabric to the Middle Ages, but believers say the cloth, which bears the imprint of a man's face, is an authentic image of Christ.
By Bethany Bell - BBC News, Jerusalem
Fonte:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8415377.stm  

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