Cattolicesimo +
SBATEZZATEVI
+
CRISTIANI e CATTOLICI
Terrorismo, chiesa cattolica e codice penale
!
Articolo 402 Codice Penale:
"Vilipendio alla religione dello stato;
Chiunque pubblicamente vilipende la
religione dello Stato è punito con la
reclusione fino ad un anno."
Commento NdR: La Corte
Costituzionale, con la sentenza N. 508 del
20 novembre 2000, ha dichiarato
l'illegittimità costituzionale di questo
articolo.
Pensate quanto odio il Codice Penale ha
introdotto nella società civile.
La
Costituzione, in vigore fin dal 1948 ha
potuto rimuovere questa aberrazione
dell'articolo 402 soltanto nel novembre del
2000.
L'articolo 402 del codice Penale ha
terrorizzato le persone costruendo
conflittualità sociale per 52 anni !
Non
averlo rimosso prima, come avrebbe dovuto
fare il Parlamento della Repubblica ha
costituito un atto di terrorismo nei
confronti delle Libertà fondamentali
affermate dalla Costituzione Italiana.
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CHIESA PADRONA - UN
FALSO GIURIDICO dai PATTI LATERANENSI a
OGGI
Axteismo consiglia la lettura
dell’ottimo saggio “Chiesa padrona - Un
falso giuridico dai Patti Lateranensi a
oggi” del costituzionalista Michele
Ainis.
"Il Vaticano, nei confronti
della Repubblica italiana, non
sta certo con le mani in
mano. Le usa entrambe: una per chiedere
quattrini,
l’altra per suonar
ceffoni
in faccia alla politica. Questo doppio
registro si consuma all’ombra del
diritto, anzi: l’alibi perfetto è la
legge più alta, quella scolpita sulle
tavole della Costituzione. Conviene
allora dirlo con chiarezza: tutta questa
ricostruzione è un falso giuridico...
Non è vero che le ingerenze vaticane
siano protette dalla libertà di parola o
dalla libertà di religione;
non è vero
che il Concordato sia protetto dalla
Costituzione."
La Chiesa cattolica
attinge abbondantemente alle risorse
pubbliche dello Stato italiano: ogni
anno milioni di euro vengono dirottati
dal governo centrale e dagli enti
locali, che si sono fatti di recente
ancor più solerti. Questo tuttavia non
impedisce al Vaticano pesanti incursioni
nella vita pubblica del nostro paese: è
pressoché impossibile che un
provvedimento legislativo venga
approvato senza il suo benestare; e
quando accade, le resistenze della
Chiesa cercano di impedirne
l’applicazione.
È una situazione abnorme, che trova il
suo fondamento nel Concordato siglato
l’11 febbraio 1929 da Pio IX con Benito
Mussolini, che lo stesso pontefice aveva
definito «l’uomo della Provvidenza».
Quel patto venne accolto dalla
Costituzione repubblicana attraverso
l’articolo 7. Infine nel 1984 il
Concordato fu rinnovato dall’accordo tra
Craxi e Giovanni Paolo II.
Oggi il trattamento privilegiato di cui
gode il Vaticano non ha più alcun
fondamento giuridico, argomenta Michele
Ainis: l’articolo 7 era una norma
provvisoria, e oggi è un farmaco
scaduto. Oltretutto quelle dei vertici
della Chiesa si configurano come vere e
proprie ingerenze di uno stato straniero
nei nostri affari interni. Infine, in
una società sempre più complessa, i
privilegi concordatari creano
inevitabilmente una disparità di
trattamento rispetto a cittadini
italiani che seguono altre fedi (e
soprattutto a quelli che non si sentono
affiliati ad alcuna chiesa).
Attento alla logica giuridica e alla
storia, Chiesa padrona propone un
nuovo fondamento al patto tra lo Stato
italiano e il Vaticano. Un rapporto più
limpido e corretto tutelerà in maniera
più efficace la libertà e la dignità dei
cittadini italiani; e aiuterà chi vuole
davvero occuparsi della cura delle anime
a farlo senza impastoiarsi nelle
polemiche politiche.
By Michele Ainis insegna
Istituzioni di diritto pubblico
all’università di Roma Tre. Collabora
alle principali riviste giuridiche
italiane ed è editorialista della
«Stampa». Fra i suoi libri, La legge
oscura (Laterza, 1997); Se 50.000
leggi vi sembran poche (con i
disegni di Vincino, Mondadori, 1999);
Le libertà negate (Rizzoli, 2004);
Vita e morte di una Costituzione
(Laterza, 2006). Con Garzanti ha
pubblicato anche Stato matto
(2007).
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IL PRIMO ANNIVERSARIO del PONTIFICATO di
RATZINGER
I cinquecento anni della basilica di S.
Pietro
Ma È PROPRIO SECONDO le SCRITTURE dei
VANGELI ? VEDIAMO
Pochi giorni fa si è celebrato il primo
anniversario di papa Ratzinger con la solita
invasione di folla e con la solita pompa:
Ratzinger aveva gli stessi vistosissimi e
preziosi paramenti di quando fu detto per
lui l'"Habemus Papawm" e il corteggio dei
cardinali, dei vescovi e dei preti era
egualmente chiassoso di allora, così come
era chiassoso lo scampanio.
Un mondanissimo e scandaloso "gloria in
excelsis" celebrato non per la nascita di
Gesu’, ma per l'elevazione al "soglio
pontificio" di uno dei sedicenti vicari.
Poiché, come solito, qualcuno si sentirà
offeso e violato nei propri sentimenti
"religiosi" (molto spesso sinceri, perché
inculcati precocemente nella sua mente)
cerchiamo di vedere se tutto cio' è
fondato o no sulle Scritture, che la massa
dei fedeli si contenta di sentirsele
raccontare dai preti, o, se magari a volte
tenta di leggerla, non puo' farlo che per
trovare conferme di quanto gli hanno
inculcato.
Di lui disse bene il profeta: quando
dichiara siffatti fedeli ciechi e sordi, pur
avendo occhi ed orecchi.
Spero che dopo questa premessa che avrà
disturbato non pochi, qualcuno, almeno "quel
resto" di cui parla la Scrittura, colga
l'occasione per togliersi i ceppi
dell'indottrinamento interessato
e precoce e per usare quel bene che ci rende
simili a Dio, e cioè l'intelligenza e la
volontà di bene.
E allora, come altre volte, taglio e incollo
dalla Bibbia di Gerusalemme, che reca
l'imprimatur della chiesa cattolica: puo'
darsi che qualcuno si accorgerà che qualcosa
non torna.
Ecco: Matteo, Cap. 23.
Allora gesu' si rivolse alla folla e ai suoi
discepoli dicendo: "Sulla cattedra di
Mose'
si sono seduti gli scribi e i farisei.
Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma
non fate secondo le loro opere, perché
dicono e non fanno. Legano infatti pesanti
fardelli e li mettono sulle spalle della
gente,
ma loro non vogliono muoverli neppure con un
dito. Tutte le loro opere le fanno per
farsi vedere dagli uomini: allargano i loro
astucci della legge e allungano le frange
dei loro mantelli; amano posti d'onore nei
banchetti, i primi seggi nelle sinagoghe e i
saluti nelle piazze, come anche sentirsi
chiamare 'rabbi' dalla gente". "Ma voi
non fatevi chiamare 'Rabbi', perché uno
solo è il vostro maestro e voi siete tutti
fratelli.
E non chiamate nessuno 'padre' sulla terra
perché uno solo è il Padre vostro, quello
del cielo.
E non fatevi chiamare 'maestri' perché uno
solo è il vostro maestro. Il più grande tra
voi sia vostri servo; chi invece si
innalzerà, sarà abbassato; e chi si
abbasserà, sarà innalzato".
E veniamo allora al cap. 4 del Vangelo di
Giovanni, eccolo: "Arrivo' intanto una donna di Samaria a
prendere acqua. Le disse gesu': "Dammi da
bere".
I suoi discepoli infatti erano andati in
città a fare provvista di cibi. Ma la
Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei
giudeo, chiedi da bere a me, che sono una
donna samaritana ?". I Giudei infatti non
hanno buoni rapporti con i Samaritani. gesu' le rispose: "Se tu conoscessi il dono
di Dio e chi è quello che ti dice: 'Dammi
da bere, tu stessa saresti stata a
chiedergliene ed egli ti avrebbe dato acqua
viva". Gli disse la donna: "Signore, tu non
hai un mezzo per attingere e il pozzo è
profondo; da dove hai dunque quest'acqua
viva ? Sei tu forse più grande del nostro
padre Giacobbe che ci diede questo pozzo e
ne bevve lui con i suoi figli e il suo
gregge ?".
Rispose gesu': "Chiunque beve di quest'acqua
avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua
che io gli daro', non avrà mai più sete;
anzi, l'acqua che io gli daro'
diventerà in lui sorgente di acqua che
zampilla per la vita eterna". "Signore, gli
disse la donna, dammi di quest'acqua,
perché non abbia più sete e non continui a
venire qui a prendere acqua". Le disse: "Va'
a chiamare tuo marito e poi ritorna qui".
Rispose la donna: "Non ho marito".
Le disse gesu': "Hai detto bene: 'Non ho
marito, infatti hai avuto cinque mariti e
quello che hai ora non è tuo marito; in
questo hai detto il vero".
Gli replico' la donna: "Signore, vedo che tu
sei un profeta. I nostri padri hanno adorato
Dio su questo monte e voi dite che è
Gerusalemme il luogo in cui bisogna
adorare".
gesu' le dice: "Credimi, donna, è giunto il
momento in cui né su questo monte, né in
Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate
quello che non conoscete, noi adoriamo
quello che conosciamo,
perché la salvezza comincia dai Giudei. Ma è
giunto il momento, ed è questo, in
cui i veri adoratori adoreranno il
Padre in spirito e verità perché il Padre
cerca tali adoratori. Dio è spirito, e
quelli che lo adorano devono adorarlo in
spirito e verità". Gli rispose la donna:
"So che deve venire il Messia, quando egli
verrà, ci annunzierà ogni cosa". Le disse
gesu': "Sono io, che ti parlo".
In quel momento giunsero i suoi discepoli
e si meravigliarono che stesse a
discorrere con una donna".
Come si vede qui non si dice di adorare
Dio,
nei templi, come vogliono i preti, specie
cattolici, che vi spadroneggiano: Essi hanno
fatto dei templi le loro piazzeforti, o se
vi piace meglio, lo loro trappole per
acchiappare chi in loro crede e non in Dio.
Dio infatti va adorato "in spirito e verità"
e non importa il luogo ma l'interiorità
della coscienza e del cuore. Possibile che
questo sia stato scritto inutilmente e che i
pontefici romani possano annullarne il
valore per loro tornaconto senza che Dio poi
ne chieda loro conto ?
Ma ancora un'altra breve citazione, fatta
con il taglia incolla dal Vangelo di Matteo.
È breve ma significativa, sintesi delle
sintesi del come i vangeli aboliscano tutti
i luoghi di culto per pregare.
Eccola: "Quando pregate, non siate
simili agli ipocriti che amano pregare
stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli
delle piazze, per essere visti dalla
gente. In verità vi dico: hanno già così
ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua
camera e, chiusa la porta prega il Padre
tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede
nel segreto ti ricompenserà".
Dunque non in chiesa per fari vedere dei
preti, che hanno il compito di poliziotti e
di indottrinatori, mi sembra evidente.
Mi attenderei che chi non è d'accordo, che
ama l'assetto cattolico, obiettasse
qualcosa, servendosi, ovviamente delle
Scritture. Ma questa è forse un'illusione,
almeno in un grande numero di casi.
Non insisto oltre, anche se potrei citare
mille altri passi. Ma tanto - l'ho già
ripetuto, il profeta diceva: hanno gli occhi
ma non vedono; hanno le orecchie ma non
odono."
Concludendo dunque sono certo di poter
afferrare, che non esistono altri Padri,
specie santi, all'infuori del Padre Celeste.
Il resto è menzogna, semente di satana, e
che ne raccoglie e se ne ciba perché ha
creduto senza accertarsi attingere alla
fonti vive e per tutti disponibili.
Certo anche la
Bibbia è stata violata dalla
cupidigia degli uomini: ma per quanto essi
abbiano potuto intorbidare le acque non
hanno potuto sporcare quelle limpide e vive
di cui parla il Vangelo di Giovanni più
sopra citato.
Villa Rosa. domenica 23 aprile 2006
By Luigi Melilli - “tratturo” -
luigi_melilli@libero.it - Newsgroups:
it.cultura.religioni
Commento NdR: E' di tutta evidenza la
totale incoerenza fra cio' che
dovrebbe essere il comportamento dei
cristiani, secondo i loro scritti i vangeli,
e gli attuali comportamenti delle piu' alte
autorita' del cattolicesimo, "pretenziosi
depositari" della verita' ed autonominatisi
"rappresentanti di cristo in terra =
vicarius filii dei".....
Preti ammalati
d'Aids,
suore molestate da preti e indotte
ad abortire dagli stessi, preti gay in
totale crisi esistenziale, ecclesiastici
coinvolti in sordide vicende di
pedofilia.
Situazioni umane di sofferenza che pochi
conoscono, ma che sono il risultato della
contraddittoria morale sessuale cattolica e
dell'ipocrisia di facciata (definita
"prudenza") della Santa Sede, che non nega i
fatti perché non puo', ma ripete la prassi
del "sedare", del "sopire". Sono avvolti nel
mistero, nessuno ne parla, nessuno ne
scrive.....
vedi:
SBATEZZATEVI
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Preti Sposati ?
Sì, grazie ! - Sono oltre centomila i preti
sposati nel mondo.
Quel che è proibito a Roma è possibile ad
Atene.
Una questione che sta facendo soffrire
inutilmente moltissime persone. Il
timore è che l´esempio dei preti sposati di
rito orientale contagi anche la Chiesa
latina. Il caso ucraino. Le parole in
libertà del neocardinale O´Brien
ROMA - Tra i
nuovi cardinali che il 21 ottobre ricevono
la berretta color porpora ce n´è uno
pericolosamente loquace.
È lo scozzese Keith Michael Patrick O´Brien,
arcivescovo di Saint Andrews ed Edinburgo.
Il giorno dopo che il papa aveva annunciato
la sua nomina, ha parlato a favore del clero
sposato, del clero omosessuale e della
pillola contraccettiva. Creando in Vaticano
una comprensibile irritazione.
Il 7 ottobre s´è rimesso in riga. Ha colto
occasione dall´insediamento di un nuovo
canonico nella sua cattedrale per recitare
una solenne professione di fede, con la mano
sopra la Bibbia. Al termine della quale ha
recitato testualmente: "Io attesto che
accetto e intendo difendere la legge del
celibato ecclesiastico così come proposta
dal magistero della Chiesa cattolica; io
accetto e prometto di difendere
l´insegnamento ecclesiastico sull´immoralità
dell´atto omosessuale; io accetto e prometto
di predicare sempre e dovunque cio' che il
magistero della Chiesa insegna riguardo alla
contraccezione".
Ma una settimana dopo s´è rimangiata la
prima di queste tre promesse tornando a
caldeggiare l´idea di un clero sposato. L´ha
fatto in un´intervista al "Daily Telegraph".
Nella quale ha detto che ai vertici della
Chiesa è ora se ne discuta.
E a suo sostegno ha portato due fatti. Il
primo è che "in molte delle Chiese orientali
in unione con Roma c´è già un clero
sposato". Il secondo è che "vi sono preti
sposati anche in varie diocesi cattoliche
dell´Inghilterra e del Galles".
Verissimo. Il secondo caso è quello dei
preti con moglie e figli convertiti
dall´anglicanesimo al cattolicesimo. Sono
alcune decine in Gran Bretagna e in
Nordamerica e il Vaticano bada che non
abbiano incarichi di rilievo e se ne stiano
nell´ombra.
Ma il primo caso è molto più cospicuo. I
preti sposati di rito orientale sono alcune
migliaia e il Vaticano teme - non da oggi -
che essi trasmettano il contagio alla Chiesa
d´occidente: se loro sono legittimamente
sposati, perché non lo potranno essere anche
i preti di rito latino?
Una prova delle contromisure che il Vaticano
ha preso per fermare il contagio è in un
passo compiuto la scorsa estate dalla
conferenza episcopale italiana.
La Cei ha chiesto ai vescovi cattolici
dell´Ucraina (nella foto, il papa a Leopoli)
di non mandare più in Italia sacerdoti
sposati, a prendersi cura delle migliaia di
loro connazionali immigrati. E perché?
Perché "creerebbero confusione tra i nostri
fedeli".
La confusione deriverebbe proprio dal fatto
che hanno moglie e figli. Mentre infatti i
preti cattolici di rito latino sono
obbligati a essere celibi, quelli d´oriente,
pur cattolici anch´essi, sono per la gran
parte sposati per tradizione antichissima. E
finché gli uni e gli altri se ne stanno nei
rispettivi paesi d´origine, al Vaticano sta
bene. Ma appena i preti orientali sposati
emigrano e si mescolano ai celibi, Roma
entra in allarme. Il Vaticano ha chiesto
agli episcopati d´occidente di alzare uno
sbarramento e la Cei l´ha subito fatto, al
pari di altri episcopati europei.
La Chiesa ucraina non l´ha presa bene. La
quasi totalità dei suoi preti sono sposati,
e quindi non più accettati in Italia. Ma c´è
dell´altro. Accusano la Cei di usare due
pesi e due misure, perché anche in Italia
esiste da secoli un clero cattolico sposato,
italiano, con tutti i crismi della
legittimità. È quello delle diocesi di rito
greco albanese, in Calabria, Basilicata e
Sicilia. Di preti sposati queste diocesi ne
hanno oggi una dozzina e se li tengono
stretti. Sono parroci in paesetti di
montagna, più un altro, Sergio Maio, che
vive a Milano e dice messa in rito greco
ogni domenica nella centralissima chiesa dei
santi Maurizio e Sigismondo, in corso
Magenta.
A metà del secolo scorso il Vaticano era
riuscito a estirpare questa prerogativa
delle diocesi greco albanesi in Italia.
Finché nel 1970 il vescovo di Lungro degli
Albanesi s´impunto' e riprese a ordinare
preti sposati, com´era suo diritto. In sua
difesa, in curia, intervenne il cardinale
Johannes Willebrands. Ma non gliela
perdonarono. Passi per i preti sposati di
qualche sperduto paesino, ma a Roma, nel
centro della cattolicità d´occidente, mai.
Un diacono cinquantenne di Lungro, colpevole
d´abitare a Roma con la famiglia, aspetta
invano da vent´anni d´essere ordinato prete.
Pero' almeno i preti sposati italiani di rito
greco sono tollerati. E allora perché non
anche gli ucraini, o i romeni, o i polacchi
? In Polonia orientale c´è una vasta
regione, la Galizia, col proprio rito e col
clero sposato, con uno statuto d´intesa con
Roma vecchio di quattro secoli. E cinque
anni fa il cardinale Angelo Sodano intimo' a
questi preti sposati di "far ritorno in
patria", cioè in Ucraina, senza badare che
essi erano sempre vissuti lì e semmai a
spostarsi erano stati i confini, in seguito
alla seconda guerra mondiale. In Vaticano si
attivarono in loro difesa i cardinali
Achille Silvestrini ed Edward Cassidy, e
Sodano annullo' l´ordine. Ma la linea
dominante in curia resta quella del "cuius
regio eius et religio": niente mescolanze
tra preti celibi e sposati nello stesso
territorio.
Anche a costo di pagare prezzi salati, come
è capitato in America. Nel 1912 Roma vieto'
ai vescovi ucraini degli Stati Uniti e del
Canada, là emigrati assieme a un milione e
mezzo di loro connazionali, di ordinare
preti sposati. L´imposizione provoco' un´autentica ribellione, che finì con un
abbandono in massa della Chiesa cattolica e
col passaggio alla Chiesa ortodossa. Quelli
rimasti fedeli al papa si adattarono ad
aggirare l´ostacolo con l´astuzia. Da allora
gli aspiranti sacerdoti fanno ritorno in
Ucraina, si sposano, diventano preti, e a
cose fatte rientrano in America, col pieno
consenso dei loro vescovi.
Anzi, da qualche tempo i vescovi ucraini e
di rito melkita residenti in America non
obbediscono nemmeno più al divieto del 1912,
formalmente ancora in vigore. A osservare un
analogo comando dei tempi di Pio XII sono
rimasti, negli Stati Uniti, solo i ruteni.
La questione è all´ordine delgiorno della
congregazione vaticana per la Chiese
orientali. Ma regnante Giovanni Paolo II,
tenace difensore della regola celibataria, è
difficile che Roma ceda.
Il loquace neocardinale O´Brien,
evidentemente, già pensa al dopo.
Commento NdR: Ricordiamo che proprio
nel vangelo nella 1° Lettera a Timoteo cap.
3: vers. 1-5 si afferma come cosa
CERTA
che il vescovo
DEVE
essere
sposato
ed avere dei figli
!
Due associazioni svizzere riuniscono
donne che amano preti cattolici e preti
cattolici che amano delle donne:
Si chiama “Verein der vom Zölibat
betroffenen Frauen in der Schweiz”
(Associazione delle donne vittime del
celibato in Svizzera,
www.kath.ch/zoefra/), abbreviato ZöFra,
ed esiste dal 2000. È un gruppo di donne,
presieduto da Gabriella Loser Friedli
(Università di Friburgo:
www.unifr.ch/sr/de/mitarbeiter/FriedliG_de.htm)
unite dal fatto di amare o di avere amato un
prete cattolico.
vedi:
SBATEZZATEVI
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PRETI SPOSATI
SAN PAOLO (Brasile, 2008) - Sono sempre di
più i sacerdoti cattolici che chiedono una
revisione della legge canonica che li
obbliga al celibato, con un occhio a quanto
avviene in diverse confessioni protestanti
dove i pastori possono mettere su famiglia.
Il dibattito è aperto da tempo e la stessa
Chiesa sembra avere assunto in materia
posizioni un po' meno rigide, anche se non
ancora possibiliste.
L'ultimo appello arrivato a papa Benedetto
XVI è dei preti brasiliani che hanno
inserito la loro richiesta nel documento
finale della loro convention nazionale,
terminata martedì a Indaiatuba, nello Stato
di San Paolo).
Il cardinale Claudio Hummes (Ansa)
Il DOGMA che NON C'E' - La
sollecitazione sarà inviata alla Sacra
Congregazione per il Clero, presieduta dal
brasiliano Claudio Hummes, ex arcivescovo di
San Paolo e che era stato uno dei papabili
nel conclave in cui fu eletto il cardinale
tedesco Joseph Ratzinger. E proprio il
porporato brasiliano, grande amico del
presidente Luiz Inacio Lula da Silva, aveva
detto subito dopo il nuovo incarico, che il
celibato dei sacerdoti «non è un dogma» e
che il calo delle vocazioni potrebbe indurre
la Chiesa e «riflettere su tale questione».
OBIETTIVO FAMIGLIA - Nel documento inviato a
Roma si chiedono due tipi di sacerdozio: il
celibatario, che potrebbe essere
obbligatorio per i religiosi che facciano
voto di castità nei rispettivi ordini e
congregazioni religiose; e il sacerdozio
senza l'obbligo del celibato.
E si chiede anche che i vescovi possano
ordinare i coniugati ritenuti degni del
sacerdozio, e possano essere reintegrati
nell'esercizio del sacerdozio quelli che lo
abbiano abbandonato per formare una
famiglia.
SACRAMENTI ai DIVORZIATI - Secondo quanto
riferito al quotidiano spagnolo El Pais da
un vescovo che non ha voluto rivelare il suo
nome, in Brasile già da tempo laici sposati
vengono ordinati sacerdoti: «Roma lo sa, ma
chiede non sia reso pubblico». I sacerdoti
brasiliani chiedono anche che si cambi la
nomina dei vescovi per renderla più
democratica; e che si consenta ai divorziati
che si siano rifatti una nuova famiglia di
accedere ai sacramenti.
Commento
NdR: ....questi "cristiani" che non seguono
neppure le indicazioni dei loro vangeli.....
Nella Bibbia - Nuovo Testamento - nella
Prima Epistola di Paolo a Timoteo al cap. 3
verso 1 si afferma: "Questa e' una parola
certa, se qualcuno aspira all'incarico di
vescovo, egli desidera una cosa eccellente.
Bisogna dunque che sia irreprensibile,,
marito di UNA SOLA donna, sobrio, moderato,
regolare nella sua condotta, ospitale,
appropriato all'insegnamento. Occorre che
non sia dedito al vino, ne' violento, ma
indulgente, pacifico e disinteressato.
Occorrer che conduca bene la sua casa
(famiglia) e che tenga i suoi figli in
soggezione ed in perfetta onesta', perche'
se uno non e' capace di amministrate bene la
sua casa, come potra' avere cura della
chiesa di Dio "?
Come potete osservare la chiesa cattolica e'
MOLTO ma MOLTO distante dai dettami dei
primi cristiani....!
vedi:
SBATEZZATEVI
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Un po’ di
chiarezza sulle Crociate - Che cosa sono
state le crociate ?
Per capire bene il significato delle
crociate non è facile, perche' sono passati
molti secoli, è cambiata anche la mentalità
e non dobbiamo cadere nell'errore di
giudicare i fatti storici adoperando
esclusivamente i criteri di giudizio che la
moda culturale religiosa e non, oggi ci
impone.
Cominciamo con il dire che le crociate sono
state molto di più di semplici spedizioni
militari, oltre ad essere guerre di
religione, sono state anche dei
pellegrinaggi, dei pellegrinaggi armati, sia
per difendersi dagli eventuali aggressori
che per riconquistare con le armi, le terre
della Palestina perdute a favore dei
musulmani.
Non si può negare che le spedizioni armate
fosse necessaria per riprendere il controllo
ed il possesso dei cosiddetti Luoghi Santi
dalla occupazione dei musulmani Turchi che
in varie riprese ne ebbero il controllo.
L’occupazione da parte dei mussulmani Turchi
aveva reso impossibile e difficile lo
svolgersi di un fatto che per tutto il
Medioevo cristiano costituiva una esperienza
normale, faticosa ma abituale: il
pellegrinaggio in Terra Santa, per visitare
i luoghi dove
Gesù, secondo la cristianita’, era
vissuto.
Ma è altrettanto vero che la crociata era di
più di una spedizione militare, infatti vi
partecipavano oltre agli uomini armati,
uomini, donne, giovani, perfino bambini,
uomini di potere e semplici contadini, che
lasciavano tutto e partivano per “liberare”,
cosi’ gli inculcavano gli organizzatori
delle crociate (Papi e Re), la Terra Santa
con la scusa che era una motivazione di
carattere religioso. Le crociate sono state
un grande movimento di carattere missionario
(fare proselitismo) la cui motivazione
fondamentalmente era la fede, fiducia, in
cio’ che gli insegnavano le autorita’ cio’ i
pre-Potenti del tempo, Papi e Ee europei.
Dunque “fede e missionarietà” erano alla
base dello spirito della Crociata,
motivazioni che venivano "sfruttate" per
raggiungere gli scopi “nascosti” dei
pre-Potenti di allora (Papi e Re), cioe' la
conquista dei territori della Palestina e
quella degli importanti commerci che vi si
svolgevano, oltre al fare proselitismo
armato....
Persino il caso di Francesco di Assisi ne è
la prova più convincente sul come veniva
sfruttata la buona fede delle persone che
arrivavano a dare la propria vita per quei
pre-Potenti. Infatti, Francesco di Assisi fu
un difensore di una Crociata; in effetti,
egli accompagnò la V crociata, iniziando in
prima persona la missione francescana presso
i musulmani. Non risponde a verità la
convinzione che san Francesco accompagnò i
Crociati senza condividere la necessità di
armarsi e di combattere per liberare i
Luoghi Santi. C'è un episodio di Francesco
alla Crociata molto significativo che ci
viene abitualmente taciuto: dopo essere
scampato per miracolo alla morte e avere
subito dai musulmani percosse sanguinose,
Francesco riesce a raggiungere il sultano
Malil-Al-Kamil. Con lui c'era un altro
frate, di nome Illuminato, che ci riporta il
dialogo intercorso tra il poverello di
Assisi e il Sultano. Sentiamo la
testimonianza del frate Francesco d'Assisi:
"II Sultano sottopose a Francesco un'altra
questione: "II vostro Signore insegna nei
Vangeli che voi non dovete rendere male per
male, e non dovete rifiutare neppure il
mantello a chi vuoi togliervi la tonaca"
Quanto più voi cristiani non dovreste
invadere le nostre terre !".
Rispose Francesco: "Mi sembra che voi non
abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove,
infatti, è detto: "Se il tuo occhio ti è
occasione di scandalo, cavalo e gettalo
lontano da tè. E, con questo, Gesù ha voluto
insegnarci che, se anche un uomo ci fosse
amico o parente, o perfino fosse a noi caro
come la pupilla dell'occhio, dovremmo essere
disposti ad allontanarlo, a sradicarlo da
noi, se tentasse di allontanarci dalla fede
e dall'amore del nostro Dio. Proprio per
questo, i cristiani agiscono secondo
“giustizia” quando invadono le vostre terre
e vi combattono, perche' voi bestemmiate il
nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare
dalla religione quanti uomini potete. Se
invece voi voleste conoscere, confessare e
adorare il Creatore e Redentore del mondo,
vi amerebbero come se stessi !".
Ecco la "spinta missionaria" del fanatismo
per il proselitismo, che arrivava, come i
fondamentalisti musulmani di oggi, a voler
imporre con la forza il proprio credo
religioso agli altri !
Come vedete, qui ci troviamo di fronte ad un
san Francesco sconosciuto anche da molti
cattolici.
Egli fu' un fondamentalista cristiano
guerrafondaio, cioe’ Crociato, sostenitore
della necessità di combattere con le armi
ed in luoghi non propri per lui, che
non era un uomo d'armi, per il buon esito
della crociata di conquista religioso
politico-commerciale.
Si deve ricordare, infatti, che
l'occupazione di Gerusalemme da parte dei
Turchi aveva messo in pericolo la memoria
storica dei luoghi che avevano visto Gesù
vivo; così ragionavano i cristiani del
medioevo che avevano perso il messaggio del
loro Gesu' il
Nazareno.
Le nazioni di
oggi dichiarano guerra e fanno la guerra,
come i crociati, ma per ragioni che
escludono la religione, almeno sono meno
ipocriti, fanno guerra per il petrolio,
l'aiuto ai profughi, ragioni economiche,
etc. Nel medioevo cristiano sopra ogni
ragione c'era una motivazione religiosa: la
fede ed il fare proselitismo a tutti i costi
!
Per quanto possa sembrare scandaloso, le
cose stanno proprio così, il fondamentalismo
cristiano veniva utilizzato dai pre-Potenti
per ottenere il propri scopi.
Ma torniamo alle Crociate.
C'era un'altra ragione che motivava la
Crociata: non solo il pericolo di perdere la
memoria storica del loro Gesù Cristo, ma
anche il pericolo concreto che correvano le
comunità cristiane che vivevano in Terra
Santa (Palestina) e lungo i confini
orientali dell'Europa, minacciati
dall'avanzata dei Turchi musulmani.
Nel tempo delle Crociate, tutta l'Europa
religiosa avvertiva che i cristiani, che
vivevano nell' Oriente correvano il serio
pericolo di essere definitivamente
soppressi, di venir cancellati dall'Islam
che avanzava e li circondava da tutte le
parti. Con le crociate dei secoli XI-XIII,
bisognava anche difendere gli interessi dei
cristiani minacciati in quei luoghi. Era
necessario mostrarsi concretamente solidali
con loro.
La scusa era la difesa della Chiesa
cristiana questo era un elemento
fondamentale dello spirito crociato. Questo
volevano i crociati alla fin fine: liberare
i luoghi santi, recuperare la libertà di
accesso ai luoghi santi e difendere i propri
fratelli cristiani nella fede, a discapito
dell’Islam.
La Crociata era dunque "spacciata per una
missione di aiuto", una missione quindi
armata, ed allora le cose non potevano
andare diversamente, i prePotenti di allora
spingevano tutti i loro fedeli sudditi, ad
uscire dall'Europa per andare a “liberare i
territori sacri” ed ovviamente proteggere
gli interessi economici esistenti…
L'idea che la Crociata fosse solo una
operazione militare destinata non solo a
liberare i luoghi santi ma anche ad occupare
Gerusalemme ed annetterla all'Occidente
cristiano. Sul piano della teoria giuridica
accettata in Occidente, la Città Santa
apparteneva di diritto all'Imperatore di
Oriente, all'Imperatore di Costantinopoli.
Ma l’imperatore aveva questo intento e si
rendeva disponibile, con il supporto dei
suoi armati, ai religiosi (Papi) che
contraccambiavano con altri favori i suoi
servizi.
Una prova che la conquista di Gerusalemme
non era stata programmata ne' dal Papa ne'
dai principi cristiani che avevano
partecipato alla prima Crociata (10951099)
l'unica Crociata che giunse a buon fine,
risiede nel fatto che nessuno sapeva bene
come organizzare le nuove conquiste. Molti
cavalieri e pellegrini, sciolto il loro
voto, rientravano in Europa, tornavano a
casa.
Nasceva lì il problema di difendere le
conquiste fatte, obiettivo che nessuno si
era posto e nessuno aveva preparato. Segno
che lo spirito della Crociata era
principalmente quello di liberare la Terra
Santa, non solo di occuparla militarmente…
se non affidandola alle armate dei Re
temporali che vi avevano inviato i loro
armati.
E soltanto la prima delle 7/8 crociate
riuscì nel suo intento di liberare
Gerusalemme. Tutte le altre fallirono.
Fallì la seconda crociata, durata due anni
(1144-1146), provocata da una richiesta di
aiuto da parte del regno di Gerusalemme
all'Europa. Fallì la terza crociata, durata
sei anni (1187-1193), che vide il capo dei
musulmani, il famoso Saladino, riconquistare
Gerusalemme. E qui dobbiamo soffermarci per
osservare un episodio rivelatore dello
spirito crociato.
La terza crociata era comandata da Riccardo
Cuor di Leone, re d'Inghilterra, e da
Filippo II Augusto, re di Francia. Occorre
ricordare che a questa crociata partecipa
anche l'imperatore Federico Barbarossa,
tuttavia non come comandante supremo, perchè
è scomunicato dal Papa. Dunque, un
imperatore, l'uomo più potente di tutta
l'Europa, colui che sfidava il papato e che
era stato scomunicato per questo dal
Pontefice, aveva come unico motivo di onore
partecipare alla Crociata come un soldato
semplice. E morirà in crociata, annegando in
un fiume.
Vi partecipo' per ottenere l'indulgenza
plenaria dai propri peccati, un imperatore
era disposto perfino a lottare come soldato;
pensate quale grado di psicodipendenza erano
riusciti ad inculcare i Papi religiosi di
allora, nei loro “sudditi” i cosiddetti
fedeli…
Fallì anche la quarta crociata, durata due
anni (1202-1204), certamente la più
incresciosa.
Qui le motivazioni di carattere politico
ebbero maggiormente il sopravvento sulle
ragioni dei religiosi. Partiti per
Gerusalemme, a causa dei ricatti di Venezia,
i crociati si ritrovarono a conquistare
Costantinopoli, dando vita ad un effimero
impero latino, che duro' pochi decenni.
Le altre crociate fallirono tutte, non
raggiunsero mai Gerusalemme.
Dunque, per avere un quadro generale, anche
se generico, le crociate furono 7/8, sparse
in due secoli di storia e videro i cristiani
combattere soltanto per pochi anni.
Nel 1300, papa Bonifacio VIII indisse il
primo Giubileo e spostò l'indulgenza
plenaria dalla crociata al pellegrinaggio a
Roma, rinunciando ad ogni tentativo di
liberare Gerusalemme. Era la fine delle
crociate in Terra Santa.
Veniamo ad un
argomento inerente: quando si parla di
crociate, viene subito in mente l'inusitata
violenza
a cui si abbandonarono i crociati,
massacrando
popolazioni, trucidando
ebrei e arabi.
I fatti sono noti e purtroppo tragici.
Quando, nella prima crociata, nell'agosto
del 1099 Gerusalemme venne liberata, i
crociati si abbandonarono ad un terribile
massacro. Ma, mentre non dobbiamo nascondere
questo aspetto crudele, tragico e tremendo,
che ha caratterizzato le spedizioni
crociate, dobbiamo ricordare che non fu il
Papa, non fu la Chiesa ad ordinare i
massacri e le violenze. Questi furono
compiuti da soldati che agirono al di fuori
e contro le intenzioni della Crociata...
cosi ci riferiscono oggi le autorita’
ecclesiastiche cattoliche,che non si sono
mai dissociate da quei crimini orribili, che
avvenivano in ogni crociata.
Così si narra nella Chanson de la Croisade
Albigeoise: « Corsero nella città (le armate
dei Cattolici), agitando spade affilate, e
fu allora che cominciarono il massacro e lo
spaventoso macello.
Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce
vennero tutti spogliati e depredati e
passati a fil di spada. Il terreno era
coperto di sangue, cervella, frammenti di
carne, tronchi senza arti, braccia e gambe
mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati
e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era
come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue
scorreva dappertutto per le strade, nei
campi, sulla riva del fiume. »
….o quelli fatti contro gli ultimi popoli
pagani nell'Europa settentrionale, che
furono sistematicamente massacrati e
schiavizzati ?
vedi:
http://apologetica.altervista.org:80/crociate.htm
Dobbiamo ricordare che alla crociata
partecipavano cavalieri armati e laici anche
disarmati. Queste turbe di pellegrini, senza
aspettare i principi cristiani che dovevano
capitanare la spedizione, guidati e sospinti
da monaci e da predicatori, capaci però di
infiammare e di trascinare le folle, queste
turbe di pellegrini si abbandonarono, per
esempio gia' nel corso della prima crociata,
a violenze inaudite
mentre attraversavano l'Europa per giungere
in Terra Santa.
Nella primavera del 1096, sulle città del
Reno e del Danubio compiono
razzie e
massacri di cui furono vittime
soprattutto le comunità ebraiche.
Ma i crociati furono attaccati e decimati a
loro volta, prima dalle milizie dei signori
cattolici e poi da quelle del Re di Ungheria
e dai bizantini, che si opponevano a quei
massacri e razzie, per essere infine a loro
volta massacrati dai Turchi, appena i
superstiti oltrepassarono lo Stretto dei
Dardanelli.
Lo storico
Franco Cardini ci riferisce che le crociate
non furono mai semplicemente una guerra, e
tanto meno una "guerra santa", ma una guerra
per prendere possesso dei luoghi cosiddetti
“santi”.
Fu vissuta come "pellegrinaggio armato", per
cui chi vi partecipava aveva diritto a
determinate "indulgenze", il perdono dei
propri peccati….che si comperava con il
pellegrinaggio in Terra santa....
Il periodo delle
crociate, quello fra XI e XIII secolo, fu
anche quello del massimo avvicinamento fra
Cristianità e Islam. Pensate che proprio in
questa epoca giungono in Occidente, dal
mondo arabo, la scienza e la filosofia
classiche che vi erano state dimenticate.
Questa e’ l’unica positivita’ delle
crociate, perche’ permisero ad una cultura
molto meno fondamentalista e molto piu'
acculturata, l’Islam di allora, che nulla ha
a che vedere con l’islam fondamentalista di
oggi..di entrare in contatto con la
cristianita' di allora e riversarvi in essa,
saggezza, sapienza e conoscenza: matematica,
fisica, biologia, medicina, ecc.
Se si guarda al
fenomeno delle crociate e alle motivazioni
che spinsero migliaia e migliaia di uomini,
donne e perfino bambini a mettersi in marcia
per conquistare la Terra Santa, ci riferisce
il Negri: "Questa gente se ne è andata in
giro per il mondo perchè credeva che Gesù
Cristo fosse il significato ultimo della
vita, ciò per cui valeva la pena di vivere e
di morire.
Questo era il risultato delle "promesse
illusorie" che i capi religiosi (i Papi)
avevano inventato per mantenere ben
sottomessi i loro fedeli, con il ricatto del
"perdono"...dei propri peccati.
Le "religioni sono l'Oppio dei
Popoli"...disse qualcuno....
Bibliografia
Franco Cardini, Le Crociate tra il mito e la
storia, Istituto di Cultura Nova Civitas,
Roma 1971.
Franco Cardini, Processi alla Chiesa.
Mistificazione e apologia, Piemme Casale
Mon.to (AL) 1994.
Luigi Negri, Controstoria. Una rilettura di
mille anni di vita della Chiesa, San Paolo,
Cinisello B.mo (MI) 2000.
Luigi Negri, False accuse alla Chiesa,
Piemme, Casale Mon.to (AL) 1997.
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SINDONE" di
Torino - Italy
La Sindone di Torino, nota anche come
Sacra Sindone, è un lenzuolo di lino
conservato nel
Duomo di Torino, sul quale è visibile
l'immagine di un uomo che porta segni di
torture, maltrattamenti e di
crocefissione.
La tradizione cattolica identifica l'uomo
con Gesù e
il lenzuolo con quello usato per avvolgerne
il corpo, nel
sepolcro. La sua autenticità è oggetto
di fortissime
controversie.
Il termine "sindone" deriva dal
greco σινδών (sindon), che indica
un tessuto di lino di buona qualità. Il
termine è ormai diventato a furia di
ripeterlo in continuazione, anche se la
cosa non e' vera, sinonimo del lenzuolo
funebre di Gesù.
Le esposizioni pubbliche della Sindone sono
chiamate
ostensioni (dal
latino ostendere, "mostrare"). Le
ultime sono state nel 1978, nel 1998 e nel
2000; la prossima è prevista per il 2010.
Ecco, la DIMOSTRAZIONE delle
falsita'
dei cattolici sul lenzuolo della Sindone:
"Jesus-era"
burial shroud found
The shroud was
found near the Old City of Jerusalem
A team of archaeologists and scientists says
they have for the first time found pieces of
a burial shroud from the time of Jesus in a
tomb in Jerusalem.
The researchers, from Hebrew University and
institutions in Canada and the US, said the
shroud was very different from the
controversial Turin Shroud. Some people
believe the Turin Shroud to have been
Christ's burial cloth, but others believe it
is a fake.
The newly found cloth has a simpler weave
than Turin's, the scientists say.
The body of a man wrapped in fragments of
the shroud was found in a tomb dating from
the time of Jesus near the Old City of
Jerusalem.
The tomb is part of a cemetery called the
Field of Blood, where Judas Iscariot is said
to have committed suicide.
The researchers believe the man was a Jewish
high priest or member of the aristocracy who
died of leprosy, the earliest proven case.
They say he was wrapped in a cloth made of a
simple two-way weave, very different to the
complex weave of the Turin Shroud.
The researchers believe that the fragments
are typical of the burial cloths used at the
time of Jesus.
As a result, they conclude that the
Turin Shroud did not originate
from 1st-Century Jerusalem.
The Turin Shroud has been the subject of
much controversy.
Tests 20 years ago dated the fabric to the
Middle Ages, but believers say the cloth,
which bears the imprint of a man's face, is
an authentic image of Christ.
By Bethany Bell - BBC News, Jerusalem
Fonte:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8415377.stm
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