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Sindrome dei Bimbi Scossi -
Il legame con la
vaccinazione
Note sull'autrice: Viera
Scheibner, PhD, è una primaria ricercatrice scientifica
in pensione, con un dottorato in scienze naturali.
Durante la sua brillante carriera ha pubblicato tre
libri e circa 90 articoli scientifici in riviste
scientifiche.
Sin dalla metà degli anni '80, quando contribuì allo
sviluppo dei monitoraggio del respiro Cotwatch per i
neonati a rischio di morte bianca (sindrome della morte
improvvisa del neonato, o SIDS), ha effettuato estese
ricerche su vaccini e vaccinazioni e nel 1993 pubblicò
il libro, Vaccination: The Medicai Assault on the Immune
System.
La dott.ssa Scheibner è spesso convocata dagli avvocati
per fornire dei rapporti medici nei casi giudiziari sui
danni da vaccino, e tiene regolarmente delle conferenze.
Il suo precedente articolo per NEXUS trattava della
connessione germi mangiacervello/vaccini (nr. 6).
Recentemente c'è quasi stata
una "epidemia" della cosiddetta "sindrome dei bimbi
scossi". 1 genitori, solitamente i padri, o chi si
prende cura dei bambini come le bambinaie, sono stati
sempre più spesso accusati di scuotere un bambino al
punto di provocargli danni permanenti al cervello e la
morte. Perché? C'è forse un aumento senza precedenti dei
numero di persone che commettono infanticidio o che
anelano a fare seriamente del male ai bambini? O vi è
qualcosa di più sinistro in gioco?
Qualche tempo fa cominciai a ricevere richieste, da
parte di avvocati o degli stessi genitori accusati, per
delle perizie come esperto.
Uno studio ravvicinato della storia di questi casi
rivelò qualcosa di realmente sinistro: in ogni singolo
caso, i sintomi comparivano poco dopo le vaccinazioni
del bambino. Mentre investigavo nella storia medica
personale di questi neonati, basandomi sulle cartelle
cliniche e sulle annotazioni mediche, stabilii
velocemente che a questi neonati erano state prescritte
una o più della serie delle cosiddette iniezioni di
routine - epatite B, DPT (difterite, pertosse, tetano),
polio e HiB (Haemophilus influenzai di tipo B) - poco
prima che sviluppassero i sintomi della malattia, che
portava ad un serio danneggiamento dei cervello e alla
morte.
Lo scenario usuale è che il bambino nasce sano,
inizialmente. All'incirca all'età di due mesi viene
somministrata la prima serie di vaccini di cui sopra.
(Talvolta poco dopo la nascita, mentre la madre e il
neonato sono ancora in ospedale, viene fatta
un'iniezione di epatite B. Tuttavia, ora un gran numero
di neonati muoiono dopo pochi giorni o entro quattro
settimane dalla nascita, dopo la vaccinazione per
l'epatite B, come documentato dal
VAERS [Sistema di Registrazione delle Reazioni
Avverse al Vaccino] negli USA.) Quindi, il neonato
smette di migliorare. comincia a deperire e,
generalmente, sviluppa sintomi di infezione alle vie
respiratorie. Poi seguono la seconda e terza iniezione e
la tragedia raggiunge il culmine: il bambino può
piangere intensamente e inconsolabilmente, può cessare
di, nutrirsi in modo appropriato, vomitare, avere
difficoltà a deglutire, diventare irritabile, smettere
di dormire e può sviluppare delle convulsioni con un
progressivo e accelerato peggioramento delle sue
condizioni e principalmente delle sue funzioni
cerebrali.
Tale peggioramento può essere veloce, o può evolvere
gradualmente finché i genitori non si accorgono che il
loro bambino ha proprio qualcosa che non e si
precipitano dal dottore o all'ospedale. E interessante
come venga invariabilmente chiesto loro quando il
neonato è stato immunizzato.
Venendo a conoscenza che il bambino è stato davvero
"immunizzato", i genitori vengono rassicurati che quei
sintomi scompariranno. Vengono quindi rimandati a casa
con l'avvertenza, "Date al vostro bambino il Panadol".
Se insistono nel considerare serie le condizioni del
neonato, possono venire etichettati come genitori
ansiosi o piantagrane. Cosi. se ne tornano a casa e il
bambino rimane in condizioni gravi o muore.
Fino a poco tempo fa, la morte da vaccino sarebbe stata
classificata come "morte infantile improvvisa", in
particolare quando i sintomi e i ritrovamenti patologici
sono scarsi. Tuttavia oggigiorno, con una frequenza che
cresce in modo allarmante, i genitori (o almeno uno di
loro, generalmente il padre) possono essere accusati di
scuotere il neonato fino alla morte. Gli accusati
possono arrivare persino a "confessare' di averlo
scosso, per esempio adducendo la ragione che, avendolo
trovato immobile nel lettino, che non respirava e/o con
uno sguardo vitreo, l'hanno scosso gentilmente - come è
naturale - nel tentativo di rianimarlo. Talvolta,
ironicamente, salvano la vita del bambino, solo per
essere poi accusati di aver provocato le lesioni interne
che avevano impedito al neonato di respirare, in primo
luogo, e che di fatto erano già presenti quando avevano
scosso il neonato per rianimarlo.
Non importa ciò che i genitori dicono o fanno, ogni cosa
iene interpretata contro di loro. Se si presentano
piangendo e scossi, verranno accusati di mostrare i
segni di chi si sente in colpa. Se riescono a mantenere
un atteggiamento composto e distaccato, verranno
considerati freddi e calcolatori - e colpevoli a causa
di ciò.
In un altro scenario, i genitori sconvolti cercano di
descrivere i sintomi al medico di guardia in ospedale o
ad un chirurgo, ma sono totalmente incapaci di capire
cosa sia successo al loro bambino. Con grande shock e
sgomento, scoprono più tardi che, mentre descrivevano i
sintomi osservati, il dottore o un altro membro dello
staff stava scrivendo alcune Minacciose parole nella
cartella medica: sindrome dei bimbi scossi. ….....
GLI STUDI MEDICI
Diamo ora uno sguardo alla letteratura medica che tratta
della sindrome dei bimbi scossi e dell'abuso sui
bambini.
Caffey (1972, 1974) [1,2] descrisse la " sindrome dei
bimbi scossi da frusta" come risultato di uno
scuotimento manuale per le estremità con emorragie
intraoculari e intracraniche causate da frusta, connesse
a danni permanenti al cervello e a ritardo mentale. Egli
faceva riferimento al proprio articolo, pubblicato quasi
30 anni prima degli articoli sopra citati, in cui
descrisse ciò che egli chiamò "gli originali sei bambini
colpiti nel 1945".
Gli elementi essenziali di questa descrizione erano
ematomi subdurali, sanguinamenti intraoculari e
cambiamenti della trazione multipla nelle ossa lunghe.
Questi dati divennero un parametro "dell'evidenza" che
il bambino era stato scosso prima di sviluppare questi
sintomi.
Reece (1993) [3] analizzò l'abuso infantile fatale e la
sindrome da morte improvvisa del neonato (SIDS) e
considerò le decisioni diagnostiche critiche.
Egli enfatizzò che la distinzione fra una morte
infantile inaspettata dovuta a SIDS ed una dovuta ad
abuso infantile, costituisce una sfida per i pediatri, i
medici di famiglia. i patologi e gli enti per la
protezione dei bambini. Da una parte, devono riportare
esempi di sospetti abusi su bambini e proteggere altri
bambini in famiglia; dall'altra, tutti concordano che la
conoscenza in quest'arca è incompleta ed esiste, in
certi casi, dell'ambiguità.
Duhaime et al. (1992)4 scrissero che i "pazienti con
emorragia intradurale e nessun trascorso per trauma
devono anche mostrare tracce cliniche e radiografiche di
un brusco colpo alla testa, fratture non spiegate delle
ossa lunghe o altre lesioni inflitte ai tessuti molli,
al fine di eliminare completamente la possibilità di
emorragie intracraniche spontanee, che potrebbero
raramente manifestarsi per una malformazione vascolare o
un disordine di tipo emorragico". …….
Quindi, cos'altro può causare la tumefazione del
cervello, l'emorragia intracranica, le emorragie oculari
alla retina e le fratture craniche e delle altre ossa?
Sin da quando iniziarono le vaccinazioni dei neonati, le
pagine delle riviste mediche cominciarono a riempirsi di
rapporti sui gravi danni a cervello, apparato
cardiovascolare, metabolico ed altro.
In verità, i vaccini come quello per la pertosse sono
attualmente usati per indurre l'encefalomielite (encefalomielite
allergica sperimentale) negli animali da laboratorio (Levine
e Sowinski, 1973) [5]. Questa è caratterizzata da
tumefazione del cervello e da emorragia in misura simile
a quella provocata da ferite meccaniche (Iwasa et al.,
1985). [6]
Munoz et al. (1981) [7] studiarono le attività
biologiche del pertossigeno cristallino - una tossina
prodotta dalla Bordetella pertussis, l'agente scatenante
della pertosse ed ingrediente attivo in tutti i tipi di
vaccino della pertosse sia a cellule intere sia
acellulari - in un numero di esperimenti di laboratorio
con i topi. Stabilirono che minime quantità di
pertossigeno inducevano un'ipersensibilità all'istamina
(presente anche 84 giorni dopo la somministrazione), la
leucocitosi, la produzione di insulina, un aumento della
produzione degli anticorpi IgE e G1 all'albumina
dell'uovo di gallina, la predisposizione allo shock
anafilattico e alla permeabilità vascolare dei muscoli
striati. Una dose di 546 nanogrammi per topo uccideva il
50 per cento dei topi.
Solitamente, la morte era ritardata. Quando venne
somministrata una dose di cinque microgrammi di
pertossigeno, la maggior parte dei topi non guadagnò
peso e morì entro il quinto giorno; l'ultimo topo mori
all'ottavo giorno. Una dose da un microgrammo di un
preparato uccise quattro topi su cinque. Dapprima
guadagnarono peso dal secondo giorno al quinto, ma poi
rimasero ad un peso quasi costante, finché morirono.
Anche il topo sopravvissuto per 16 giorni (poi venne
ucciso) sperimentò crisi (smise di prendere peso) nei
giorni in cui gli altri morirono. Se fosse vissuto più a
lungo, sarebbe morto al ventiquattresimo giorno. Questo
è un altro dei giorni critici identificato dalla ricerca
Cotwatch sulla respirazione del bambino - in cui i
neonati hanno delle vampate di respiro forzato, o
muoiono, dopo la vaccinazione.
È interessante che, quando gli animali da laboratorio
sviluppano sintomi di danni da vaccino e poi muoiono,
non venga mai considerata una coincidenza; ma quando i
bambini sviluppano gli stessi sintomi e/o muoiono dopo
la somministrazione dei medesimi vaccini, viene
considerata una coincidenza o la causa è dei genitori o
di altri. Quando tutto fallisce, allora viene
considerata "misteriosa".
Le reazioni ritardate sono la norma piuttosto che
l'eccezione. Questo è stato spiegato come conseguenza di
una complicazione immunologica intravascolare di un
particolare antigene (organismi della pertosse a cellule
intere o acellulari) (Wilkins, 1988). [8]
Tuttavia, i vaccinatori non hanno dimestichezza con i
tempi di reazione e come regola designano dei limiti
temporali, largamente irrilevanti, entro cui accettare
il legarne causale fra la somministrazione del vaccino e
l'inizio delle reazioni solitamente, da 24 ore a sette
giorni. Comunque, la maggior parte delle reazioni ai
vaccini sono ritardate, e molti casi non vengono
considerati collegati alla vaccinazione.
Basterebbe solo esaminare attentamente le istruzioni del
prodotto col vaccino dell'epatite B per vedere che,
oltre alle reazioni locali, possono manifestarsi un
certo numero di segnali neurologici, quali la parestesia
e la paralisi (incluse la sindrome di Guillain-Barre, la
neurite ottica e la sclerosi multipla).
Devin et. al. (1996) [9] descrissero le emorragie della
retina che vengono enfaticamente considerate un segno
inequivocabile di abuso infantile, sebbene queste
possano essere e siano causate dai vaccini. Goetting e
Sowa (1990) [10] descrissero le emorragie della retina
che si verificarono nei bambini dopo la rianimazione
cardiopolmonare.
La fontanella gonfia, dovuta alla tumefazione cerebrale,
fu descritta da Jacob e Mannino (1979) [11] come una
reazione diretta al vaccino DPT.
Essi descrissero il caso di un neonato di sette mesi il
quale, nove ore dopo la terza vaccinazione DPT, sviluppò
una fontanella gonfia anteriore e divenne febbricitante
ed irritabile.
Gli ematomi e l'emorragia facile sono tra i segni
caratteristici del disturbo nella coagulazione dei
sangue, la trombocitopenia - un effetto collaterale
riconosciuto di molti vaccini. I suoi primi segnali sono
la predisposizione ad ematomi ed emorragie e
all'esantema petecchiale (puntiforme).
La trombocitopenia può sfociare in emorragie cerebrali e
altre (Woerner et al., 1981). [12]
Le convulsioni conseguenti a un vaccino di DPT su 1.750
dosi (Cody et al. 1981) [13] possono sfociare in cadute
inspiegabili dei bambini più grandi, che possono sedersi
eretti o stare in piedi, provocando rotture lineari
della testa ed altre fratture. Quando si considera che
un bambino dovrebbe assumere un minimo di tre dosi di
DPT e OPV (vaccino orale della polio), allora il rischio
di provocare convulsioni è di uno su 580, e con cinque
dosi il rischio aumenta ad uno su 350. Questo significa
che un gran numero di bimbi fra i due e i sei mesi, a
circa 18 mesi e dai cinque ai sei anni, sono affetti da
convulsioni dopo la vaccinazione. Le convulsioni si
manifestano spesso quando il genitore, o chi per lui,
non lo sta guardando e il bambino, mentre è in piedi o
seduto sul pavimento, cade semplicemente all'indietro o
sulle braccia.
Tutti questi segni possono essere mal diagnosticati come
il risultato di una ferita meccanica, particolarmente
perché i vaccinatoci rifiutano di ammettere che i
vaccini provochino danni seri, oppure danno solo
un'adesione meramente formale al danno causato dalla
perniciosa abitudine di somministrare ai bambini entro i
sei mesi sino a 18 vaccinazioni. ….......
L'EPIDEMIA BRITANNICA DI
MORBILLO CHE NON FU MAI
Il termine "sindrome di Munchausen per procura" è stato
usato per identificare gli individui che uccidono o
fanno del male ai bambini al fine di attrarre
l'attenzione su di sé. Il termine venne usato in molti
esempi negli anni '80, quando si abbozzarono i primi
tentativi di spiegare alcuni casi di morte infantile
improvvisa.
Secondo Meadow (1995), [14] la "sindrome di Munchausen
per procura" è una terminologia barocca originariamente
adottata per ragioni giornalistiche. Era un termine
comunemente applicato agli adulti che si presentavano
con storie di malattie immaginarie, proprio come il
Barone von Munchausen che viaggiava sulle palle di
cannone. Ora viene applicato ai genitori di bambini che
presentano storie di false malattie architettate da un
genitore o da qualcun altro in quella posizione.
Mentre il termine può avere una qualche validità nel
descrivere questa speciale forma di abuso infantile, nei
casi documentati di genitori che avvelenano lentamente i
loro figli o che li espongono a trattamenti medici
invasivi non necessari e spesso pericolosi, più
recentemente è divenuto un modo adottato dai medici per
camuffare gli effetti collaterali realmente osservati
nel Regno Unito specialmente nelle vaccinazioni del
morbillo (M), morbillo-orecchioni-rosolia (MMR) e
morbillo-rosolia (MR). Nel 1994, molte migliaia di
bambini britannici (fino a 15.000, secondo la mia
opinione) palesarono segni di autismo, usualmente
associati a dolori alle viscere, dopo essere stati
vaccinati con quanto sopra.
Il Bulletin of Medical Ethics pubblicò due articoli, nel
1994 e nel 1995, che affrontavano questo problema.
L'articolo dell'ottobre 1994 ("è davvero necessaria
l'iniezione di morbillo?) stabilì che, durante il
novembre 1994, il Governo britannico stava promuovendo
una campagna di vaccinazione di massa per il morbillo,
con l'intento di raggiungere ogni bambino fra i cinque e
i sedici anni.
Dichiarò che lo scopo di tale campagna era la
prevenzione di un'epidemia che sarebbe altrimenti
scoppiata nel 1995, provocando fino a 200.000 casi e
fino a 50 morti. L'articolo dimostrava anche che, sino
al 1990, si erano avuti solo dagli 8.000 ai 10.000 casi
di morbillo ogni anno in Inghilterra e in Galles e che,
per coincidenza, ci fu un'epidemia di soli 5.000 casi in
Scozia nell'inverno 1993-94.
Fra il maggio e l'agosto del 1994, il tasso di notifica
in Inghilterra e Galles calò nettamente, quindi nulla
suggeriva un'imminente epidemia.
Le nove pagine dell'articolo sul numero di agosto 1994
del BME annunciavano, fra le altre cose, che il 14
settembre 1992 il Dipartimento della Salute (DoH) ritirò
velocemente due marche di vaccino MMR, in seguito ad una
fuga di notizie sulla stampa nazionale, circa il rischio
che i bambini contraessero la meningite da orecchioni
dopo la somministrazione di questi vaccini. Entrambe le
marche contenevano la famiglia del vaccino per
orecchioni di Urabe, che aveva provocato la meningite da
orecchioni in uno su 1.044 vaccinati (Yawata, 1994).
[15]
Basandosi sull'epidemiologia del morbillo, non avrebbe
mai dovuto esserci un'epidemia di morbillo nel 1995 e
non vi era certo alcuna giustificazione per una
vaccinazione concomitante della rosolia. La campagna di
massa fu pianificata come alternativa sperimentale ad un
programma di due dosi di vaccinazione di
morbillo-orecchioni-rosolia. Il governo britannico
ingannò consapevolmente i genitori circa la necessità di
una campagna e circa i relativi rischi del morbillo e
della vaccinazione stessa.
Il DoH trasgredì la legge dell'Unione Europea sui
contratti e sugli appalti, per assicurarsi che delle
specifiche aziende farmaceutiche si aggiudicassero i
contratti di fornitura dei vaccini per la campagna.
Tutto ciò deve essere stato una gran fortuna per le
aziende farmaceutiche in questione, poiché le scorte di
vaccini del morbillo e della rosolia - rimasti invenduti
dal 1992 e per i quali non c'era domanda - sarebbero
presto scadute.
La campagna di vaccinazione non sortì un grande effetto.
In realtà, nel 1995 in Inghilterra e Galles ci fu il
doppio dei casi di rosolia sierologicamente accertata,
rispetto allo stesso periodo nel 1994: 412 casi contro
217. Si registrarono sei casi di rosolia in donne
incinte.
I dati indicano che nei primi tre mesi del 1995 vennero
notificati più casi di morbillo (11) che nei primi tre
mesi del 1994 (9). Nonostante ciò parecchi medici del
governo asserirono che la trasmissione del morbillo si
era arrestata fra i bambini in età scolare. Higson
(1995) [16] scrisse che due funzionari del DoH cercarono
di giustificare il successo della campagna di
vaccinazione di morbillo e rosolia utilizzandi dei dati
che non potevano essere usati per fare confronti di anno
in anno sulle infezioni da morbillo. In verità, egli
scrisse che i dati raccolti dai dipartimenti di salute
pubblica sulle notifiche di morbillo non mostrarono
alcuna indicazione di benefici da una campagna così
costosa.
Il governo britannico spese circa 20 milioni di sterline
per l'acquisto dei vaccini per morbillo e rosolia,
vicini alla data di scadenza.
Circa 1.500 genitori stanno ora partecipando ad una
azione legale di gruppo per il danno (molto spesso i
problemi di intestino ed autismo) subito dai loro figli.
Wakefield et al. (1998) [17] pubblicarono un articolo su
Lancet in cui riportarono una serie consecutiva di casi
di bambini con enterocolite cronica e disordine
regressivo dello sviluppo, che si verificarono da 1 a 14
giorni (in media 6,3 giorni) dopo la vaccinazione M, MMR
e MR. Essi citarono inoltre la teoria "dell'eccesso di
oppioide" relativa all'autismo, secondo cui i disordini
di tipo autistico derivano da una disgregazione
incompleta e da un eccessivo assorbimento di peptidi,
derivanti dagli intestini, dal cibo, incluso orzo,
segale, avena e caseina derivata dai prodotti del
latte/latticini, riconducibile alle lesioni alle viscere
causate dal vaccino. Questi peptidi possono esercitare
effetti di oppioide centrale, direttamente o attraverso
la formazione di leganti con enzimi di peptidasi
necessari alla scissione degli oppioidi endogeni del
sistema nervoso centrale, portando alla distruzione di
una normale neuroregolazione e sviluppo del cervello da
parte delle encefaline ed endorfine endogene.
Alcuni genitori britannici, l'anno scorso mi
avvicinarono e si lamentarono del fatto che i loro figli
avevano manifestato dei problemi comportamentali e
viscerali dopo la vaccinazione (come sopra) e che,
anziché ricevere aiuto dai loro medici , venne loro
detto che i sintomi erano solo frutto della loro
immaginazione o che li avevano causati per attirare
l'attenzione su di sé. Venne usato il termine di
"sindrome di Munchausen per procura".
Questo sollevò numerose sofferenze e problemi coniugali,
e non portò nulla di buono per alle vittime delle
vaccinazioni. Le loro storie erano orripilanti.
EDUCARE Al PERICOLI DEL
VACCINO
Riassumendo, la scia dei disastri del vaccino si sta
ingrossando. Non solo le vaccinazioni non sono efficaci
nel migliorare la salute dei bambini e di chi le riceve,
ma causano gravi problemi di salute e sofferenze alle
loro famiglie, imbrogliando le vittime dei vaccini
I genitori dei piccoli in età di vaccinazione dovrebbero
usare il loro discernimento ed informarsi loro stessi
sui reali pericoli di questa procedura medica non
scientifica, inutile, dannosa ed invasiva. Non importa
quanto si cerchi di imporre i vaccini, la vaccinazione
non è obbligatoria in Australia (sebbene il Ministero
Liberale Federale della Sanità abbia annunciato un piano
per renderlo tale nel prossimo - il che, al momento, mi
suona più come una minaccia) e i genitori non devono
vaccinare i loro figli. …............
L'incapacità di ascoltare ed osservare la verità ha
creato un manipolo di medici praticanti che infliggono
il male anziché curare, che diventano accusatori anziché
aiutare e che stanno decisamente nascondendo -
consapevolmente o inconsciamente, ma con una frequenza
paurosamente in aumento - i disastri creati dai loro
inutili intrugli mortali e dalla loro assistenza
ipocrita. Forse dovrebbe essere introdotto il termine
"boomerang di Munchausen" per descrivere quei membri
della professione medica che ingannano le vittime dei
loro dannosi interventi (i vaccini in particolare).
Vorrei ricordare a coloro i quali potrebbero ancora
pensare che i rischi delle lesioni da vaccino siano
superati dai benefici stessi, che le malattie infettive
sono benefiche per i bambini perché preparano e fanno
maturare il loro sistema immunitario.
Queste malattie rappresentano anche delle pietre miliari
dello sviluppo. Avere il morbillo non solo fornisce una
immunità specifica al morbillo stesso per tutta la vita,
ma anche una immunità non specifica ad una moltitudine
di altre, più serie condizioni: malattie degenerative di
ossa e cartilagini, certi tumori, malattie della pelle
ed immunoreattive (Ronne, 1985). [18] Si è scoperto che
gli orecchioni proteggono contro il cancro alle ovaie
(West, 1966). [19] Quindi non c'è alcun bisogno di
tentare di impedire che i bambini contraggano malattie
infettive.
Inoltre, secondo la ricerca immunologica ortodossa, i
vaccini non immunizzano, ma sensibilizzano; essi rendono
i riceventi più suscettibili alla malattia (Craighead,
1975). [20] Proprio i bambini vaccinati soffrono di
malattie croniche (l'asma e le costanti infezioni agli
orecchi sono due dei molti effetti collaterali dei
vaccini); sviluppano effetti collaterali a malattie
quali polmonite o morbillo atipico (che ha un rischio di
mortalità pari al 12-15 per cento); o possono incontrare
delle difficoltà nel decorso di malattie innocue come la
varicella, poiché il loro sistema immunitario è stato
annientato dai vaccini.
A conclusione della questione, invito i genitori a porsi
alcune domande. Avete notato quanto premono per le
vaccinazioni con minacce, coercizioni, imbrogli e misure
punitive in danaro, con i genitori che vengono poi
accusati di ciò che è provocato dagli effetti
collaterali dei vaccini stessi ?
Vorreste soccombere allo stesso tipo di pressione se un
qualunque altro prodotto venisse imposto con la stessa
veemenza ?
Non sareste sospettosi e non vi chiedereste che cosa non
va nel prodotto, se ne venisse forzato il consumo ?
Perché così tanti genitori attenti, come pure molti
medici informati, ora rifiutano la vaccinazione ?
Non dovreste sospettare di un sistema medico che vi
costringe, che non accetta la responsabilità dei danni
inferti dal vaccino e, in modo illegale, cerca di
togliervi il vostro diritto costituzionale, democratico
e legale di esercitare il controllo sulla vostra salute
e su quella dei vostri figli, senza essere vessati e
ingannati ?
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20. Craighead, J. E. (1975), "Report of a workshop:
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Tratto dalla rivista NEXUS NEW TIMES MAGAZINE, Edizione
Italiana - numero 20 - Sito
http://www.nexusitalia.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ricercatori
inglesi hanno confermato che il vaccino MPR (morbillo parotite rosolia)
può causare una rara forma di sanguinamento in bambini (Miller, marzo
2001), denominato ITP (idiopathic thrombocytopenic purpura).
Le
persone con questa malattia ITP hanno sanguinamenti sottocutanei,
facendo apparire lividi violacei diffusi su varie parti del corpo. Altri
sintomi includono macchioline rosse sulla pelle e perdite di sangue dal
naso. Nella maggior parte dei casi questa patologia si manifesta in una
forma lieve.
Tale
reazione, causata dalla distruzione delle piastrine che regolano
l’agglutinarsi del sangue, sembra verificarsi più frequentemente
entro le prime 2 o 3 settimane dalla vaccinazione secondo la American
Academy of Pediatrics.
Per anni c’erano state segnalazioni di tali casi a seguito di vaccini
e si era discusso sulla possibilità che questa patologia potesse
manifestarsi come reazione avversa al vaccino; finora però non
c’erano state prove certe che supportavano tale correlazione.
Mercurio e trombocitopenia
Il mercurio può colpire le proteine coinvolte nella
coagulazione, che hanno un sito di-tiolico, dunque con un’altissima
affinità da parte del mercurio. Allo stesso modo altri metalli pesanti
possono aver un effetto su anomalie della coagulazione sanguigna.
1. Berglund
(1991) riporta 2 casi di bambini con trombocitopenia purpura come
reazione all’inserimento di otturazioni di amalgama in denti da latte.
In entrambi i casi la regressione della malattia avvenne a seguito
dell’eliminazione del dente da latte contenente l’otturazione di
mercurio.
2. Schwartz (1992) riporta di un caso di riversamento di mercurio
liquido in un’abitazione privata.
Il bambino più piccolo sviluppò trombocitopenia purpura e solo una
terapia mirata di chelazione del mercurio riportò alla normalità i
suoi valori di mercurio nel sangue e risolse il caso di trombocitopenia.
In questa occasione Schwartz fa notare che in circa il 5% dei casi
trattati con penicillamina (agente usato come chelante del mercurio) la
trombocitopenia è uno dei sintomi, e ciò dà un’idea della morbilità
del mercurio in questa patologia.
3. Fuortes (1995) riporta un altro caso di riversamento accidentale di
mercurio liquido in un’abitazione.
L’uso dell’aspirapolvere per ripulire tale perdita accidentale aveva
portato ad un’elevata esposizione degli abitanti della casa.
Due dei
quattro bambini di tale famiglia svilupparono trombocitopenia purpura,
manifestazioni dermatologiche che scomparvero solo dopo chelazione
interna del mercurio con DMPS.
Bibliografia
1.
Miller E, Waight P, Farrington CP, Andrews N, Stowe J, Taylor B,
“Idiopathic thrombocytopenic purpura and MMR vaccine”, Archives of
Disease in Childhood March 2001; 84: 227-229
2. ABSTRACT
(Immunisation Division, Public Health Laboratory Service Communicable
Disease Surveillance Centre, Colindale, London NW9 5EQ, UK):
Una correlazione causale tra vaccino triplo
morbillo-rosolia- parotite e ITP (trombocitopenia purpura idiopatica) è
stata confermata incrociando i controlli tra vaccinazione e data di
ammissione in ospedale. Il rischio assoluto entro 6 settimane è
risultato essere 1 su 22 300, e 2 casi su 3 che avvengono in questo
periodo di 6 settimane sono causati dal vaccino MPR. Bambini con ITP
prima della vaccinazione MPR non avevano mostrato reazioni o effetti
secondari da vaccino.
3. Schwartz
JG, Snider TE, Montiel MM, “Toxicity of a family from vacuumed
mercury”, Am J Emerg Med 1992 May;10(3):258-61
4. ABSTRACT (Department of Pathology, University of Texas Health Science
Center, San Antonio 78284-7750)
A family of four developed toxic blood levels of mercury after the
mother vacuumed a spilled jar of liquid mercury from a closet in their
apartment. The youngest son developed severe thrombocytopenia which was
initially diagnosed as idiopathic thrombocytopenic purpura secondary to
viral illness. A possible association between acute mercury toxicity and
idiopathic thrombocytopenic purpura has not been previously reported.
Chelation therapy with penicillamine for the older child was
administered soon after toxic blood mercury levels were known by the
physician. Because thrombocytopenia has been reported to occur in up to
5% of patients receiving penicillamine therapy, the younger child was
treated with dimercaptosuccinic acid.
The mother was also treated with
dimercaptosuccinic acid. The father received dimercaprol therapy.
The
toxic effects and rationale for now outdated therapeutic uses of mercury
are discussed.
5. Berglund F, Elinder G, "Trombocitopenia in due bambini dopo
l’inserimento di amalgami nei denti da latte", Sammanfattningar,
Svenska Läkarsällskapets, Riksstämma 27-29 nov 1991
“Una bambina di 9 anni in Oskarshamn si ammalò dopo 2 mesi
dall’inserimento di un’amalgama in un dente da latte, con petecchie
sulle gambe e gengive sanguinanti. I trombociti inizialmente 15x19(9)/l
rapidamente scesero a 2,1x10(9)/l.
La microspia del midollo osseo
mostrava megacariociti piccoli e immaturi. Furono somministrati 60mg di
prednisolone per quattro giorni, poi 20mg al giorno e interrotto dopo
tre settimane. I trombociti allora aumentarono nell’arco di tre mesi
da 43 fino a circa 200x10(9)/l. Durante questo tempo la bambina aveva
perso i suoi denti da latte con l’amalgama. La madre aveva 16 amalgami
di varia grandezza e 4 capsule d’oro. Soffriva di dolori alle
articolazioni, stanchezza freddo e avevo allattato la bambina per 7
mesi. A un bambino nato nel 1979 venne inserita un amalgama in un
dente da latte nel 1982, a dicembre dell’83 si fece dei lividi e i
trombociti erano 23x10(9)/l. Chiaramente positivo il test di Coombs.
Inizialmente trattato con cortisone e Imurel.
Dopo un paio di mesi solo Imurel fino al 1991. Il dente cadde a gennaio
’91 e fu analizzato. Il ragazzo ora sta bene.
La madre ha amalgami in
tutti i molari e premolari, con sapore metallico dal 1986 circa. Ha
allattato il figlio per due mesi.
Topi esposti a mercurio gassoso
accumulano mercurio anche nel midollo osseo. La storia dentale, sia
della madre che del figlio, dovrebbe essere parte di una valutazione
dell’anamnesi.
6.
Fuortes LJ, Weismann DN, Peters C, "Trombocitopenia autoimmune ed
avvelenamento da mercurio elementare",
J Toxicol Clin Toxicol
33(5):449-455 (1995)
ABSTRACT
Tre casi di grave tossicità al mercurio verificatisi all'interno di una
famiglia. Due casi di trombocitopenìa si sono verificati in questa
famiglia e rappresentano il secondo importante resoconto di
un'associazione tra tossicità da mercurio e trombocitopenìa. Tre dei
bambini si sono presentati con una combinazione di manifestazioni
dermatologiche e neurologiche che richiamano l'acrodinia o
"malattia rosa". Ciascuno dei 4 bambini in questa famiglia era
stato curato con acido dimercaptosuccinico. Sono stati descritti i
rischi nell'usare l'aspirapolvere nei casi di perdite di mercurio e le
appropriate procedure di pulizia.
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Dr. Andrea Zille
Search MEDLINE “purpura &
vaccination”:
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ABSTRACT (Service de Pharmacologie
Clinique, Hopital Bretonneau, Tours, France):
A retrospective epidemiological survey was conducted to evaluate the
incidence and characteristics of thrombocytopenic purpura (TP)
reported in France following measles, mumps or rubella vaccination
with monovalent or multivalent vaccines. Sixty cases of TP were
reported i.e an incidence/100,000 doses of 0.23 and 0.17 for measles
or rubella vaccines respectively given alone, to 0.87 for combined
measles-rubella vaccine and 0.95 for MMR vaccine. The mean age was 21
+/- 12 months and the delay of diagnosis was 16 +/- 6 days after
vaccination. Thrombopenia was severe (mean platelet count: 8000 +/-
6000/mm3) and always associated with purpura. The immediate outcome
was favourable in 89.5 per cent of cases. Vaccine-associated TP
appears to be similar to acute childhood idiopathic thrombocytopenic
purpura but the clear temporal relationship between MMR vaccination
and the occurrence of TP make a causal relationship highly plausible.
Acute TP seems a rare complication of measles-rubella and MMR
vaccination but clinicians had to be informed of the possibility of
their occurrence. Acute TP following vaccination should be reported by
physicians to their Regional Drug Surveillance Centre.
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with rubella vaccination”, N Y State J Med. 1972 Feb 15;72(4):499.
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thrombocytopenic purpura after anti-influenza vaccination.], Medicina
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ABSTRACT:
A case of acute thrombocytopenic purpura, presented with sudden onset
of petechiae and ecchymoses, as a possible complication of
antinfluenza vaccination with inactivated viruses is reported. Within
15 days of vaccination the platelet count fell down, serum
antiplatelet antibodies were detected in high titre and bone marrow
aspiration revealed an increased number of megakaryocytes.
Corticosteroid therapy was followed by a complete recovery within ten
days; three months later, platelets number remained in the normal
range.
Casteles-Van Daele M., “Vaccination and
Henoch-Schoenlein purpura”, N Engl J Med. 1969 Apr 3;280(14):781.
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insulin-dependent diabetes mellitus”, J Pediatr 1982 Jan;100(1):15-20
ABSTRACT:
A 16-month-old girl presented with an episode of fever and acute
thrombocytopenic purpura caused by a Coxsackie B5 virus. On days 13 to
23, laboratory evidence of diabetes mellitus was present, followed by
a 2 1/2-month remission, then by definitive insulin-dependent diabetes.
The involvement of virologic, immunologic, and genetic factors in the
pathophysiology was substantiated by the following data: (1)
Virus-induced glucose intolerance was produced in selected mouse
strains. (2) Islet-cell antibodies were found one week before onset of
diabetes; however, circulating lymphocytes of the child at that time
suppressed insulin release from islets in vitro. (3) Immunogenetic
analysis of the child revealed the presence of high-risk genetic
markers. It is suggested that the convergence of an insulotropic
variant virus, genetic predisposition, and perhaps some uncontrolled
adjuvant factors, e.g. steroid therapy and DPT vaccination, may have
determined insular damage and anti-islet autoimmune reactions, leading
to insulin-dependent diabetes mellitus.
Chang SK, Farrell DL, Dougan K, Kobayashi
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1976;11(3):521-7
ABSTRACT:
Two children are described with frequent relapsing haemolytic uraemic
syndrome. In the first child, the disease reoccurred twice and in the
second three times. In both, relapses could be related to a viral
infection, as well as to a preceding inoculation for
diphtheria--pertussis--tetanus--poliomyelitis in the second patient.
Recurrent haemolytic-uraemic syndrome (H.U.S.) may constitute a
discrete clinical form of H.U.S.
De Ritis L, Pecorari R., [Thrombopenic
purpura following measles vaccination.], Pediatr Med Chir 1990 Mar-Apr;12(2):161-3
ABSTRACT (Divisione Pediatrica, Ospedale,
F.lli Borselli, Bondeno, Ferrara, Italia):
A case of acute thrombocytopenic purpura complicating live measles
vaccination is reported. Clinically and morphologically this case is
identical to the postinfectious thrombocytopenic purpura. An
immunological mechanism has been postulated to explain the
thrombocytopenia.
Farrington P, Pugh S, Colville A, Flower A, Nash J, Morgan-Capner P,
Rush M, Miller E ., “A new method for active surveillance of adverse
events from diphtheria/tetanus/pertussis and measles/mumps/rubella
vaccines”, Lancet 1995 Mar 4;345(8949):567-9
Public Health Laboratory Service
Statistics Unit, Communicable Disease Surveillance Center, London, UK.
We describe a new method for active post-marketing surveillance of vaccine safety based on patient records.
We studied the association between diphtheria/tetanus/pertussis (DTP) vaccination and febrile
convulsion, and between measles/mumps/rubella (MMR) vaccination and febrile convulsion and idiopathic thrombocytopenic purpura (ITP) in
five district health authorities in England by linking vaccination records
with computerised hospital admission records. We found an increased
relative incidence for convulsions 0-3 days after DTP vaccination. The effect
was limited to the third dose of vaccine for which the attributable risk
(all ages) was 1 in 12,500 doses. Completion of vaccination by 4 months instead
of10 months after the change in the UK to an accelerated immunisation schedule may have resulted in a 4-fold decrease in febrile convulsions
attributable to DTP vaccine. 67% of admissions for a convulsion 6-11 days after MMR vaccination were attributable to the measles component
of the vaccine (risk 1 in 3000 doses). An excess of admissions for a convulsion 15-35 days after MMR vaccination was found only for
vaccines containing the Urabe mumps strain (1 in 2600 Urabe doses).
There was a causal association between MMR vaccination and ITP resulting in admission 15-35 days subsequently. The estimated absolute
risk of 1 in 24,000
doses was 5 times that calculated from cases passively reported by
clinicians. This finding emphasises the need for active surveillance
of
adverse events. The record linkage method that we used is an effective
way to identify vaccine-attributable adverse events.
Feyling T, Hestetun S., [Thrombocytopenic purpura after smallpox
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“Vaccination-Associated relapse of immune thrombocytopenia”, JAMA
1981 Jan 23-30;245(4):369-70
ABSTRACT:
Two patients with immune thrombocytopenia had relapses of their immune
thrombocytopenia after the administration of pneumococcal and
influenza vaccines. These observations suggest that patients with a
history of immune thrombocytopenia should be monitored after
vaccination.
Kiefaber RW., “Thrombocytopenic purpura
after measles vaccination”, N Engl J Med. 1981 Jul 23;305(4):225.
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.
ABSTRACT:
Acute thrombocytopenia developed 3 weeks after the vaccination of a
child with leukemia with V-Z vaccine. This is the first case of
postvaccinal thrombocytopenia to be reported following V-Z vaccine.
The risk to leukemic children of postvaccinal thrombocytopenia would
appear to be less than 1%. Note added in proof: The patient remained
seronegative until the eighth month following vaccination. Her FAMA
titer then rose to 1:32, probably as a result of exogenous reinfection
with V-Z virus.
Lewis K, Jordan SC, Cherry JD, Sakai RS,
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(The authors report 9 cases of hypergic purpura and urticaria out of
the monitored 289 immunization against Rabies)
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ABSTRACT (Departement de Maladies
Infectieuses et Medecine Interne, Hopital Pellegrin, Bordeaux,
France):
Recombinant hepatitis B vaccine is usually well tolerated. Clinical
and laboratory test manifestations with immunologic mechanisms have
nonetheless been described following use of this vaccine. We
retrospectively report 7 cases of thrombocytopenia occurring within 3
months (7 weeks on the average) of 1 or following injections of
recombinant hepatitis B vaccine. Four boys and 3 girls, average age 12
y, were involved. Three had a history of immune thrombocytopenic
purpura. Four had haemorrhagic manifestations. The haemogram showed
thrombocytopenia (24 x 10(9)/l on the average) without alterations of
the other lines. Infectious and immune aetiologies were excluded in
all cases. The course varied after treatment by corticosteroids,
high-dose intravenous immunoglobulin, or both. After describing the
different manifestations subsequent to recombinant hepatitis B
vaccination, we discuss post-vaccinal thrombocytopenias
(vaccines in question, mechanisms) and the reality of this entity.
Nielsen LJ, Karup Pedersen F, Ellegaard J., “Failure of
pneumococcal vaccination in a splenectomized child”, Acta Paediatr
Scand 1982 Mar;71(2):331-3
ABSTRACT:
Recurrent Streptococcus pneumoniae septicaemia occurred in a
splenectomized child with idiopathic thrombocytopenic purpura. Fatal
infection took place 1 year after pneumococcal vaccination, and was
caused by sero-type 18C which was included in the vaccine. The
efficacy of pneumococcal vaccination is discussed in relation to
specific pneumococcal
polysaccharide antibody titers, and it is concluded that vaccination
alone is insufficient in preventing overwhelming infections in
splenectomized individuals.
Nieminen U, Peltola H, Syrjala MT,
Makipernaa A, Kekomaki R, “Acute thrombocytopenic purpura following
measles, mumps and rubella vaccination. A report on 23 patients”,
Acta Paediatr 1993 Mar;82(3):267-70
.
ABSTRACT (Finnish Red Cross Blood Transfusion Service, Helsinki)
An acute thrombocytopenic purpura developed shortly after
measles-mumps-rubella vaccination in 23 of approximately 700,000
children immunized over a period of seven years. The mean interval
from inoculation to the onset of purpura was 19 days. Bone marrow
aspirates obtained from 13 patients showed increased or normal amounts
of megakaryocytes. Platelet survival time was markedly shortened in
the two patients studied. Fifteen patients recovered (the platelet
count exceeded 100 x 10(9)/l) in one month, five in two months and two
in six months. Increase in platelet-associated immunoglobulin was
detected in 10 of 15 patients. Circulating antiplatelet autoantibodies
(AAb) against glycoprotein IIb/IIIa were detected in 5 of 15 patients.
The findings are compatible with an autoimmune mechanism triggered by
immune response to measles-mumps-rubella vaccination. As evaluated by
the clinical course and the presence of AAb, post-vaccination
thrombocytopenic purpura appears to be indistinguishable from
childhood acute idiopathic thrombocytopenic purpura.
Patel U, Bradley JR, Hamilton DV,
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Senatore S, Tedeschi F., [Uremic-hemolytic
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transl).], Ateneo Parmense Acta Biomed 1978;49(4):377-87
ABSTRACT:
A case of uremic hemolytic syndrome observed in a 20 months old child
has been investigated from the clinical and pathological point of
view. All specific clinical manifestations of the syndrome were
present as well as the pathognomic pathological finding of a renal
trombotic microangiopathy. In addition a generalized lymphoadenopathy
likely related to a previous vaccination, was also found. The possible
role of such an immune reaction in the pathogenesis of the syndrome in
the present case is discussed.
Slee DS, Lagro SW, Frenkel J., [Acute
hemorrhagic edema in children: excellentprognosis.], Ned Tijdschr
Geneeskd 2001 Apr 28;145(17):830-4
ABSTRACT (Catharina-Ziekenhuis, afd.
Kindergeneeskunde, Eindhoven)
In 2 young children, boys aged 8 and 14 months, who were referred with
fever and typical concentric skin lesions and oedema (except for on
the trunk), acute haemorrhagic oedema was diagnosed. This is a benign
leucocytoclastic vasculitis of the skin accompanied by oedema, which
affects children between birth and 36 months of age. It is often
preceded by an infection or vaccination. As a rule, recovery is
complete.
Sourreil P, Battin JP, Beylot C.,
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with varicella and polyvalent protective inoculations], Klin Padiatr.
1976 Mar;188(2):190-3.
ABSTRACT:
We report about a 10 years old boy, who developed the rare disease of
Purpura fulminans following Varicella, after having received the
trivalent Poliomyelitis vaccine of Sabin and a diphtheria-tetanus
booster during the incubation period of Varicella. The acute stage of
the disease was overcome by symptomatic therapy; extensive skin
necrosis especially in the lower extremities had to be treated
surgically. The etiology of Purpura fulminans has not yet been
established. Since diffuse intravascular clotting (DIC) plays an
essential part in the pathogenesis of this disease. Heparintherapy is
now used as the treatment of choice. At the present state of knowledge
we believe that the protective inoculations given in the incubation
period of Varicella possibly provoced Purpura fulminans as a rare
complication of Varicella.
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ABSTRACT (Kinderhospital Osnabruck,
Austria)
Within three years we have observed three patients with parotitis
after measles-mumps-vaccination, one child with idiopathic
thrombocytopenic purpura, one with meningitis, and one patient with a
preexisting severe cerebral damage died of central vasomotor and
breath regulation dysfunction 20 days after the vaccination. Their
case histories are described here, and the literature dealing with
this question is reviewed. The following incidences of side effects
may have to be accepted: "vaccination measles" (fever,
rash, conjunctivitis, coughing) 5%, parotid swelling 1%. Furthermore,
there are reports and observations on 38 patients who have developed
ITP after vaccination, and on 8 other children who developed
meningitis. From their lumbar liquor, mumps- or vaccine mumps
viruses have been cultured.
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