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VACCINI al MERCURIO -
By Stefania Rimini - ti14266@iperbole.bologna.it
(Testo del servizio
trasmesso domenica 1 ottobre 2000 durante il programma "Report"
su Rai Tre) www.report.rai.it
Nei vaccini c'è il mercurio: è contenuto in un
conservante che si chiama Tiomersale,
ovvero timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si
può trovare nei vaccini per il tetano,
difterite e
pertosse,
epatite A,
epatite B e quello per l'influenza
(NdR: anno 2009 - anche in certi vaccini per
'Influenza Suina).
Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui farmaci, la
FDA, ha intimato che il
timerosal venga eliminato dai vaccini, già dal 99. In Italia invece ce lo teniamo
fino al 2008.
Perché ?
Lo sanno negli ambulatori vaccinali delle USL, che c'è il mercurio nei vaccini ?
"Sì, era noto da tempo che esistevano questi composti mercuriali - dice la
dottoressa Luisella Grandori, responsabile del centro vaccinale di una USL di Modena.
"Non ce ne eravamo mai preoccupati perché la convinzione era che le quantità di
mercurio contenute nei vaccini non fossero neanche in maniera dubitativa pericolose.
Anche
il nostro Ministero della Sanità Italiano ci aveva tranquillizzato al riguardo".
Ma qual è la quantità pericolosa ?
In America le autorità sanitarie si sono attivate perché si è visto che
somministrando molti vaccini tutti insieme si superavano le soglie di sicurezza. In Italia
invece il nostro Ministero della Sanità ci informa che si tratta di quantità di mercurio
estremamente piccole, non in grado di determinare effetti dannosi. Ma da noi è stata
fissata una soglia di sicurezza come in America ? No. Almeno, non ancora.
Come si fa a dire che la quantità non è pericolosa se non è stato determinato un
livello di pericolosità ?
Forse, le nostre autorità si basano sui parametri internazionali.
E allora vediamo
se in Italia siamo in regola almeno con le soglie di sicurezza internazionali, quando
vengono somministrati ai bambini 25 microgrammi di mercurio con il
vaccino difto-tetanica e 12,5
con quello dell'epatite B.
"Facendo la somma si vede che vengono assunti 37,5 microgrammi di
mercurio" dice Andrea Valeri, medico omeopata, "una quantità che corrisponde a
70 volte la soglia di sicurezza fissata dall'Epa, l'ente di protezione ambientale
americano".
Se prendiamo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità, che con 3,3
microgrammi per chilo sono meno restrittive, si vede che in Italia per un bambino di 5
chili le superiamo almeno di due volte.
Bisogna dire che l'OMS fissa un margine di
sicurezza fino a 10 volte la soglia indicata, ma allo stesso tempo ammette che un neonato
con i vaccini riceve dosi di mercurio che potrebbero destare preoccupazione e quindi
approva la mossa delle autorità americane di far rimuovere il thimerosal dai vaccini.
Ufficialmente non ci sono prove di danni neurologici o renali causati dal
thimerosal contenuto nei vaccini.
Il dubbio è: i danni da mercurio non risultano perché non si verificano o perché non
vengono riconosciuti?
Prendiamo il caso della bimba Veronica Gozzi, di Parma: 48 ore dopo la vaccinazione
antipertosse, comincia a sentirsi male. "Piangeva in continuazione, poi ha avuto un
blocco psicomotorio" dice la madre, Ivana Gozzi. "Abbiamo fatto la risonanza
magnetica ed è risultato che ha avuto un danno al cervello.
La cosa assurda è che proprio uno dei medici che 5 anni fa ci hanno rassicurato
dicendo che non era un danno da vaccino, recentemente ci ha consigliato di far
domanda di
risarcimento per sospetto danno da vaccino".
I danni da mercurio si possono riconoscere solo se il personale medico è preparato a
riconoscerli, ma nei fatti i medici
NON sono informati
ne' sono competenti in materia
!
Secondo il dottor Andrea Valeri, questo non è il caso più frequente. "La
problematica del mercurio è di difficile riconoscibilità, inoltre teniamo conto che
l'esame di tossicologia non è neanche presente nella facoltà di medicina. Addirittura
nel libro che consultano i medici per sapere i dosaggi dei farmaci, l'"Informatore
farmaceutico", alla voce Anatoxal Dite Berna, vaccino diftotetanico, è riportato
che c'è del mercurio, ma non è riportato quanto ce n'è".
Abbiamo cercato di avere un'intervista su questo argomento del
Mercurio
nei
vaccini
con il nostro Ministero della sanità, ma ci è stata
negata.
La motivazione è che i funzionari non hanno tempo o sono troppo timidi per
rispondere di persona.
Ma al funzionario non era stato chiesto di venire in trasmissione, sarei andata io
da lui e avrebbe dedicato massimo mezz'ora ad una pubblica informazione.
Nel fax inviatoci, leggiamo che il Consiglio superiore di sanità non autorizza
motivi di allarme per eventuali rischi alla salute. Ma allora perché molte USL, pediatri
e ospedali hanno scelto comunque di prendere delle precauzioni ?
"So che molte USL
hanno fatto la scelta di vaccinare senza Tiomersal " ci informa la dottoressa
Luisella Grandori. "Così come molti pediatri di base, soprattutto al Sud. Perché no
? Infatti una precauzione, soprattutto nei piccolissimi, è doverosa".
Quindi sarebbe possibile oggi in Italia vaccinare senza Tiomersal ? Sì.
E allora visto che si può, perché non somministrare solo vaccini senza Tiomersal
?
"La verità è che probabilmente esistono scorte consistenti di vaccini con Tiomersal che devono essere utilizzate" dice Claudia Benatti dell'associazione
Vaccinetwork. Ma allora togliere il mercurio dai vaccini sarebbe un problema economico ?
"No, non è un problema di scorte da smaltire" contesta la dottoressa Grandori.
"Si potrebbe vaccinare senza Tiomersal ma bisogna fare tre iniezioni invece di due, e
questo per alcune USL può costituire un problema organizzativo. Se noi avessimo oggi
disponibile come hanno in America un vaccino antiepatiteB senza tiomersal, noi potremmo
fare tutte le vaccinazioni senza somministrare alcun mercurio. Se ci fosse un motivo di
allarme, noi come azienda USL non avremmo nessun problema a cambiare il vaccino così come
abbiamo fatto per il polio".
La polio ? Perché, cos'è successo con l'antipolio ? Andiamo a vedere: nella
primavera del 99 le
nostre autorità hanno cambiato strategia vaccinale. Ora si fanno le prime due dosi di
antipolio con un tipo di vaccino, il Salk, che non provoca la malattia.
Con il vaccino
tipo Sabin infatti si erano verificati 13 casi in 10 anni di polio contratta dal vaccino
stesso.
Anche della vaccinazione con l'antipolio Sabin si diceva che non era pericolosa.
"E pensare che lo avevo anche chiesto, al momento della vaccinazione, se
questi vaccini sono veramente sicuri: mi avevano detto che tutt'al più poteva venirgli la
diarrea" ricorda Cinzia Miniucchi, di Rieti. Suo figlio Mattia due giorni dopo la
vaccinazione si è paralizzato. "Questo vaccino Sabin poi non era più necessario da
tanto tempo, perché da molti anni non si verificano casi di polio da virus selvaggio. E
allora mi chiedo: perché lo Stato ha voluto ammalare i nostri figli ?".
Giriamo la domanda al Ministero della Sanità. Poiché ci hanno detto che i
funzionari sono troppo impegnati o troppo timidi per rispondere di persona, dobbiamo
leggervi il solito fax, che dice che la vaccinazione contro la polio non è mai stata
sospesa in Italia, anche se dal 1988 non si registrano casi, perché il rischio di
importazione del virus rimane alto anche a causa degli immigrati irregolari.
Si riconosce
che dopo il cambiamento del vaccino non si è più ammalato nessuno a causa del vaccino
stesso.
E a chi ci è già andato di mezzo, almeno viene dato un risarcimento ? Il
risarcimento consiste in un vitalizio di circa un milione e duecentomila lire al mese,
incassabile alla maggiore età. Alle famiglie viene rimborsato soltanto dal 6 al 10% delle
spese attuali per le cure ai figli ammalati di polio.
Alcuni hanno preferito le vie
legali, come Aldo Formis, di Casalmaggiore (Cremona), che si è visto riconoscere dal
giudice un risarcimento di quasi 3 miliardi per la polio contratta dal figlio."Il
giudice nella sentenza dice che noi non siamo stati un caso isolato, solo sfortunato"
fa notare il signor Formis.
Quanti sono i casi accertati di danno da vaccino e quanti sono quelli che hanno
fatto richiesta di indennizzo ?
A questa domanda , da noi formulata il 9 agosto al Ministero della Sanità, nel fax di
risposta arrivato il 6 settembre ci rimandavano a un altro ufficio, e quando l'abbiamo
fatto presente ci hanno risposto che dovevamo rimandare il fax e attendere l'indomani.
Abbiamo atteso ancora, ma questa risposta non siamo in grado di darvela perché non
ci è mai arrivata.
Così come non è mai arrivata la legge sull'obiezione di coscienza alle
vaccinazioni obbligatorie, che era stata
annunciata ben due anni fa (1998). E' bloccata al Senato
per "questioni tecniche". E intanto ecco cosa succede ai genitori che si
rifiutano di far vaccinare i figli: rischiano di vedersi sottratta la patria potestà.
In Italia
Non esistono
vaccini monovalenti e senza thiomersal (ad eccezione dei vaccini
per la polio); solo negli Usa
sono stati approvati e commercializzati questi prodotti senza mercurio, per ora irreperibili in Italia.
Cosa sono i Pentavaccini ?
I pentavaccini che moltissime Ausl cominciano ad utilizzare (permette più
vaccinazioni in un unica somministrazione e permette così di raggiungere coperture
vaccinali molto alte anche per le vaccinazioni
facoltative, spacciandole per
obbligatorie) hanno foglietti illustrativi
molto scarni; in Italia, da qualche tempo, i foglietti illustrativi dei vaccini approvati
dal Ministero della Sanità contengono informazioni pressoché nulle.
Occorre comunque sottolineare che i pentavaccini in commercio sono diversi tra
loro.
Occorre comunque distinguere tra controindicazioni (situazioni di
salute che non permettono la vaccinazione) ed
effetti collaterali
(reazioni o complicanze che compaiono dopo e a causa della vaccinazione).
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Tra le controindicazioni ci sono sicuramente le forme di
allergie a componenti del vaccino (per questo è importante possedere il foglietto e
leggere la composizione chimica), malattie neurologiche evolutive, forme di asma, IgE
elevate (quindi situazioni di atopia e allergia), stati di immunodepressione dovuti ad uso
di cortisonici o corticosteroidi, ecc. In questi casi occorre molta prudenza nel valutare
l'opportunità della vaccinazione.
Tra gli effetti collaterali invece sui
foglietti più recenti di solito si trovano solo: febbre, gonfiore, nausea, anoressia,
disturbi del sonno e solo in alcuni si accenna a possibili disturbi neurologici.
La
verità è che questi pentavaccini non sono mai stati sperimentati (NdR: non si fanno sui
vaccini studi in doppio cieco confrontando un gruppo di vaccinati e un gruppo di non
vaccinati) e sono di troppo recente introduzione sul mercato per verificarne gli effetti
sulla popolazione. In merito comunque ai singoli componenti (es. per:
tetano, haemophilus B, epatite B, ecc) vedere gli allegati
Bugiardini
(foglietti accompagnatori).
E' possibile richiedere una vaccinazione alla volta ?
Si può richiedere l'antipolio di tipo Salk, il vaccino epatite scegliendo tra
Engerix B e Recombivax Hb, il vaccino difterico e antitetanico. Poiché attualmente in
Italia tutte le Asl utilizzano i vaccini contro difterite e tetano in unica
somministrazione bivalente, se li si vuole somministrare separatamente occorre farsi fare
una ricetta dal medico e acquistarli in farmacia. Si tratta del H-Adiftal per la
difterite
e del Tanrix o dell'Imovax Tetano per il tetano.
I vaccini antipolio (tutti) non contengono thimerosal; il solo altro vaccino che
non contiene thimerosal è il Ditanrix (difto-tetanico), ma contiene timerfonato di sodio,
altro composto del mercurio.
Sulla somministrazione polivalente dei vaccini esiste una questione tuttora
apertissima. E' di recentissima commercializzazione una serie di
esavalenti, vaccini che
contengono anche vaccini facoltativi che non possono essere spacciate per obbligatorie
per il fatto che sono accomunate a quelli obbligatori; la quarta obbligatoria si
somministra a parte - i cui effetti sulla popolazione pediatrica potranno essere constatati
solo tra anni e solo nel caso si verifichi una corretta farmacovigilanza, cosa non scontata,
per il fatto che i medici non conoscendo le
relazioni fra vaccini e loro danni non sono in
grado di segnalarle all'ufficio competente.
La somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o
somministrati l'uno dopo l'altro in un'unica seduta vaccinale) può comportare danni da
sovraccarico e choc del
sistema immunitario.
Non a caso quando un organismo si ammala non
lo fa mai per quattro o cinque malattie contemporaneamente.
Secondo la letteratura scientifica attuale e i pareri di esponenti della comunità
scientifica la somministrazione polivalente potrebbe indurre reazioni cosiddette
"autoimmuni", cioè l'organismo arriverebbe a produrre auto-anticorpi ossia
anticorpi che, non riconoscendo più il "vero nemico" da aggredire,
aggredirebbero la funzionalità di organi interni del paziente (es. demielinizzazioni,
less, alterazioni ematologiche, ecc).
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Alcuni aspetti nascosti del rapporto rischio/beneficio dei vaccini
di Eugene Robin, medico;
Professore Emerito, Facoltà di Medicina dellUniversità di
Stanford,
California
"Vorrei sottolineare alcuni aspetti del problema vaccini che hanno poco o
niente a che fare con la scienza formale coinvolta nello sviluppo dei vaccini ma che sono
cruciali nella valutazione del rapporto rischi-benefici degli specifici vaccini. Vorrei
anche sottolineare alcuni fattori sociali che sono cruciali per il successo o fallimento
di ulteriori vaccini. Vorrei anche sottolineare che lapproccio corrente per valutare
il rapporto rischi-benefici dei vaccini è generalmente inadeguato e non ottimale, sia
staticamente che dinamicamente, in particolare con il passare del tempo.
Questo, dunque, pone un imperativo. Come si possono dimostrare i benefici del
vaccino e come i suoi rischi possono essere accuratamente quantificati - informazioni
queste che sono la chiave del processo educazionale ?
Lapproccio scientifico a queste quantificazioni sarebbe leffettuazione
di prove cliniche controllate, adeguate, prospettiche, randomizzate in cui una metà di un
gruppo accuratamente selezionato riceve il vaccino e laltra metà riceve un placebo.
Queste prove non solo misurerebbero lindice di protezione procurato dal trattamento
ma misurerebbero anche gli eventi avversi associati alluso del vaccino.
Triste a dirsi, ma tali studi non sono stati fatti per la maggior parte dei vaccini
comunemente usati e manca una precisa conoscenza in particolare dei rischi.
Cosa dunque possiamo insegnare al pubblico, se noi stessi, la comunità
medico-scientifica, non abbiamo fatto gli studi appropriati e richiesti ? Inoltre, nel
caso dei vaccini, cè un altro problema, il cambiamento del rapporto tra i casi di
malattia trasmessa e le complicazioni causate dal vaccino. Questo processo può essere
chiamato punto "cross-over" e può essere illustrato come segue. Consideriamo
che diventi disponibile un vaccino altamente efficace e come risultato, con il passare del
tempo, ci sia un progressivo decremento dellincidenza della malattia e, quindi,
della mortalità e altre complicazioni associate alla malattia. Comunque, uniformando la
situazione, la percentuale di eventi avversi (complicazioni) associati al vaccino rimane
costante. Si raggiungerà un punto, il punto "cross over", dove lincidenza
delle complicazioni da vaccino per ogni paziente sarà piè alta rispetto alle complicanze
della malattia.
A questo punto, per gli individui, la cosa piè saggia sarà rifiutare il vaccino.
Comunque, per la società, può essere utile continuare la vaccinazione per prevenire
recrudescenze della malattia nella popolazione in generale.
Certo che, senza i dati ottenuti da studi clinici prospettici, randomizzati e
controllati è impossibile definire il punto "cross over".
E quindi il punto "cross over" muterà nel tempo in modo che nuovi studi
epidemiologici possano essere fatti.
Ma ricordiamo che noi abbiamo giurato di essere onesti e accurati e disponibili con
i membri della nostra società.
Noi dobbiamo informarli sempre della posizione del punto "cross over".
Questo, certo, ripropone la questione di chi deve decidere se un vaccino deve essere
usato. Potrebbe succedere che sia un beneficio per la società continuare ad usare il
vaccino in modo che non ci siano recrudescenze della malattia. Ma questo potrebbe essere
dannoso per lindividuo anche se utile alla società. E cosa fare se lindividuo
è un bambino ? Dobbiamo dire ai genitori che luso del vaccino non è nel migliore
interesse del bambino ma per il bene della società ?
Cosi "noi esponiamo il bambino ad un rapporto rischi-benefici a lui non
favorevole.
La domanda finale riguarda la scelta informata. Io credo che il termine
"consenso informato" sia condiscendente e suggerisca che il medico è in una
posizione scientifica superiore per suggerire una data azione ai membri individuali della
società. Noi abbiamo visto che nel caso dei vaccini spesso non è questo il caso. La
scelta informata è un termine meno condiscendente rispetto a quanto accade in altri casi.
Il procedimento della scelta informata dovrebbe includere la trasmissione di
precise e accurate informazioni sulle aree di incertezza e ignoranza dellattuale
scienza medica. Un vero procedimento di scelta informata dovrebbe, per esempio, porre seri
dubbi circa la vaccinazione nei bambini per lepatite B. Ma non è questo il luogo
nè il momento per tale discussione. In ogni caso gli scienziati che sviluppano i vaccini
dovrebbero dare grande credito e rispetto ai loro lavori pionieristici. Ma bisogna
ricordare che una volta che è disponibile un vaccino promettente, questo deve essere
linizio non la fine del processo.
Accurati accertamenti sul rapporto rischi-benefici
dei vaccini sulla base di studi clinici controllati, prospettici e randomizzati dovrebbero
essere obbligatori. Per certi pressanti problemi, (es. AIDS) potrebbe essere utile
abbreviare questo passo. Comunque una decisione simile non deve essere presa alla leggera.
Un processo educazionale che coinvolga il pubblico dovrebbe parlare dei rischi e delle
incertezze che sono descritte cos"come dei potenziali benefici.
La sospensione del diritto alla scelta informata potrebbe essere attuato solo in
caso di circostanze veramente gravissime e solo da un gruppo che rappresenti la società
per intero e non soltanto da pochi scienziati, medici e burocrati. Noi dobbiamo essere
onesti e ammettere che non conosciamo limpatto della somministrazione multipla di
differenti vaccini sui bambini molto piccoli o, comunque, su tutti.
Infine, valutazioni cliniche continue e rigorose di un vaccino somministrato devono
essere obbligatorie".
Il pediatra di base non è tenuto a somministrare le vaccinazioni che vengono
effettuate di prassi alla Ausl.
Si può chiedere di somministrare a suo figlio un vaccino alla volta: antipolio,
antidifterite, antitetano, antiepatite B. Poiché l'antidifterite e antitetano si trovano
solitamente in unica formulazione, si dovranno procurare in farmacia i vaccini
monovalenti.
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Esistono in Italia
vaccini
SENZA
Mercurio
?
Attualmente in Italia sono disponibili solo vaccini combinati senza mercurio
(quattro, cinque e presto anche sei vaccini in un'unica iniezione); tali combinazioni
contengono i vaccini obbligatori e anche i due vaccini facoltativi antihaemophilus B e
antipertossico; esiste inoltre il problema, sempre sottovalutato dalle istituzioni
sanitarie, del sovraccarico vaccinale dato dai vaccini polivalenti.
Se un genitore vuole somministrare al proprio figlio solo i vaccini obbligatori non
ha scelta, poiché non esistono antidifto-tetanici e antiepatite B senza mercurio.
L'antipolio Sabin e Salk è sempre stata priva di thimerosal.
Ora i genitori dovrebbero farsi sentire presso i medici e il ministero per
richiedere vaccini più sicuri.
Ecco la posizione ufficiale dei pediatri americani perchè venga
TOLTO il
mercurio dai vaccini
Pubblichiamo il documento integrale apparso nel luglio del 1999, firmato dalla
Accademia di Pediatria Americana (AAP), che sostiene la necessità di eliminare il
Mercurio
(thimerosal) dai
vaccini.
Il documento
è molto importante per questi motivi :
da informazioni dettagliate sul thimerosal e sul contenuto in
mercurio ( circa il 50 % ) del thimerosal
da informazioni dettagliate sulla tossicità del mercurio
da informazioni dettagliate sulle soglie di tossicità
da
non superare per non mettere a rischio la salute dei bambini a cui vengono praticate le vaccinazioni ; queste soglie sono
:
0, 1
microgrammi per kg. al giorno ( soglia
fissata dall EPA, ente per la protezione ambientale americano)
0,3 microgrammi per kg. al giorno ( soglia
fissata dall ATDSR, agenzia federale americana per le sostanze tossiche)
0,4 microgrammi per kg. al giorno ( soglia
fissata dall FDA, ente federale americano per i farmaci) queste soglie differiscono lievemente luna dallaltra, come capita
normalmente anche per altre sostanze tossiche. Poiché però il mercurio è contenuto nei
vaccini somministrati a tutti i bambini di pochi mesi, è prassi consolidata prendere come
parametro da non superare la soglia più bassa. Vaccinetwork ha quindi correttamente preso
come riferimento la soglia dell EPA: in tal modo il valore da NON SUPERARE per il
mercurio, per un bambino di 3 mesi ( peso medio 5 kg) è di 0,5 microgrammi .
Un bambino italiano, eseguendo le vaccinazioni obbligatorie, ne assume almeno
37,5 microgrammi (12,5 microgrammi dallantiepatite, 25
dallanti-difterite-tetano) . Occorre precisare che :
TUTTI i vaccini
epatite per uso pediatrico in uso in
Italia contengono 12,5 microgrammi di mercurio
TUTTI i vaccini
difterite ed anti-tetano per uso
pediatrico in uso in Italia contengono 25 microgrammi di mercurio
la situazione , come si vede, è decisamente pericolosa :
tutta la popolazione infantile italiana è sottoposta al rischio di tossicità da
Mercurio
eseguendo le vaccinazioni
anche obbligatorie. E vero che con particolari combinazioni , ed utilizzando anche vaccini NON
obbligatori, si possono anche oggi fare vaccinazioni senza praticamente mercurio, ma
consideriamo inaccettabile che i genitori che facciano la scelta ( che giudichiamo
perfettamente motivata , perché i vaccini non obbligatori presentano altri rischi) di
fare SOLO le vaccinazioni obbligatorie debbano sottoporre i loro bambini ad un rischio di
tossicità di mercurio . La giustificazione ufficiale che dice " tanto i danni da mercurio non si
vedono " è assolutamente inaccettabile , in quanto : a - il mercurio produce una quantità
enorme di sintomi diversi,
per cui molti dei sintomi insorti dopo le vaccinazioni possono essere dovuti , in toto od
in parte al mercurio b - come testimoniano tutti i case-reports riportati su questo sito, molto
raramente i medici delle ASL segnalano i sospetti effetti collaterali insorti dopo le
vaccinazioni : in tal modo, anche se ci sono dei casi di sospetta tossicità da
mercurio, questi semplicemente non vengono riconosciuti e segnalati
lAccademia dei Pediatri Americani, in unione con la FDA
e con il servizio di salute pubblica americano, ha fatto la scelta di fare circolare i
dati sulla tossicità del mercurio e di promuovere la rapida eliminazione del mercurio dai
vaccini. Dal settembre 1999, sono in commercio negli USA vaccini per linfanzia senza
mercurio. Le istituzioni sanitarie italiane ( ministero della sanità, Istituto superiore
di Sanità) hanno scelto invece la strada del silenzio e del lasciare la situazione
esattamente come prima. La Società Italiana di Pediatria (v. intervista sul corriere
salute del 22\10\2000 ha scelto di dire che " non cè nessun pericolo".
Crediamo a questo punto che latteggiamento delle istituzioni e della medicina
convenzionale italiana si commentino da soli. Riportiamo il documento integrale dell AAP (il grassetto è del curatore) :
http://www.aap.org/policy/re9935.html
Tabella
del contenuto di Thiomersal (mercurio) nei vaccini licenziati in USA
Tabella del contenuto del
Mercurio nei Vaccini che si
trovano in Italia
Il 13 novembre 2000 quali
erano le disposizioni del
Ministero della Sanita' in
materia di
Eliminazione del
Mercurio dai
Vaccini ?
Erano quelle pubblicate gia'
da due settimane sulla
gazzetta ufficiale e
prescrivevano che bisogna "incoraggiare
l'uso di vaccini privi di
mertiolato"
ovvero mercurio. Allora sono i giornalisti a
fare del terrorismo o sono
le Asl che non si
documentano ? Gia' da oggi e' disponibile
il vaccino
esavalente senza
mercurio ed entro fine marzo
2000 si potranno avere
l'antiepatite B singolo Engerix B e Recombivax B
senza Thiomersal. Poi NON
sara' piu' possibile... Basta solo
che le Asl ne facciano
richiesta. E con il decreto
del 26 ottobre, ai genitori
che vogliono un vaccino
senza mercurio non si puo'
piu' dire di no. E per quei
genitori che invece sono
contrari all'obbligo di
vaccinare i propri figli,
com'e' andata a finire ?
Siamo andati alla
Commissione Sanita' del
Senato per capire che fine
ha fatto la legge
sull'obiezione di coscienza
alle vaccinazioni,
annunciata ben 2 anni fa.
Francesco Carella,
presidente della Commissione
Sanita' del Senato: "La
legge e' ferma perche' una
parte del mondo scientifico
si mette di traverso, non
escludo che poi ci siano
anche interessi
economici da
parte delle
aziende. Inoltre
qui in Commissione Sanita'
sono state presentate
proposte di legge di segno
opposto: ce n'e' una ad
esempio che propone di
rendere obbligatorie anche
le vaccinazioni che oggi
sono facoltative, come
l'antimorbillo e
l'antirosolia, e quindi
diventa molto difficile
raggiungere una mediazione".
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NON E'
solo il MERCURIO il NEMICO da BATTERE,
ma sono i
VACCINI in TOTO
Frequentemente si sente parlare di "chelazione" per
eliminare i metalli tossici dall'organismo dei bambini
affetti da "sindrome autistica" ma non sempre è una
terapia consigliabile, a volte
può creare
accumulo
a livello renale ed epatico con conseguenze facilmente
immaginabili.
Il "problema mercurio" è riferibile alla sua azione,
anche in microdosi, sulle catene aminoacidi che leganti
le molecole del sistema HLA e la relativa rottura dei
ponti disolfuro delle stesse: reazioni
allergo-immunologiche. Non è quindi la "chelazione" la
sola panacea, ma la sostituzione dei metalli tossici con lo
zinco
nei recettori specifici e la sua trasformazione in
enzima che
interviene nelle funzioni mitocondriali. Inoltre occorre
dire che non e' solo il mercurio o l'alluminio che
creano danni ai vaccinati, ma tutta una serie con
sostanze in essi
contenute, virus
compresi, che destabilizzano il normale funzionamento
cellulare
(sintesi delle proteine).
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